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Un sostegno contro la paura : “Togliamo la corona al re”

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Nelle situazioni di forte stress, come questa che stiamo vivendo, emergono le più profonde paure ed angosce. La storia dell’umanità ci racconta che l’uomo ha affrontato nei secoli guerre, carestie, catastrofi naturali e quant’altro uscendone sempre vincitore.

Un recente articolo pubblicato su The Lancet – Psichiatry fa il punto sulle conseguenze psicologiche dell’epidemia di COVID-19,  confrontando i dati  con il precedente storico dell’epidemia di SARS, iniziata in Cina nel 2003 e poi diffusasi ad altri Paesi. Nel corso della pregressa epidemia di SARS, è stato riportato un picco d’incidenza di molti disturbi psichiatrici, come depressione, ansia, attacchi di panico, agitazione psicomotoria.

Sempre basandosi su questa esperienza del 2003, sono stati individuati due gruppi di persone a cui bisognerebbe indirizzare un supporto psicologico: da una parte i pazienti (compresi i casi sospetti isolati presso il proprio domicilio o in strutture sanitarie, amici e parenti di persone infette), dall’altra il personale sanitario ed in particolare quelli che lavorano a contatto con i pazienti contagiati, i quali sono ad alto rischio non solo di contrarre l’infezione, ma anche di incorrere in disturbi della sfera psichica. Soprattutto, c’è la paura di infettarsi e di diffondere il virus anche ai propri familiari, amici e colleghi. Durante l’epidemia di SARS del 2003, i professionisti sanitari coinvolti furono trovati a maggior rischio di sviluppare ansia, depressione, frustrazione e disturbo post-traumatico da stress.

Per i primi (le persone con infezione sospetta o certa ed i comuni cittadini), il rischio maggiore è quello di sperimentare paura incontrollata, per un lungo periodo, senza poter interagire con altri a causa della condizione di quarantena.

Pertanto c’è un urgente bisogno di predisporre interventi a sostegno della salute mentale sia della popolazione tutta che del personale sanitario per rilevare ed alleviare le conseguenze psicologiche di tale epidemia.

In questa emergenza infettiva in cui siamo precipitati come all’improvviso, in cui   gli ultimi provvedimenti restrittivi ci costringono inevitabilmente a vivere un clima crescente di paura, insicurezza ed isolamento dai rapporti umani, nel tempo del rischio del contagio, in cui ogni nostro simile diventa un potenziale “untore”, fonte di malattia e di morte, l’ansia, la tendenza alla depressione, lo sconforto, possono avere la meglio.

Gli operatori del Centro di Salute Mentale di Lamezia Terme vogliono, in questo particolare momento, offrire alla popolazione del Lametino un servizio, che attraverso il filo telefonico, fornisca un ascolto competente, una voce autorevole ed amica, che possa rappresentare uno “spazio” di condivisione, comprensione  e di sostegno, uno spazio ove ritrovare il calore rassicurante di un abbraccio, parole  che consolano e  che possano rafforzare le  speranze e le risorse ”vitali” interne presenti in ognuno di noi.

Quindi da lunedì a venerdì, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, il sabato solo dalle ore 10 alle 12 mattutine, sarà possibile mettersi in contatto con un operatore sanitario del CSM attraverso il numero telefonico 0968 2087345.

Il servizio rimane anche disponibile a fornire un supporto psicologico al personale sanitario impegnato a fronteggiare l’emergenza sanitaria e che sono a diretto contatto con pazienti contagiati perché a maggiore rischio di sviluppare sintomi psichici, come suddetto.