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Ecco un altro triste caso di ignoranza conclamata

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LETTERA ALLA DIRETTRICE DI “GRAZIA”

(SENZA GRAZIA VERSO LA NOSTRA STORIA E VERSO LE PRINCIPESSE DELLA REAL CASA DI BORBONE DUE SICILIE).

Gentile direttrice,

una sua lettrice, sul n. del 23/9/18, scrive, tra “sorrisi e stizza”, a proposito delle dichiarazioni delle Principesse Maria Carolina e Maria Chiara di Borbone, fiere della loro storia, che dovrebbero leggere “qualche buon libro di storia” perché i Borbone (con la “e” non con la “i”) “non avevano tradizioni” positive, che “mal-governavano” e che non conoscevano “efficienza e sviluppo economico” (dello stesso tono anche la sua risposta che sottolinea “il sottosviluppo e l’arretratezza” delle Due Sicilie).

Mi dispiace, però, deludere entrambe e suggerire (ad entrambe) di leggere davvero qualche libro di storia, ma più documentato e aggiornato di quelli che hanno diffuso “leggende nere” false e che arrivano (spesso senza colpe di chi le diffonde da oltre 150 anni) fino a quella lettera e alla sua risposta. “La tesi dell’arretratezza meridionale fu una tesi inventata dagli artefici dell’unificazione italiana di fronte ai loro fallimenti per la nascita di una Italia duale” (sono le parole in sintesi del famoso storico americano John Davis, 2014).

Fino al 1860 i redditi, il pil, i livelli di industrializzazione e finanziari, la crescita demografica, i parametri relativi a medici, longevità, mortalità infantile o tenore di vita al Sud erano pari o superiori a quelli del resto dell’Italia e le differenze furono la conseguenza di una unificazione realizzata a vantaggio di una parte dell’Italia e a svantaggio dell’altra (V. Daniele, P. Malanima, S. Fenoaltea, C. Ciccarelli, L. De Matteo, S. Collet o V. Tanzi, già FMI, con i loro saggi tra il 2012 e il 2018).

Altro che “isolate azioni illuminate”… Senza entrare nel merito di una Napoli capitale mondiale della cultura con i Borbone (altro che “assenza di tradizioni”), certo è, invece, che (dati archivistici alla mano) fino al 1860 dal Sud non emigrava nessuno (mentre già si emigrava dal resto dell’Italia e dell’Europa) e che i trend erano tutti positivi e divennero negativi solo dal 1860 in poi fino ai drammatici e attuali dati di un Sud-deserto, come attesta l’Istat nel silenzio dei media.

Nessun rimpianto, nessuna nostalgia e nessuna “beata ingenuità”, allora, ma solo i complimenti alle giovani principesse della Famiglia Reale Borbone Due Sicilie, fiere della loro storia che (senza “sorrisi” e senza “stizza”, senza mistificazioni “risorgimentalistiche” e senza più “leggende nere”) è storia di tutti i meridionali e anche di tutti gli italiani e spesso siamo noi a chiederci non “come sarebbe stato il Sud se vi avessero governato gli Asburgo”, ma come sarebbe stata l’Italia se i Savoia avessero davvero unito l’Italia e non conquistato/colonizzato il Sud.

Cortesi saluti

Prof. Gennaro De Crescenzo