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Terso Settore: quale rete per esprimere la bellezza dell’uomo

Riflessione a margine della “conversazione” approfondita dall’ex Ministro Guidi
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L’uomo è costituito da Dio soprattutto per amare, ma rimanendo nella la giusta tensione per farsi amare.

Non però proprio come un “do ut des”; ovvero io voglio bene a te e ora “pretendo” che tu debba volere bene a me.

Anche Gesù, salendo sulla Croce, ha, sì, avvertito questa esigenza sua personale, ma non l’ha imposta.

“Volete andare via anche voi?”. In quel momento Gesù aveva chiesto agli Apostoli di rimanere con Lui nell’ora della prova. Ma non ha detto: “adesso ti lego mani e piedi perché tu devi rimanere con me”

Gesù accolse tra la schiera degli apostoli un certo Giuda, pur sapendo che questi doveva attingere nel suo piatto e poco dopo tradirlo. Ovvero, un passaggio repentino dall’Amore con il quale veniva riscaldato al rifiuto netto e violento dell’Amore stesso.

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La solidarietà in Gesù

Come Lui ci ha lasciato questo esempio e questo mandato, allo stesso modo dovremmo creare tra noi uomini quella rete di solidarietà che nasce da un amore sincero, da un amore spontaneo, sapendo che anche noi potremo dire alla persona di inciampo: “vuoi andare via anche tu?”

Le varie impalcature d’amore che si stanno realizzando in varie parti del Paese e del mondo non sono altro che reti di solidarietà, create per amare senza nulla pretendere in cambio. Questa è la bellezza dell’uomo, quella bellezza che potrà salvare il mondo.

Se è vero che l’uomo senza Dio, e che quindi vivendo come se Dio non esistesse e fosse lui il dio della storia, sta costruendo altri tipi di “reti” dove coloro che entrano “per forza” ricevono in contraccambio, e per forza, le torture e le morti violenti, con le teste decapitate che rotolano nell’oceano della perdizione, è vero anche che c’è l’uomo della bellezza e la bellezza si fa uomo.

Ed è proprio questo uomo libero, ma che si disseta all’Amore del Dio Unico e Vero, che costruisce le reti della solidarietà, comunemente dette “Terzo Settore”, che è la casa comune dove nessuno obbliga ad entrare ; ma, se si sta in ascolto dei suggerimenti dello Spirito, della Parola del Padre e fortificati della Carne di Cristo spezzata per noi, si entra nel Circuito dell’Amore che nella pratica finisce per muovere le fila possenti della Solidarietà.

La Società di oggi, consumistica e globalizzata, ma anche minacciata ed in parte già torturata, se non avesse l’appoggio del Terzo Settore, sarebbe già diventata una società disperata e disprezzata, dove per la fame o per gli egoismi si uccidono le persone anziane ed i bambini, le persone deboli e quelle che vengono catalogate in quella cultura che Papa Francesco definisce “dello scarto”.

Ci sarebbe bisogno, se l’idea può costruire un progetto per costruire ponti, di una alleanza tra le varie realtà interagenti attualmente nel Terzo Settore.

E’ vero che i piccoli rivoli ingrossano i fiumi; ma è vero anche che i rivoli, prima di essere fiumi, nascono dalle sorgenti e, quando sono acque impazzite, è sol perché non hanno trovato canali giusti di immissione.

Non così, non così deve crescere il Terzo Settore.

La solidarietà deve essere guidata, anche perché essa è mossa da un esercito di volontari che sono come le “formichine di Dio”.

E’ allora molto significativo che un confronto a più menti sulla solidarietà e sul terzo settore si alimenti partendo dal “profondo Sud” dove di “reti” se ne costruiscono tante, ma sono spesso reti di morte, sistemate sulla strada della vita da persone che hanno visto nella ‘ndrangheta come una rete di protezione, ma che in fondo costruiscono una “società liquida” ed impazzita.

Quella reta bisogna man mano renderla innocua perché su di essa è prevalsa, ed ha vinto, la rete dell’amore , espressa proprio dalla bellezza dell’uomo.