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Una cotogna da valorizzare simbolo di Venere

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In queste settimane nelle nostre campagne fanno capolino le cotogne. Frutti a forma di mela e di pera. Un frutto poco considerato che rimane spesso sugli alberi di chi li possiede o qualche nonna con tanta pazienza, li trasforma in una buona confettura da consumare durante l’inverno, in mancanza di frutta fresca. Dalle nostre parti l’uso e la presenza non è molto diffusa, ma le sue proprietà sono varie come vedremo in seguito. La cotogna può essere utilizzata nel settore Mele_Cotognealimentare, in quello cosmetico e perfino in quello tessile. Una piccola pianta che non richiede molto impegno e cura e che lascia un gradevole profumo sia con i fiori che con la frutta matura.Il frutto ha un sapore acidulo, conosciuto da tempo immemorabile fa bene consumarlo per le proprietà benefiche che interessano l’apparato digerente e l’intestino. Ma non solo, le sostanze contenute nei semi aiutano a prevenire la disidratazione della pelle contrastandone l’invecchiamento e il conseguente insorgere delle temute rughe, insomma portare in tavola questo frutto è anche una ricetta di bellezza.La mela cotogna, una sorta di strano ibrido tra una pera e una mela, famoso in passato come il frutto simbolo di Venere, appartiene alla famiglia delle Rosacee.

La cotogna è originaria dall’Asia occidentale, e più nello specifico delle regioni attorno al Mar Caspio e della Persia. Di origini antichissime, ma tuttora presente, era già conosciuta circa 4000 anni fa dai Babilonesi, nonché dai Greci e dai Romani che la consumavano fresca accompagnata dal miele, oppure producevano una specie di sidro, che simboleggiava l’amore e la fecondità, la sua presenza all’epoca è testimoniata da alcuni affreschi ritrovati a Pompei che la raffigurano.

Il frutto si presenta dalla forma tonda e piuttosto grossa, il suo colore è giallo o verde chiaro, la buccia è caratterizzata da una leggera peluria che va via via scomparendo con la maturazione, mentre la polpa è compatta e piuttosto dura, il gusto acidulo non favorisce il suo consumo fresco, anzi, viene molto utilizzata in cucina.

Cresce su alberi di media grandezza, che non superano mai i 4 o 6 metri d’altezza, durante la primavera fioriscono dando sfoggio di fiori bianco rosati, e solo qualche mese più tardi daranno vita ai frutti che matureranno nei mesi di settembre ed ottobre, durante i quali si svolgerà la raccolta che verrà poi usata per i vari scopi culinari, soprattutto per la produzione di marmellata. Essendo inoltre la mela cotogna molto profumata e dall’odore molto persistente, viene sfruttata come profumo per armadi e biancheria.

La mela cotogna è un frutto estremamente sano e ricco di vitamine che riesce ad apportare notevoli benefici a chi ne fa uso.Ricco di vitamina A, B, C e PP, contiene pochi zuccheri e molte fibre, è un prodotto a basso contenuto calorico è dunque adatto anche a chi soffre di diabete.

Questo frutto può vantare proprietà emollienti, sedative, antibatteriche, antinfiammatorie dell’apparato digerente, toniche ed astringenti, tutto ciò è dovuto all’alta presenza di tannini che compiono un’azione protettiva  verso la mucosa intestinale e rallentano la peristalsi.

I semi della mela cotogna trovano un uso molto rilevante in svariati settori, da essi infatti viene estratta la pectina, importantissimo addensante, utilizzato sia dall’industria cosmetica e farmaceutica per le loro proprietà emollienti, sia da quella culinaria per la realizzazione di gelati, carni in scatola e altro, nonché dall’industria tessile per la produzione dell’appretto per le stoffe.