Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

I Tempi dell’attesa nella Venuta del Signore, Cristo Re.

La bellezza della Misericordia salverà il mondo ! Il commento alla Parola data nella 33/ma Domenica del Tempo Ordinario.
445 0
I Tempi dell’attesa nella Venuta del Signore, Cristo Re.

Un mondo che è sempre più indirizzato verso la deriva assoluta sulla scala dei valori si contrappone a quanti tuttavia credono che il tutto possa avere termine quando il promesso ritorno di Gesù in questo stesso mondo si realizzerà attraverso l’instaurazione del Regno di Dio per la Vita eterna.

I brani della Sacra Scrittura inseriti nella liturgia eucaristica nella 33/ma domenica del Tempo Ordinario ci mettono proprio di fronte questa immagine apocalittica : già il profeta Daniele aveva avuto modo di anticipare i tempi di questa venuta profetizzando, appunto,  nuovi scenari futuri :

vi sarà un tempo di angoscia, come non c’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo. In quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro”- ( Dn12,1-3).

E Gesù, nei Vangeli, offre una descrizione esaustiva sul verificarsi di quei fenomeni sconvolgenti : “In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, e la luna non darà più il suo splendore, e gli astri si metteranno a cadere dal cielo, e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte” (Mc 13,24).

Ma quando, chiederanno per primi i discepoli stessi a Gesù, avverrà tutto ciò?

I tempi di Dio non sono i tempi dell’uomo; i miei pensieri non saranno i vostri pensieri; come dire, e lo dice effettivamente, che non sta a Lui conoscere la scadenza fissa di quei tempi. All’uomo viene concesso tutto il tempo per ravvedersi e cercare riparo sotto le ali della Sua misericordia divina. Ecco, allora, la bellezza di questa Parola che scorre come un fiume in piena e provoca  gli effetti di un vero e proprio tsunami spirituale. Matteo, nel suo Vangelo, ci invita a non assopirci o, addirittura, a non cambiare strada per decidere di scegliere gli idoli di questo mondo anziché Dio:

Vegliate e state pronti, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore” (Mt 24,42).

Le Scritture invitano a non abbassare mai la guardia ed a vivere nella pienezza le concause dei verbi di movimento inseriti nel programma cristiano della salvezza:  perdonare colui che sbaglia; applicare gli effetti della misericordia; decidere una buona volta per sempre l’impegno alla conversione.

La Parola che ci viene offerta da Gesù attraverso i segni ed i gesti di vita nuova sono abbastanza espliciti attraverso quell’alimentarci del Pane della Vita e quel’ inebriarci del Vino che fa nuove tutte le cose ed ispira i momenti di allegria, di gioia. La visibilità del seguace di Cristo sta tutta nel piccolo gesto della gioia da mostrare ai nostri fratelli , quelli che preferiscono il buio causato dagli idoli dissacranti.

Un cristiano innamorato di Cristo ( “Tu,  o mio Dio, mi hai sedotto ed io mi sono lasciato sedurre”) è colui che affida tutto al buon Dio nell’attesa della parusia ; ovvero, della venuta ultima, quando tutti saremo ricomposti nel Tutto.

Il cristiano, in questa visione escatologia del tempo di attesa, non osa mettere mai in dubbio la promessa che Dio Padre ha suggellato attraverso il Sacramento del Battesimo e che viene rinsaldata nella preghiera, specialmente in quella che Gesù pregava tra i riflessi dei sudori del Sangue e la luce abbagliante della Sua Risurrezione, che annienta le forze del male.

Il canto del cristiano è, per questo, gioia  liberante; è gioia senza fine, è gioia che misura il nostro status di innamorati di Cristo. Innamorati plasmati, curati, coccolati, rigenerati, Risorti. Ora si che potremo cantare l’inno dell’Esercito vittorioso che si reca all’incontro con Cristo Re, Padrone e Signore dell’Universo, nostro Unico  e Grande Amore.