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Un business da quasi 16 miliardi all’anno: così le agromafie fanno gli affari

I dati forniti da Coldiretti /Eurispes. Le rassicurazioni del Ministro Martina
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Lo sapevate che ‘ndrangheta, mafia, camorra ed altre forme illegali di attività hanno il quasi totale controllo, in alcune zone, della produzione e del commercio di vari generi di agroalimentari, come quello del latte e dei suoi derivati, della carne, dello zucchero, dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino e, soprattutto, della frutta e della verdura?

La realtà è stata messa in luce da un rapporto redatto dalla Coldiretti / Eurispes, che affonda la sua analisi in altri comparti; com’è il dato secondo cui sarebbero almeno cinquemila i locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalità organizzata. In particolare, sarebbero interessati a questa illegale attività bar, ristoranti e pizzerie che, nella maggior parte dei casi, vengono poi intestati a prestanome.

Per raggiungere l’obiettivo dei max guadagni illegali, i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, racket estorsivo, furti di attrezzature e mezzi agricoli, macellazioni clandestine, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, truffe ai danni della Unione Europea.

Un business gigantesco che negli ultimi anni non sembra essere stato per nulla colpito dalla criminalità organizzata che si collega direttamente ed esclusivamente al mondo dell’agricoltura e che in genere viene denominato “agromafia”.

Secondo le stime della Confederazione Nazionale Artigianato, il settore dell’agromafia fattura circa dieci miliardi di euro all’anno; ma nel 2014 tale cifra è salita addirittura a quasi sedici miliardi di euro all’anno !

Sembra, comunque, che i rimedi ci siano e che si stiano ampliando ed adattando alla evoluzione dei sistemi di traffico illegale. Ci “consola” soltanto la rassicurazione fornita ultimamente dal Ministro Martina, secondo cui “ il nostro è uno dei sistemi più efficaci”, ma occorre comunque prevedere “nuovi strumenti di coordinamento sia nella Magistratura che all’interno delle Forze dell’Ordine”.