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UIL-FPL Catanzaro: «La natura terrena e provvisoria del potere molto spesso necessità di un sano bagno di umiltà»

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Il re è nudo: come non associare le figure allegoriche della fiaba di Andersen “i vestiti nuovi dell’imperatore”, ai protagonisti politici e gestionali dell’Amministrazione comunale di Lamezia Terme, che spesso sono soli nell’arroganza e nella presunzione del loro potere, privi di verifiche concrete sui loro comportamenti, circondati da collaboratori, che vivono in uno stato di assoluta soggezione.
La Delibera di Giunta N. 115 del 06.04.2017 sancisce l’indifferenza, l’arroganza e la contraddittorietà dell’Amministrazione, che rinnega gli impegni assunti dal vicesindaco in sede prefettizia e smentisce clamorosamente i propri delegati di parte pubblica – individuati dalla stessa Giunta comunale, nello specifico il Segretario Generale e il Dirigente alle risorse umane – che in sede negoziale del 24.10.2016, assumevano l’impegno di attivare le progressioni economiche orizzontali per le annualità 2014/2015/2016, con la pubblicazione delle graduatorie entro il 31.12.2016. Viceversa, si apprende che la Giunta Comunale, con la rimodulazione delle direttive approvate con l’ultima delibera n.115, esclude l’attivazione delle progressioni economiche orizzontali per gli anni 2014/2015/2016, contraddicendo cervelloticamente, in buona parte, la propria precedente direttiva approvata con Delibera di Giunta n.232 del 26.07.2016.
Svaniscono nel nulla decine di ore e ore di trattative e negoziato, causando impunemente una perdita di tempo e di energie al sindacato e soprattutto ai quattro Dirigenti oltre al Segretario Generale, tutti delegati sempre dalla stessa Giunta, che invece si sarebbero potuti responsabilmente occupare della cronica carenza organizzativa e gestionale dell’Ente.
La UIL-FPL Catanzaro, non si turba più di tanto, passando dalle innumerevoli proposte, segnalazioni e rilievi, formalizzati per arginare la disorganizzazione e il caos amministrativo, quasi sempre inascoltate, alla protesta.
Non vi è dubbio che le problematiche sono molteplici, ma concettualmente l’apparato burocratico deve essere il braccio esecutivo di una sana politica. A quanto pare, l’uno smentisce e disattende l’altro e viceversa, in un gioco perverso che vede soccombente solo ed esclusivamente i dipendenti, che in questa girandola di false promesse e scomposti impegni formali disattesi, aspettano di percepire dall’Amministrazione guidata dal sindaco Mascaro oltre 3.000.000,00 (tremilioni) di euro di salario accessorio, comprensivo dell’annualità corrente.
Invece, a distanza di quasi due anni, ci ritroviamo ai nastri di partenza. Ritornano d’attualità vecchie vertenze e battaglie sindacali, come quella definita con la proposta transattiva approvata con le Delibere di Giunta comunale NN° 73 e 74 del 09.03.2017, in merito al riconoscimento del salario accessorio della produttività anno 2011. Il Dirigente al personale, d.ssa Teresa Bambara, non accettò la richiesta di conciliazione formulata dalla UIL-FPL in data 16.04.2014, adducendo che la parte pubblica “ è impossibilitata a pervenire a una soluzione transattiva…” . A distanza di quasi tre anni, la stessa D.ssa Teresa Bambara ha accettato la soluzione transattiva avviata dai legali di una parte di dipendenti avente titolo e diritto a percepire quel salario accessorio, con la differenza che al netto del costo reale da elargire ai dipendenti, consistente in € 16.355,00, si sono aggiunti € 12.077,4 di spese legali. Uno sperpero di denaro pubblico ingiustificato e irrazionale, costato al Comune di Lamezia Terme quasi il doppio di quanto inizialmente dovuto ai lavoratori, tenuto conto che oggi l’Ente, nella persona della stessa Dirigente, ha optato per la medesima soluzione transattiva avanzata allora dalla UIL-FPL e formalmente respinta dalla d.ssa Bambara.
Chi pagherà questo doloso aggravio di spese? Oltre all’amministrazione, cosa è cambiato in questo lasso di tempo?
Aspettando ancora le risposte ufficiali alle richieste formali del sindacato, domandiamo ancora alla D.ssa Bambara: i restanti dipendenti di categoria D e tutti i lavoratori della Polizia Locale di categoria C, che non hanno percepito la produttività anno 2011, dovranno adire le vie legale?
Ora come allora si ripropongono identiche situazioni: basti pensare che un dipendente con la mansione di autista, sarà costretto ad adire le vie legali per avere riconosciuto poche centinaia di euro di salario accessorio anno 2013, legato alle attività disagiate e di rischio che ha già svolto. Ebbene, il paradosso alluccinante sta nella faziosità sempre della Dirigente delle risorse umane, d.ssa Teresa Bambara, che con nota prot. 6046 del 26.01.2017 nega il cumulo della indennità di rischio e di disagio al dipendente/autista, mentre con nota prot. 70459 del 07.10.2016 relaziona al Segretario Generale, al Sindaco e all’Assessore al Personale attestando che “ l’ARAN….ha stabilito che le indennità di rischio e disagio possono sommarsi….”, ritenendo infine “ che l’ente, anche per non incorrere in attivazione di contenziosi che potrebbero vedere l’ente perdente…”.
Ma d.ssa Bambara, rispettando il fatto che a fine anno andrà in quiescenza, Lei crede veramente che alla fine paga sempre pantalone? Ha mai sentito parlare di danni erariali e patrimoniali? Non crede che i dipendenti, che certamente non percepiscono uno stipendio pari al suo, abbiano titolo e diritto ad avere riconosciuto quel salario accessorio spettante senza adire le vie legali?
Altro dato inquietante, riguarda l’ingente somma di 123.117,23 euro trattenuti approssimativamente ai lavoratori della Polizia Locale, che ad oggi non risultano legittimamente riportati nel fondo del salario accessorio dei dipendenti comunali, di fatto viziando potenzialmente la consistenza del fondo, oltre ai 13.855,03 euro impegnati e accantonati per le progressioni economiche orizzontali nel contratto decentrato anno 2011, sottoscritto il 18.04.2012, ancora da distribuire ai dipendenti aventi titolo e diritto. Inutile ribadire che siffatte condizioni, certificano la confusione e l’approssimazione amministrativa/finanziaria regnante nel Comune di Lamezia Terme, in particolare quando si tratta di riconoscere i diritti dei lavoratori del comparto.
La UIL FPL Catanzaro auspica che tutti i soggetti, parte pubblica, organizzazioni sindacali ed RSU, concorrano per dare il giusto ruolo e corrette regole di relazioni sindacali ad una organizzazione complessa qual’è il Comune di Lamezia Terme, che non puó più continuare a (sopra)vivere di improvvisazioni e di sprovvedutezze grossolane, attualmente caratterizzate e amministrate da un preoccupante ego ipertrofizzato, nella convinzione che chiudere le luci o spegnere il condizionatore possa appagare le aspettative dei cittadini e dei dipendenti.

Il Coordinatore UIL FPL Catanzaro
Bruno Ruberto