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Venerdì nel segno della musica dal vivo

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Il venerdì 21, la Lamezia notturna si è trasformata in un concerto a cielo aperto. Non uno ma ogni piccolo locale aveva il suo particolare musicista con la sua particolare esibizione. Non so, se era un caso ma il risultato era molto originale.  Un piccolo festival nel centro città. Una cosa diversa, divertente, per l’estate che comincia ad essere noiosa per la gente rimasta in città. Per quelli come me che preferiscono calma e magica Nicastro  invece di  un soffocamento caotico della gente sulle spiagge con orrende frasi dei DJ: “ Su le mani!” E tutti come un gregge di pecore in pieno calore cominciano a battere le mani sopra la testa. Oh…. Scusate, sto cominciando ad essere di nuovo antipatica, ma è solo la mia opinione. Calma! Non ricominciamo. I gusti sono gusti. (Sarà l’età). Di sicuro la gente che abita in centro a Nicastro ne sarà strafelice: finalmente si è liberata dai rumori notturni e può godersi sogni tranquilli in santa pace. Beh, io sopravvivrò. Tanto l’estate non l’amo particolarmente.

Invece ritornando sulla festa, sembrava  improvvisata  quasi per caso. Puro ritmo di allegria che si riscontrava nella gente e che si dissolve tra essi come l’onda d’urto.

Cominciamo dall’inizio del percorso. Entrando nel Vinyl live music club si esibiva sul podio un uomo con uno strano strumento tipo balalaika russa ma elettronica. Mai vista prima, accompagnato da una donna con l’aria zingaresca senza scarpe e con lunga gonna suonando anche lei la chitarra magnificamente con la voce soave e di forte carica emotiva. Si chiamano: “Wakonda “

 

Cito: “ll progetto musicale nasce da Valentina Romano (cantante, chitarrista, autrice, compositrice) e Matteo Finizio (chitarrista e arrangiatore); entrambi, permeati fin da piccoli da una grande passione per la musica, ne hanno fatto il filo conduttore della loro vita, coniugando l’arte con la professione e lavorando, infatti, come insegnanti in diverse scuole di musica. Wakonda, termine che per gli Indiani d’America significa “Grande Spirito”, nasce proprio dal profondo interesse che Valentina ha per questa cultura, in cui la musica è considerata al pari di una religione.”

Ancora prima che venissi c’era un gruppo che  mi è sfuggito, ma è giusto dedicare anche a loro l’attenzione e quindi uso le parole di Antonio D’Apa: “I “Post Modern Blues Band” sono un gruppo nato da pochissimo da 3 amici (Diego Mazzei chitarra e voce, Michele Sirianni basso, Francesco Augello batteria) con la passione per la musica. Nonostante il nome e la loro passione per il blues, spaziano senza difficoltà dal rock classico all’hard rock per accontentare i gusti di tutti. La loro caratteristica è arrangiare pezzi moderni in chiave blues e rock blues facendoli sembrare totalmente nuovi e rendendoli accessibili agli amanti della musica di altri tempi.”

Seconda tappa – il mio locale preferito – OFF stava preparando le attrezzature mentre vedo questo ragazzone alto con un turbante colorato in testa, vestito stravagante. Si è capito subito chi sarà il protagonista della serata. Si chiama RASDO’ e viene da Serrastreatta. La musica si definisce precisamente Reggae/ Raggamuffin. Carica ed energia pura. Ha tenuto palco da solo alla pari di un’orchestra intera. Purtroppo Rasdo’ mi ha assicurato che lo trovo su FB, ma niente. Solo su iTunes o Beatport (per quelli che vogliono approfondire). Per interessati: “Il Raggamuffin (spesso abbreviato in Ragga, o chiamato Digital dancehall) è un sottogenere della musica reggae ed in particolare del Dancehall reggae. In termini semplici, il ragga rappresenta quella parte della dancehall con basi musicali sintetizzate, una variante sviluppatasi verso la metà degli anni ottanta.”.

Terzo locale visitato si trova un po’ sulla sinistra dell’OFF e non ho mai visto suonare qualcuno là, quindi mi sono incuriosita. Si chiama “Zerosettantacinque Degustazione Eno-Gastronomica”. Il gruppo era composto di 5 ragazzi, ma normalmente sono in 7 e si chiamano “Bread Love & Soul”, vengono dal Cosentino loro stile è Blues Rhythm & Blues Soul. Suonano batteria, chitarra, basso, due sax, tromba e voice. Sono tutti professionisti usciti dal conservatorio.

Per concludere la serata musicale mi sono fermata al “Cafè Retrò”dove si esibiva “YOSONU” alias Peppe Costa di Reggio Calabria. Da sottofondo musica  elettronica resa particolare aggiungendo semplici strumenti di casa: qualche vasetto di latta, un raccoglitore per immondizia, una bacinella per lavare i panni. Originale e sicuramente non semplice da combinare tra di loro per avere un buon risultato sonoro.

Allora alla prossima puntata… speriamo che non sarà l’estate prossima.

Monika Momon Sojkova