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Una vittoria della Miriano

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E Costanza fu. All’insegna del buon senso, mercoledì 14 la Luiss ha recuperato l’incontro fra i propri studenti e l’autrice de La Compagnia dell’Agnello. Incontro che era saltato qualche giorno prima: come si ricorderà, a fine febbraio un gruppo di giovani dell’ateneo romano avevano invitato Miriano a parlare loro di famiglia e secolarizzazione; l’appuntamento era stato fissato per il pomeriggio del 6 maggio, ma era stato annullato poche ore prima che si tenesse. Era accaduto che Luiss Arcobaleno, associazione di studenti di area Lgbt, avesse condizionato il proprio placet all’iniziativa alla presenza di qualcuno di loro al tavolo dei relatori; di fronte al rifiuto di Costanza, semplicemente motivato dalla circostanza che lei intendeva parlare di famiglia, non di persone omosessuali, e che trovava singolare che ogni qual volta si tratta della prima si debba obbligatoriamente estendere il discorso alle altre, la replica era stata che allora non se ne faceva nulla. Tempo otto giorni e le porte della Luiss si sono riaperte: la conversazione ha coinvolto qualche decina di iscritti a quell’università, più un po’ di ragazzi venuti da fuori, è stata gradevole e tranquilla, nello stile dell’ospite e nella tradizione dell’ateneo, ed è stata ricca di domande e di interventi da parte di chi ascoltava. A conferma che non vi era veramente nulla da temere, nessuna offesa da scongiurare, e qualcosa di interessante da sentire.

Non è una vittoria parlamentare, né un successo referendario, ma un episodio di vita vissuta che – nel suo piccolo – può insegnare qualcosa a chi lo ha seguito. I dati positivi sono:

  • La tranquilla fermezza di una giovane donna che, forte delle sue convinzioni e della grazia di Dio che, con tutta evidenza, la assiste, non si piega al culturalmente corretto, ed è disposta a non parlare in pubblico pur di non essere forzata a mettere sullo stesso piano questioni distinte, e spesso anche distanti;
  • Le voci che hanno prontamente raccontato il caso, facendolo emergere dal silenzio che probabilmente lo avrebbe coperto e definito. Per prima questa testata, ma anche altre, come il quotidiano Libero. I diritti e i problemi della famiglia e la libertà di parlarne non saranno cancellati fino a quando qualcuno non avrà perso la voglia di riaffermarli, grazie a quel poco di informazione non egemonizzata dal “pensiero unico” che è rimasta;
  • Il coraggio di chi ha sollevato il caso in Parlamento, subito dopo che se ne è avuta pubblica notizia: l’interrogazione presentata dalla sen. Bianconi ha concorso a rendere chiaro che la questione non era proprio di poco conto.

Risultato: L’iniziale tratto gendericamente corretto della Luiss ha ceduto il passo a ragionevolezza e senso di misura. Dunque, mettere insieme voci libere di persone di cultura che tengono ai principi naturali e alla vita reale, media indipendenti ed esponenti delle istituzioni che non tollerano ingiustizie rischia – anche se ci si ritrova in poche unità su ciascuno dei tre fronti – di provocare effetti positivi. Ne va tenuto conto, non solo per permettere a un’autrice di bei libri di poterne parlare in un’aula di università, ma per affrontare le battaglie per la vita e per la famiglia che si combattono in questo momento, dentro e fuori i Palazzi. Non con slogan semplicistici ma con ragionamenti chiari, fondati antropologicamente; non con affermazioni fideistiche, ma con la illustrazione logica del mondo capovolto che altri stanno costruendo; non con prese in giro verbali, ma con quella serena consapevolezza che non è in gioco l’ideologia, ma la civiltà. Non con continui lamenti sui tanti che dovrebbero rispondere all’appello e non lo fanno, ma con la determinazione che ciascuno deve fare quello che deve come se dipendesse da sé, pregando perché tutto dipende da Dio.