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Unire Locri e Siderno per una città di oltre 40 mila abitanti

Solo così si potrà continuare a mantenere servizi essenziali e di vitale importanza per il nostro territorio, come ad esempio l’Ospedale e il Tribunale, Scuole, Uffici periferici dello Stato
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La fusione tra Siderno, Locri, Gerace, Portigliola, Antonimina, Sant’Ilario, Ciminà, Agnana e Canolo in un’unica grande città al centro della Locride rappresenta oggi l’unica ed ultima speranza di sviluppo per il territorio».
Lo afferma in una nota il Sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, che punta a demolire quel muro virtuale che negli anni ha diviso Locri e Siderno puntando a far crescere in modo errato, disomogeneo e parallelo, le due realtà e creando quella becera competizione campanilistica che di fatto ha impedito qualsiasi ragionamento e di conseguenza lo sviluppo di entrambi le realtà con ripercussioni negative anche per i Comuni che gravitano intorno a Locri e Siderno.

L’auspicio è che si possa creare una Città di oltre quarantamila abitanti che faccia da traino allo sviluppo dell’intera Locride, grazie alla forza amministrativa, ma anche puntando a sviluppare le tante potenzialità di ogni parte di territorio che ad oggi sono rimaste inespresse anche perché rappresentate da piccole entità territoriali.

Solo creando “la grande Città” “, aggiunge il Sindaco, “ potremo avere voce in capitolo.

Solo così si potrà continuare a mantenere servizi essenziali e di vitale importanza per il nostro territorio, come ad esempio l’Ospedale e il Tribunale, Scuole, Uffici periferici dello Stato, rivendicando di conseguenza una nostra indipendenza ed autonomia da Reggio e non subendo solamente le loro decisioni e le loro scelte, essendo succubi del becero predominio reggino che ha cannibalizzato tutto il territorio provinciale. Superiorità che si è creata nel tempo a causa di una classe politica debole e poco rappresentativa di questo territorio, ma anche e soprattutto della mancanza di lungimiranza e progettualità seria e condivisa.
D’altronde anche la nostra storia, fin dalla Magna Grecia, racconta di una grande città indipendente, slegata da Reggio e non sua colonia, e con una propria autonomia amministrativa e territoriale.
L’operazione, comunque, sembra destinata a rimanere come una proposta, nobile per come è stata prospettata, e non come inizio di una qualsiasi programmazione a riguardo.