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Ucraina: una guerra premeditata per gli interessi del “Mondialismo”

Putin contro l'occidente finanziario dei Rotschild, Rockefeller, Soros, e delle loro sigle CFR,FMI,ecc.ecc
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Una guerra nel cuore dell’Europa, una guerra di “altri” sul suo territorio, giocata sulla pelle del popolo ucraino. Sullo sfondo i veri motivi: una guerra commerciale e geo-politica combattuta da Unione Europea, Stati Uniti, e tutti i poteri ad essi legati, che hanno determinato gli avvenimenti in corso attraverso ogni strumento: mediatico, sovversivo, economico e finanziario, per sottrarre il Paese all’influenza della Russia e destabilizzare quest’ultima.

Per questo obiettivo sono state sfruttate ed alimentate le contraddizioni di ordine storico, geografico ed etnico pre-esistenti e, infine, frutto dell’ideologia e del regime social-comunista che ha annesso, conglobato e forzatamente fatto convivere, come per la Jugoslavia, Paesi con identità culturali e storiche diverse, come la Crimea, l’Ucraina Occidentale, la Bessarabia e che hanno dato vita a quella che comunemente viene chiamata “Ucraina”, Paese “socialmente costruito e spesso politicamente contestato”. Per i professionisti della provocazione non è stato difficile spingere le regioni occidentali e centrali dell’Ucraina contro quelle orientali, verso le quali nutrono un odio storico, un odio che si estende a tutto ciò che è “russo”.

L’assenza del comunismo sovietico non ha rimarginato le ferite loro inferte da decenni di dura persecuzione ed oppressione, senza dimenticare la “carestia artificiale” imposta da Stalin negli anni 1930, che portò alla morte per fame di circa 7milioni di ucraini.
Oggi, però, bisogna comprendere che i “mercanti occidentali” con le loro ricette democratiche non sono il toccasana di un popolo, ma vogliono dominarlo, svuotarlo della sua essenza identitaria e spirituale ed imporgli regole e leggi per i loro esclusivi interessi di mercato.
Così, l’anno scorso, mentre gli euro-americani, in modo spudorato, cercavano di “comprare” il pur corrotto Presidente Janukovich per passare nel campo europeo, Putin proponeva un accordo tripartito in modo da dare all’Ucraina l’opportunità di avvicinarsi all’Europa senza bisogno di uscire dall’Unione Eurasiatica, ovvero il Mercato Comune sotto l’egida di Mosca.
A questa proposta la risposta dei burocrati europei fu sprezzante e fu intimato al Presidente ucraino: “o da una parte o dall’altra”. Sapevano già quale piano attuare. Infatti, alle iniziali manifestazioni pacifiche per la mancata ratifica dell’accordo di integrazione dell’Ucraina in Europa, da parte di Janukovich, fanno seguito quelle violente con i primi morti. Tutto ha inizio qualche mese fa. La tecnica e le modalità di provocazione messe in scena, a Piazza Maidan, centro di Kiev, ci riportano a quanto già accaduto nella città libica di Bengasi ed in quella siriana di Homs.“Lo schema è sempre il medesimo: gruppi di manifestanti scendono in piazza e vengono fronteggiati da reparti di polizia.

Improvvisamente dai tetti partono colpi di fucile che colpiscono sia i dimostranti che i poliziotti facendo morti e feriti nei due schieramenti e provocando reazioni che aggravano il bilancio delle vittime. Subito dopo i media internazionali tuonano contro la repressione e, nel Paese preso di mira, spuntano, come d’incanto, ben organizzati gruppi armati che dichiarano di volersi difendere dalle autorità.

Nel caso “ucraino”, gli orgnizzatori della provocazione sembrano avere lasciato alcune tracce, stando al tenore della telefonata intercorsa tra il capo degli Affari Esteri della UE Catherine Ashton ed il Ministro degli Esteri estone Urma Paet, i quali hanno apertamente dichiarato che i cecchini sono stati arruolati dagli stessi organizzatori della rivolta” (M.Villani -“Ucraina nel mirino” da “Appunti”, 7 marzo 2014).

Ciò dimostra che la rivolta di Piazza Maidan, centro di Kiev, dove con una certa celerità erano confluiti “ultrà polacchi, giovani bielorussi e serbi di “Otpor”, è stata pianificata in anticipo e gli attivisti armati dei partiti neonazisti “Svoboda” e “Pravy Sektor” che, tramite la NATO e i suoi apparati spionistici, lo scorso 18 febbraio hanno occupato il Parlamento e si sono resi responsabili del colpo di stato che ha messo in fuga Janukovich e il suo governo, hanno svolto il “lavoro sporco” al servizio dei burocrati euro-statunitensi e dei gruppi di potere finanziario occidentali”.
Già nel settembre del 2013, infatti, circa 90 appartenenti all’organizzazione Pravy Sektor (Settore Destro), sotto l’egida del Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, in Polonia, erano stati addestrati al campo della polizia di Legionowo, 23 km da Varsavia, sulla tattica della guerriglia urbana, tiro a segno con la carabina (cecchinaggio) e come elevare barricate. “Il settimanale polacco NIE ha pubblicato le loro foto: indossavano divise del Terzo Reich e posavano accanto ai loro addestratori polacchi”.È curioso notare come sia “democraticamente corretto”, quando si è al servizio del “padrone”, che dirigenti di un partito politico che si dichiara razzista, antisemita e nazista, come Pravy Sektor, di recente abbiano tenuto un incontro negli Stati Uniti, dove sono state spiegate le prospettive di sviluppo del partito e nominati una serie di coordinatori dello stesso, mentre una manifestazione a Dnepropetrovsk ha visto insieme attivisti della comunità ebraica e militanti di Pravy Sektor a “sostenere Israele nella lotta contro il terrorismo”. Per Pravy Sektor era presente, il vice responsabile, Andrey Denisenko, che, nel discorso conclusivo con la bandiera con la stella di Davide in mano, ricordava come “l’Ucraina e Israele siano accomunati dallo stesso destino”.

