Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Usura, usurati ed usurai?

La solitudine uccide come la paura
,
921 0

Forte il modo in cui il Vescovo di Lamezia Mons. Luigi Antonio Cantafora, ha spezzato la parola del Signore, ha squarciato i cuori dei fedeli, nel parlare di usura e strozzini. Anche forte è la sofferenza dei tanti usurati, pieni di paura, che, pure mettendosi in pace con Dio nei confessionali, vivono una vita nella sofferenza e sotto il torchio del prepotente di turno.

L’usura e lo strozzinaggio, un binomio che accompagna il corso della storia umana, presente in tutte le latitudini e culture. Ma tralasciando l’esegesi, il Vescovo  fa un forte appello che dovrebbe registrare non solo l’ascolto, ma anche la presa di coraggio affinché i tanti usurati  prendano fiato e, con scatto di reni, si liberino dalla schiavitù dello strozzino, e riprendano la bellezza della vita.

Entrando di più nell’argomento, quali sono gli strumenti affinché chi è usurato prenda oltre alla coscienza il coraggio di dire no? Esistono in città Istituzioni in grado di aiutare a liberare dalla schiavitù queste persone? Funzionano?  O chi è sotto usura, rivolgendosi a qualche Istituzione si è sentito dire: ha le garanzie? Ha qualche busta paga? Chi garantisce per lei?

Domande a cui l’usurato non può rispondere, perché la sua posizione attuale è quella di schiavo dello strozzino, proprio perché ha esaurito tutte le risorse economiche e morali sul merito creditizio.
Ed allora piacerebbe capire come ed in che modo si può rispondere a questo grande appello del Vescovo della Città, perché non restino solo  parole forti che hanno squarciato le pareti del Convento di Sant’Antonio e  le coscienze dei fedeli, ma possano restare meno forti delle catene del male  che tengono  imprigionati gli usurati. Allora nella lotta  fra il bene e il male, dove il male è l’usura e lo strozzino, e il bene è l’Uomo e la sua Dignità:  chi vince fra i due? E grazie a quali strumenti?

Mi auguro che a vincere sia l’uomo e che il suo coraggio non rimanga un gesto privo di valore, perché chi cade nell’usura e denuncia spesso viene lasciato solo e non protetto dalle Istituzioni e dalle Banche, come avviene spesso nella nostra città.
La “solitudine uccide come la paura”.