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Un Canale candidato per le acque agitate del centrosinistra

Alle regionali la sinistra dovrebbe convergere sul penalista reggino ma ancora le onde politiche degli altri pretendenti non si placano
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Un Canale (in quota PD) per far confluire tutte le acque agitate del centro sinistra calabrese. Basterà un nome tranquillizzante, per far convergere marittimi e montanari, cittadini e paesani, urbani ed agricoli. I renziani stanno provando a giocare la carta dal volto pulito, similare al profilo del fiorentino. Cosi  cedono di fatto in parte ai Cuperliani ex Bersaniani, la Calabria, nella corsa al governatorato, data in discesa. Come potete vedere la geografia è complessa, tra ex Socialisti, ex Pci, ex DC è venuto fuori un misto difficile da decifrare. Poi i vecchi lupi della Sila non cedono facilmente, perché sono forti di un consenso personale e di un potere stratificato che viene da lontano.

La Calabria è sempre difficile da governare anche per un frizzante gruppo dirigente nazionale del PD. La puntata su Canale avrebbe dovuto sparigliare e mettere all’angolo le pretese di Mario Oliverio, amministratore e politico di lungo corso, che come Loiero vorrebbe concludere la carriera da Governatore.

Intanto è certo che le primarie pagate dai calabresi non si svolgeranno perché nessuno alle dodici di oggi ha presentato candidature

Il dipartimento regionale lo ha reso noto con un comunicato ufficiale, esternando la gioia della plastica presidente ff Antonella Stasi da Crotone. Meno male, così i soldi non spesi potranno andare su un altro capito più utile o forse magari c’erano solo sulla carta, visti i ritardi che la Regione sta accumulando per pagare gli stipendi a molti enti da lei dipendenti.

Ma chi è Massimo Canale?
Un avvocato penalista classe 1970 che si è fatto le ossa come consigliere al comune di Reggio Calabria, dove è stato pure presidente della commissione di controllo e garanzia, durante alcuni anni della sindacatura Scopelliti. Ha rivestito il ruolo di assessore provinciale ai lavori pubblici ovviamente con il centrosinistra. Nelle sue intenzioni programmatiche recenti, come candidato al poltrona di sindaco di Reggio ha puntato anche lui al turismo come il governatore che si è dimesso. Ma intanto nelle ultime ore la situazione si è fatta magmatica.

Il segretario regionale Ernesto Magorno renziano certo, minaccia di dimettersi da segretario regionale se non si segue la linea indicata da Roma

Come sempre il PD cammina su un filo sottile. Da una parte c’è il rischio implosione del partito calabrese con conseguente spettacolo poco edificante, dall’altro il rischio ingovernabilità della Regione già in preda a diverse sfaldature. Certo sono trame intrecciate, perchè Oliverio che al congresso regionale sostenne Canale, come antagonista del renziano Magorno oggi lo dovrebbe accettare come candidato a lui alternativo. Una purga difficile da bere per i lupi cosentini.

Intanto da Firenze aspettano e le varie truppe fanno guerriglia.
Calabria sempre poco lineare con il canale asciugato dal sole torrido di questi giorni.