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Un Sogno di Natale nella Biblioteca dell’I.C. “Borrello-Fiorentino”

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E’ dedicato al tema del sogno il libro di Pasquale Allegro che è stato presentato all’I.C. Borrello-Fiorentino nell’ambito dell’iniziativa “Natale in Biblioteca” promossa anche quest’anno dalla Biblioteca/Bibliopoint di Via Matarazzo con il patrocinio del Sistema Bibliotecario Lametino.

Il libro, dal titolo “La portata dei sogni” è stato presentato dall’autore Pasquale Allegro nel corso di una conversazione con Matteo Scalise e Antonio Pagliuso, alla presenza della Dirigente Scolastica Prof.ssa Angela De Carlo, che ha rivolto i saluti introduttivi, mentre al termine della manifestazione ha consegnato un attestato di riconoscimento all’autore. Hanno partecipato i ragazzi delle classi seconde della Secondaria di primo grado, preparati dalla prof.ssa Marinella Gambino, che sono intervenuti con le loro domande.

Obiettivo dell’incontro la promozione della lettura, anche attraverso la conoscenza diretta con la persona dell’autore, lametino, laureato in filosofia, approdato alla prosa dopo i primi passi nel campo della produzione in versi. Vari i temi al centro del romanzo: il viaggio, anche nella prospettiva di una condizione esistenziale e psicologica di chi si sente sempre in movimento e vive sognando la fuga, in una continua nostalgia dell’altrove; l’illusoria linearità di tempo e spazio, in cui imprigioniamo le nostre esistenze, in contraddizione con le nostre inquietudini; la mobilità ed il cambiamento come elementi essenziali e necessari dell’esistenza e non accidentali. Motivi che s’intrecciano con l’altro tema ugualmente importante dell’emigrazione dal sud al nord Italia.  Aspetti che sono stati ampiamente discussi nel corso degli interventi e del vivace dibattito.

La Dirigente De Carlo ha inteso sottolineato il messaggio positivo della scrittura di Allegro, che mette al suo centro l’utopia intesa come fuga in avanti e speranza di rinnovamento, aprendo la vita ai sogni e agli ideali.

Svariati poi gli argomenti sollevati dai due moderatori, Scalise e Pagliuso a partire dalla lettura del libro ma anche di carattere più generale, legati alla personalità dell’autore, alla letteratura in genere, ai consumi culturali dei ragazzi presenti in sala, da cui è nato un breve sondaggio e scambio di opinioni. Fra gli aspetti più interessanti, quelli legati alla scrittura, dove- per dichiarazione dello stesso Allegro- “predominano i riferimenti e i modelli della prima formazione poetica”, traducendosi in una lingua a metà strada fra la prosa e la poesia, nella forma di uno stile romanzesco molto equilibrato ed essenziale. Secondo Allegro: “ogni libro è un libro di amore perché nasce dalla passione” così come “ogni libro è un libro di viaggi”. Come la lettura, anche la scrittura permette di andare con la mente in luoghi dove non si è mai stati, come è successo a lui per le scene ambientate in Medioriente.

A tal proposito, viene ricordato che il viaggio come condizione mentale è una prerogativa anche dei suoi personaggi, mentre il viaggio come metafora dell’oggi è un altro tema oggetto di interpretazione, contrapposto ai muri, di natura mentale prima che materiale. Quasi scontato il collegamento coi due Nobel della letteratura, andati quest’anno a due scrittori che fanno del viaggio una condizione necessaria dei popoli e delle persone.

Significativo poi il riferimento alla natura, che nel romanzo ha quasi un significato bucolico, trasmettendo ai personaggi equilibrio ma anche concretezza. Per Allegro “la natura ci dimostra la sua capacità di resistenza e di non adattamento ai cambiamenti che noi vorremmo imporle”.

Si parla di famiglia, di scuola, di emigrazione, specie fra i giovani. La raccomandazione ai giovani di studiare e di formarsi come unica prospettiva, ma anche l’invito a coltivare sogni “alla nostra portata”, che ci permettano di restare nella nostra terra. La mattinata si è conclusa con la consegna di un attestato, per ricordare lo spessore umano dell’incontro e il contributo dato dal libro e dall’autore all’affermazione di valori ispiratori del vivere quotidiano nel segno della speranza e della possibilità di lanciare sempre oltre lo sguardo.

Giocando con le parole e tenendo conto che sia il nome dell’autore quanto il titolo del racconto si prestano a questo si potrebbe affermare, per come esplicitato dalla Dirigente De Carlo nell’Attestato che il Natale al Borrello Fiorentino ha portato un Allegro Pasquale messaggio di speranza di poter continuare a coltivare i sogni.