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Turismo a Lamezia? Ci vogliono più imprenditori ed infrastrutture

I turisti ed i passeggeri dello scalo aereo un'occasione persa ed una grave pecca degli amministratori. Parla Francesco Caruso titolare di un'agenzia viaggi
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Il turismo diffuso è un miraggio sul territorio lametino o un’opportunità, una risorsa da valorizzare e sviluppare? Interrogativi che gli osservatori attenti si pongono, noi li abbiamo girati ad alcuni operatori che sono impegnati da anni a vendere le località più disparate, però fanno fatica a promuovere il nostro territorio. I francesi hanno fatto le loro fortune turistiche sul territorio, vi risparmiamo la dicitura d’oltrelpe per non dover ricorrere al vocabolario o ad una pronuncia approssimata. Eppure attorno a noi ci sono monumenti di valore storico artistico consolidato, c’è una enogastronomia titolata a livello nazionale, eppure questi punti rimangono spesso slegati, isolati,non sono messi in rete come si direbbe.

Di chi è la colpa o il mancato tentantivo di collegare i punti? Francesco Caruso, agente di viaggio, in questi giorni d’ intenso lavoro per recuperare una stagione incerta, dopo un po’ risponde ed è disponibile a dialogare. Riusciamo a strappargli qualche minuto per rispondere alle nostre provacazione, ma lui ha le idee molto chiare, il mancato sviluppo turistico è legato “alla poca imprenditorialità e alla molta farroginosità burocratica, sembriamo una regione che vive nel limbo”. Con la moglie Stefania Froio, undici anni fa, dopo un’esperienza da promotore finanziario brillante, ripensa al suo lavoro e ad un’impresa tutta sua. Passa dal vendere prodotti finanziari, ormai entrati in crisi, dopo l’attentato alle torri gemelle in America, a pacchetti turistici. Un prodotto più sicuro e certo, dove il rapporto con il cliente viene garantito di più.

Un periodo di formazione con un grosso gruppo al quale si affilia e poi si butta a capo fitto nella vendita. Le capacità non gli mancano, il dinamismo e la concentranzione nel proporre e ottenere il risultato neanche. Il cliente viene sempre accontentato, riesce sempre a trovargli una soluzione adeguata al suo essere. Anche oggi in tempi di crisi mutano le abitutini però i lametini vanno in vacanza, in modo intelligente, un po’ meno i giovanissimi, ma il trend sembra aver ripreso il segno positivo. Finalmente qualche imprenditore che non si lamenta, anzi rilancia con ottimismo.

agenzia-neocastrum-viaggi

Essere agenti di viaggio a Lamezia Terme è difficile?
La gente non è abituata a rivolgersi alle agenzie di viaggio. È una città molto diffidente da quello che ho potuto notare. Preferisce il fai da te o accertarsi bene prima di acquistare.Un’ altra cosa che ho notato, se rimane soddisfatto o si trova bene perchè quello che ha acquistato corrispondeva alle sue esigenze, rimane, si fidelizza.

Lei su quale tipo di clientela lavora e con quali prodotti prevalenti?
C’è un target standard rappresentato dai croceristi che corrisponde circa al 40% della clientela. Il resto è ballerino. Una parte si sposta sul medio lungo raggio, anche su prodotti intercontinentali. C’è l’altra parte che comunque non ha un’idea precisa di vacanza. Ha la voglia di riposarsi,però va a caccia dell’offerta più conveniente. Può andare all’estero, in Calabria, nelle regioni meridionali. Un altro target che prima era più numeroso e che adesso si sta assottigliando. Sono i giovanissimi e le famiglie. I giovani che spendevano dalle trecento alle quattrocento euro a testa, per mete a loro adatte. Poi le famiglie che da alcuni anni stanno calando. Devo dire che quest’anno abbiamo visto qualche famiglia in più che punta ai periodi di vacanza più economici, luglio e inizi di settembre. In questi periodi tra l’altro c’è un servizio migliore, perché le località e le strutture ricettive9 sono meno affollate.

Il nostro territorio e chi lo amministra non ha mai puntato sul turismo, almeno questa sembra ai più?
Diciamo che è una cosa che salta agli occhi. Abbiamo purtroppo la storia del mare sporco che si trascina e ci si accorge sempre nel periodo estivo che è sporco.Sappiamo che lo è durante tutto l’anno. È un problema che abbiamo noi per motivi di corrente, ma che hanno anche in altre parti d’Italia, mi riferisco alla riviera adriatica. Di contro lì hanno creato una serie di infrastrutture che sopperisce a questo problema del mare sporco, agevolando l’iniziativa privata.
Potendo creare delle strutture di intrattenimento per i turisti affinchè possano avere un’alternativa al mare, questo da noi non succede. Per una scarsa capacità imprenditoriale, vuoi perchè tutto sembra più farraginoso per chiedere un’autorizzazione, un aiuto. Sembriamo una regione destinata a vivere nel limbo del turismo e di altri settori.