Nulla di scandaloso per i “camerati” di Pravy Sektor che ha come riferimento e finanziatore l’oligarca ebreo cinquantenne, tra i principali artefici degli avvenimenti ucraini, Ihor Kolomoiski, proprietario di più squadre di calcio, compresa la Hapoel di Tel Aviv, padrone di Privat Bank, con interessi nel settore minerario del Donbass, che infatti è governatore di Dnepropetrovsk.
È lui che paga il “battaglione Donbass” che il Pravy Sektor ha formato e che sta combattendo contro i “russofoni”.
E non c’è nulla di male se al “fuggitivo” Viktor Yanukovich, attraverso una “parvenza di elezioni”, durante le quali gli uomini incappucciati con il loro bravo Kalashnikov in mano sono stati padroni del campo, è succeduto Petro Porochenko, re del cioccolato, oligarca filo europeo, leader di un partito, “Solidarietà Ucraina”, che non esiste. Non risulta, infatti, in nessun registro dei partiti politici stilato dal governo di Kiev, non ha indirizzo né numero telefonico né sito web, e condivide il governo con Pravy Sektor e l’altro partito filo-nazista “Svoboda”. Un governo che ha tutti gli elementi per essere considerato una “associazione a delinquere” protetta, appoggiata e manipolata da UE, USA e FMI. Anche questo è il bello della democrazia!
Il capo di Pravy Sektor, Dmitry Yarosh, dallo scorso aprile, è stato inserito nell’elenco dei ricercati dall’Interpol per violenza, terrorismo e per il massacro di Odessa, dove nella Casa dei Sindacati furono massacrati e bruciati 36 filo russi.
Il Parlamento ha di recente redatto un progetto di legge per l’amnistia a circa 25mila criminali comuni. La condizione della loro libertà è l’arruolamento nella Guardia Nazionale, che è prevalentemente costituita da quanti odiano i russi e da “teppisti”che hanno manifestato a piazza Maidan.

Vi è il forte sospetto, se non la certezza, che, il 17 luglio scorso, ad abbattere l’ereo MH 17 della Malaysia Air Lines e a causare la morte di 298 persone, di cui 80 bambini, sia stato un caccia ucraino ed esattamente un SUKHOI 25. La versione da subito fornita da Mosca, e suffragata con dati radar e satellitari, è sostenuta anche da ambienti giornalistici e filo governativi malesi che riportano dichiarazioni dell’“Intelligence Community” americana che non ne può più di coprire le gaffes e le menzogne del segretario di Stato Americano J. Kerry.
Subito dopo l’abbattimento è stato costretto alle dimissioni il Responsabile della Sicurezza Nazionale e, guarda caso, tra i fondatori del partito neonazista ucraino, Andriy Parubiy. C’è il grave sospetto che sia stato lui a dare l’ordine di abbattere il boeing, presumibilmente scambiato per l’aereo su cui viaggiava Putin per la similitudine dei colori dei due arerei.
Dopo una gigantesca opera di disinformazione mediatica, che accusava la Russia dell’abbattimento, sull’episodio è calato il silenzio. Lo stesso silenzio calato sul fatto che i risultati sui resti dell’aereo abbattuto sono segreti e potranno essere divulgati a discrezione delle autorità ucraine, a seguito dell’accordo sottoscritto l’8 agosto 2014 dai paesi interessati: Ucraina, Paesi Bassi, Australia e Belgio.
Un “Non Disclosure Agreement”, cioè un accordo per NON RENDERE NOTI i risultati dell’inchiesta sul volo MH17 è stato subito ratificato dal Parlamento ucraino.
Una guerra premeditata, dunque, e studiata, che finora ha causato migliaia di morti e feriti, centinaia di migliaia di profughi; bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile come a Donetsk, Lugansk, Slavyansk, Mariupol e tante altre. Morti che non sembrano fare notizia!
Di recente Barack Obama ha affermato che “la Russia è sul lato sbagliato della storia”.
Per lui, i “signori della guerra” e del petrolio, invece, il lato giusto sarebbe quello che ha distrutto l’Iraq, l’Afghanistan, ha raso al suolo la Libia e inviato “l’internzionale terroristica” per cancellare la Siria.
Oggi agiscono in Ucraina gli stessi “agenti” e “circoli globalisti” che sono ben felici di esportare il “modello Siriano” con l’obbiettivo finale di destabilizzare la regione, accerchiare e distruggere la Russia per imporre un mercato globale.
Di certo la Russia non permetterà mai, previo il suo suicidio, lo spostamento dell’Ucraina dal suo scacchiere a quello euro-americano. Troppi e troppo forti sono gli interessi di ordine economico, militare e strategico che legano Mosca all’Ucraina.

Anche in questi tragici avvenimenti si può scorgere uno “scontro di civiltà” tutto europeo, occidentale, tra chi vuole affermare i valori della tradizione europea fondata sulle radici cristiane, che è incarnata dalla Russia di Vladimir Putin, e l’occidente economico e finanziario, dei Rotschild, Rockefeller, Soros, e : FMI, UE,USA, che quei valori li combattono, li odiano e li sovvertono.