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Quando un centro di alta specializzazione politrauma in Calabria?

Lo chiede il Comitato salviamo la sanità del lametino ed il Tribunale dei diritti del malato
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Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato salviamo la sanità del lametino e Tribunale dei diritti del malato

Nei giorni scorsi, in un tragico incidente stradale, un giovane di Lamezia Terme ha riportato gravissimi danni a vari organi addominali, dei seri traumi cranico e toracico, fratture multiple. E’ stato sottoposto nel nostro ospedale ad interventi chirurgici e medici assai complessi che per sua fortuna sono riusciti a salvargli la vita, ma, trovandosi al momento in condizioni critiche, è stato ricoverato in rianimazione con esiti al momento imprecisati.

E’ uno dei casi tipici di quei “Politraumatismi”, per la cui migliore assistenza il DM 70\2015, sulla base delle esperienze e delle ricerche della migliore scienza medica degli ultimi 30 anni, ha imposto alle Regioni di dotarsi di una rete organizzativa degli ospedali a ciò specificamente dedicata.

La Rete Politrauma prevista nel DM 70/2015 è imperniata sulla presenza in un unico ospedale altamente attrezzato di un pool di specialisti in grado di fornire ogni tipo di assistenza al politraumatizzato grave e si fonda sul principio cardine che nei casi giudicati più gravi da chi presta il primo soccorso i politraumatizzati gravi non debbano essere più ricoverati d’urgenza nell’ospedale più prossimo, ma vanno ricoverati direttamente nel punto centrale e più attrezzato della rete politrauma, chiamato Centro di Alta Specializzazione.

Questo centro, dovendo essere raggiunto nel più breve tempo possibile, è ubicato in ogni regione nella posizione più idonea allo scopo per baricentricità, collegamento a tutte le vie di comunicazione, facilità di accesso e presenza obbligatoria di piazzola elicotteristica h/24. E’ questo, infatti, che assicura la massima efficacia degli interventi di assistenza medica con riduzione drastica della mortalità e delle invalidità.

Tutte le Regioni si sono attrezzate di una Rete Politrauma ed alcune anche di una Rete Politrauma pediatrica. In Calabria, invece, il commissario Scura ne ha predisposto nel 2015 una incompleta e priva del Centro di Alta Specializzazione, che ha individuato genericamente “fuori regione”, con la risibile motivazione che non ci sarebbe stata una casistica sufficiente per attrezzare uno dentro la Calabria.

Come Comitato e TDM gli abbiamo ripetutamente dimostrato che i dati statistici provavano il contrario e che la sua era solo una scusa per non attrezzare il Centro di Alta Specializzazione nell’unico ospedale, quello di Lamezia, che è in possesso di tutti i requisiti richiesti dal DM 70/2015 (anche quello della vicinanza a meno di mezz’ora di tutti i team di specialisti da poter utilizzare in convenzione) e che era stato indicato allo scopo in due precedenti piani sanitari regionali. E così, di fronte all’evidenza, il Commissario Scura con un suo ultimo decreto si è sentito costretto a cambiare motivazione, ma ha protervamente lasciato ferma la sua decisione di indicare il Centro di Alta Specializzazione genericamente “fuori regione”.

La nuova motivazione è che la Calabria ha meno di due milioni di abitanti (ce ne mancano ufficialmente 27 mila, ma senza contare i tanti migranti che ospitiamo stabilmente in regione), che è una scusa più risibile della prima, perché di Reti Politrauma sono dotate anche Regioni che sono lontanissime dai due milioni di abitanti previsti (come la Liguria e la Sardegna) e perché quella di due milioni di abitanti riportata nel DM 70/2015 è una indicazione di massima che deve essere rapportata ai dati statistici che indicano in Calabria la piena sussistenza dell’obbligo di dotarsi di una Rete Politrauma completa ed efficiente.

Rinunciare al Centro di Alta Specializzazione significa, invece, praticamente che i politraumatizzati continuano ad essere avviati nell’ospedale più vicino, privandoli della chance di tutti i possibili benefici che derivano da una struttura altamente specializzata e sottoponendoli a rischi maggiori di mortalità e di gravi invalidità per i sopravvissuti. Un fatto imperdonabile, tanto più se si considera che si tratta di un settore in cui le patologie sono in continua crescita e riguardano soprattutto i giovani.

Abbiamo già presentato denuncia contro il commissario Scura per la vacuità delle motivazioni del 2015 ed ora aggiungeremo altra denuncia per la pretestuosità della motivazione del 2017.

Lo riteniamo responsabile di ogni morte e di ogni invalidità che si sarebbero potute evitare e offriamo assistenza legale gratuita a tutti coloro che ritenessero di aver subito danni a causa della mancanza di un indispensabile presidio specialistico immotivatamente non attivato.