Eppure abbiamo un castello tra i più rappresentativi del sud Italia, un’abbazia, quella di Sant’Eufemia che potrebbero rappresentare punti qualificanti di una proposta turistica, ma sono sottoutilizzati?
Bisognerebbe gestire meglio il movimento di turismo incoming, gente che arriva dall’estero per vivere il territorio. Vuoi perchè c’è scarsa disponibilità di fondi, questa è una delle prime cause perchè le amministrazioni pubbliche non possono valorizzare e sfruttare questi beni patrimoniali e artistici che abbiamo. Il problema è pure un altro. Io racconto un aneddotto di alcuni turisti tedeschi che arrivavano in vacanza a Tropea e si portavano dalla Germania pure la bombola del gas, tanto costava cara da noi. Questo è un problema non amministrativo, è nostro. Poi gli amministratori sono lo specchio della società. Quindi penso che nella cultura del calabrese in generale c’è una scarsa vena imprenditoriale e non si bada ai valori che abbiamo sul territorio. Potrebbero essere un elemento fondamentale di sviluppo.

Avete mai provato a proporre itinerari per valorizzare il territorio?
Noi abbiamo provato a fare delle escursioni sull’Aspromonte e su altri territori. Non abbiamo avuto una grossa corrispondenza perchè la gente del posto preferisce muoveri da sola, non ha bisogno del supporto delle agenzie. Chi si muove di più sono i turisti che arrivano nei villagi vicini. Lì si muovono spesso da soli. Il mercoledì vediamo al mercato molti tedeschi, francesi provenienti proprio dai villaggi turistici.

Cosa bisognerebbe fare per rendere il turismo una fonte di sviluppo e di crescita economica per la città?
Penso che ci sia bisogno di valorizzare quello che il territorio possiede creando delle infrastrutture. Invogliando il turista ad arrivare. Con i voli a basso costo, il movimento di turisti c’è. Il problema è la mancanza di una cultura imprenditoriale a livello turistico. Vediamo il turista come un pollo da spennare. Se viene una volta è difficile che torna la seconda. Questo è molto grave. Ci vorrebbero più fondi. La crisi economica incide. Però negli anni passati quando la crsi non si avvertiva non c’era questo grande movimento turistico.

Rispetto ai due milioni e più di viaggiatori che l’aereoporto movimenta ogni anno, gli ultimi dati confermano una crescita. Cosa si potrebbe fare? Non c’è nessun invito a visitare la città?
Si è vero questo. Diciamo aereoporto di Lamezia, ma è solo l’ubicazione a Lamezia, del resto è solo un luogo di transito, di passaggio. Il turista viene veicolato nelle varie strutture e non viene invitato a vivere il territorio. Questa è una grave pecca da parte degli amministratori che dovrebbero incentivare iniziative con feste, manifestazioni per far scoprire il nostro territorio e se ciò non avviene, il turista non può conoscere quello che c’è intorno.

  • pippo

    Sono nato a nicastro 51 anni fa e da 44 vivo al nord quando partii mi ricordo di aver lasciato un paese molto povero ma bello la mia speranza era che con il passare degli anni avrei trovato un paese menopoveroma ancora bello invece niente sempre piu poveroma soprattutto brutto,si brutto xche l unica cosa che hanno fatto e spalmare solo tonnellate di cemento e asfalto senza logica e attenzione.Tornavo spesso anche xche ho degli affetti di famiglia ma negli ultimi anni la situazione e precipitata , il mare e agonizzante e sul resto l incuria e il menefreghismo la fanno da padrone.Chiedo per favore alle persone competenti xche tt questo.Dico e penso tt questo a malincuore le mie radici sono li.
    Grazie a chi mi dedica 5 minuti

  • Se prima degli imprenditori e delle infrastrutture avessero pensato a far funzionare come si deve i nostri depuratori e a salvaguardare il nostro mare, probabilmente ora qualcuno ci verrebbe pure da noi a farsi il bagno, senza neanche il bisogno di chissà quali infrastrutture (le solite opere inutili per far mangiare i soliti friends).