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Una maggioranza disconosciuta da Petronio

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I film più belli ed avvincenti hanno un finale interessante. Così anche ieri, nel consiglio comunale che ha deliberato l’elezione di Grandinetti a Presidente del Consiglio, il finale è stato molto importante. Ultimo consigliere comunale ad intervenire per fare gli auguri all’esponente del Terzo Polo è Petronio, capogruppo del PD (principale partito della maggioranza), politico di vecchio stampo.

Non vedo una maggioranza che possa definirsi tale

È l’avvertimento che l’ex senatore manda sia al primo cittadino sia al neo eletto Presidente.
Non sono finite qui, dunque, le insidie per l’Amministrazione Speranza, la quale dovrà continuare ad essere capace di portare a termine la consiliatura nonostante le permanenti fibrillazioni esistenti anche nella nuova maggioranza. Petronio chiede, a nome del partito, un programma snello per gli ultimi mesi di governo, poche cose da fare, ma di qualità. Che il PD, però, continui ad essere insofferente verso questo Sindaco lo si può ben capire dall’intervista della Sen. Lo Moro realizzata dal nostro giornale. Si dovrà ricredere chi pensava di mettere le cose a posto con l’elezione di Grandinetti a Presidente del Consiglio.

Il consigliere Muraca, infatti, ancora non ha sciolto le riserve ed accettato l’incarico di Assessore, senza dimenticare che alcuni scricchioli della nuova maggioranza si erano palesati anche precedentemente alle parole di Petronio. Il riferimento è alla terza votazione in cui il candidato Grandinetti ottiene 15 voti e non i fatidici 16 (si era parlato persino di 17 con il voto di Bruno Tropea), oltre che alla fuoriuscita dall’aula della consigliera Benincasa che, nella precedente riunione di Consiglio Comunale, quello del pomeriggio, esce senza votare l’adesione al piano di riequilibrio. Il Sindaco, dunque, ha due settimane di tempo per sbrogliare la matassa.
Il 15 luglio, infatti, giungerà in Consiglio Comunale il Bilancio Consuntivo 2013, solo il primo di una serie di pratiche cruciali, una sorta di ostacoli che separano Speranza dal suo naturale fine mandato.