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Un progetto per realizzare a Lamezia un monumento dedicato alle vittime lametine della ‘ndrangheta.

Iniziativa a cura del “Centro Riforme – Democrazia e Diritto” e dell’Associazione “Risveglio Ideale”-
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Un progetto per realizzare a Lamezia un  monumento dedicato alle vittime lametine della ‘ndrangheta.

Spunta da un seme di speranza la voglia di ripartire nel segno anche della semplicità ed umiltà. Ed il seme lo si individua nei primi gesti, nei primi incontri, nelle prime testimonianze  lungo il nuovo percorso che si sta tracciando nella Chiesa lametina, quella voluta dal nuovo Vescovo, monsignor Giuseppe Schillaci.

Lo si attendeva fortemente nel giorno in cui una tra le più prestigiose associazioni nel lametino ( il “Centro Riforme – Democrazia e Diritti” guidata dall’ex parlamentare Costantino Fittante) si ripresenta nel territorio – in piena sinergia collaborativa con l’Associazione “ Risveglio Ideale” con la sua Presidente, la  parlamentare Angela Napoli, ha iniziato a far muovere le sue gambe attraverso una nobile e significativa, condivisa iniziativa che dovrà  portare alla realizzazione di un monumento dedicato alle vittime lametine della ‘ndrangheta.

Una iniziativa, per come ha sottolineato il Presidente della Commissione straordinaria al Comune di Lamezia Terme – Dr Francesco Alecci – nel messaggio fatto appositamente intervenire, “particolarmente pregevole, di altissimo significato morale ed etico e che nobilita i suoi ideatori”.

Tale iniziativa comporta  la realizzazione di un monumento artistico per ricordare le vittime della mafia , affidato alle mani creative ed artistiche del noto Maurizio Carnevali, così come dovrà essere fedele nello schema da lui creato e che riportiamo  nella bozza qui pubblicata.

Per Costantino Fittante si tratta di un monumento che dia sostegno a coloro che sono impegnati nella difficile operazione di sostegno all’antimafia: “Dobbiamo conoscere la memoria di questi personaggi che hanno offerto la loro vita per combattere il segno negativo della illegalità. Bisogna che ci siano presenti dei segni”, ha proseguito Fittante, “ che, oltre per i sacrifici che ci sono stati,   siano la base  solida per stimolare i ragazzi nella ricerca di dare una valida risposta di cosa effettivamente sia la ‘ndrangheta”.

Ed allora ecco perché i soci del Centro lametino e dell’associazione “Risveglio Ideale” hanno messo mano alla realizzazione di tale iniziativa : un monumento, per come viene descritto nella scheda tecnica allegata. Ma occorre lanciare “ un appello ai tanti pentiti”,  aggiunge Fittante, “ perché chi sa , dica; è oggi difficile ed improbabile che si riaprano ulteriori indagini se non ci sono elementi validi. Qualche pentito”, è ancora Costantino Fittante che commenta, “ dica il come ed il perché queste vittime sono state uccise”.

Il “ Centro Riforme – Democrazia e Diritti” negli anni e nei mesi passati non è stata con le mani in mano; sono infatti stati organizzati parecchi e significativi incontri, soprattutto nelle scuole, ma bisogna prendere atto che però non sono valsi ad accertare cosa sia avvenuto in questa nostra tormentata Città. Anche la presenza di questi eredi delle vittime della mafia ha  contributo a dare nelle scuole un significato tutto particolare. Infatti”, continua l’onorevole Fittante, “ è stato utile ed indispensabile raccontare con le testimonianze la storia della mafia che nel nostro territorio ha avuto sviluppo”.

Ed allora, parte da qui la proposta di oggi: si parte dalla localizzazione del monumento in corso d’opera, che è da sistemare alle spalle della statua della Madonnina al centro di piazza Ardito; luogo centrale e di enormi ricchezze storiche.

Chi tale progetto deve portare avanti ? Domanda alla quale occorre aver dato la giusta risposta: con l’intervento finanziario a carico del Comune, delle Istituzioni, dei singoli privati, del consorzio del mondo associativo. Un Comitato promotore aperto a tutte le collaborazioni: “ noi come Centro”, ha evidenziato Fittante, “ interverremo come uno dei tanti soggetti promozionali”.

Dopo le spiegazioni tecniche date dal noto artista Maurizio Carnevali ( di cui pubblicheremo integralmente le indicazioni di base), spazio al commento dell’ex parlamentare Angela Napoli: “  è una iniziativa dovuta “, ha sottolineato, “ ma anche necessaria per Lamezia Terme, non solo per la memoria (costante e non solo nei giorni degli anniversari), ma che deve servire come riflessione a chi da qui passa , nel segno di dare delle risposte e delle riflessioni, ampliando lo sguardo in direzione dei giovani che con molta superficialità, purtroppo, non conoscono gli episodi, non se ne fanno carico e non conoscono i drammi quando si percorrono alcune strade aperte dall’influenza della mafia. Vorrei che di tale iniziativa”, ha evidenziato la parlamentare, “ se ne facesse carico tutta la cittadinanza; quel monumento dovrà servire anche ai rappresentanti delle Istituzioni : il NO alla ‘ndrangheta deve essere un mezzo per abbattere porte e finestre”.

Alla presentazione alla stampa del progetto relativo alla realizzazione del monumento dedicato alle vittime della “ndrangheta ha partecipato anche Rocco Mongiardi che ha insistito sul ruolo della trasmissione dei nobili valori, chiamando in causa il ruolo dei giovani: “ le soddisfazioni maggiori”, ha infatti evidenziato Mongiardi, “ sono proprio i giovani delle famiglie a rischio. Dobbiamo quindi dare precisi messaggi ai nostri ragazzi”.


IL MONUMENTO ALLE VITTIME DELLA MAFIA :

quadro tecnico realizzativo-

” Gli elementi che costituiscono l’impianto plastico sono essenzialmente due:

una lastra di acciaio Corten su cui la mafia appare, attraverso un’immagine traslata, come uno stormo di avvoltoi impazziti in un volo furioso e pronti a ghermire la preda.

In contrasto con questa rappresentazione si erge il gruppo bronzeo: un uomo che nell’atto di proteggere il figlio, ovvero il proprio futuro, si oppone a quel male con un gesto di indubitabile rifiuto. Le figure, entrambe, poggiano su un blocco di pietra che simboleggia, attraverso la propria compattezza e l’implicita funzione di sostegno, la certezza della dignità, della coscienza e della giustizia.

Il monumento sarà posto appena sopra il piano di calpestio, dovrà divenire la presenza di un uomo comune che compie quel gesto  che ogni uomo comune è tenuto a compiere in difesa di valori insopprimibili.

L’opera avrà un impegno di base di circa 2 mq, e un’altezza di 4 mt.”