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Verso i 50 anni dalla creazione di Lamezia Terme, “KAULONIA E TERINA – Contesti e nuovi apporti” la relazione di Giovanna De Sensi

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L’ “Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia” – ISAMG – ha celebrato, quest’anno il 57° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia. Fin dall’inizio, quest’importante appuntamento è stato costruito con una peculiarità: quella di essere internazionale. Per cui, ai suoi lavori, partecipano, di solito, i più famosi Storici antichisti italiani nonchè molti da tanti altri Paesi, Europei ed Americani.

L’ISAMG è nato con l’obiettivo specifico di approfondire le tematiche concernenti le città ed i territori della Magna Grecia che, com’è noto,  era costituita quasi esclusivamente dall’attuale Calabria. Non è esagerato affermare, infatti, che le vicende storiche, che vi si sono svolte per alcuni secoli, sono passati alla storia come il periodo più fulgido vissuto dalla nostra regione.

Nelle sue splendide città: Sibari, Kroton, Kaulonia, Locri, Epizephiri, Reghion  Terina, Ipponio, Medma….. vivevano ed esercitavano le loro attività culturali, scientifiche, religiose, letterarie alcuni tra i Geni più grandi apparsi sulla terra,  il cui nome e le cui opere hanno attraversato i secoli e si sono imposti nella Storia.

Basti accennare per tutti a Pitagora, che pur non essendo nato a Crotone vi si stabilì,  visse in quella città per anni e da lì diffuse la sua scienza,  il suo sapere, la sua dottrina. Dalla splendida Città ionica il pensiero pitagorico si propagò in tutto il mondo allora conosciuto ed è giunto, in questo consiste il grande miracolo, fino a noi.

Così come dal suo famoso Tempio  dedicato ad Era Lacinia, di cui è rimasta in piedi,  purtroppo, una sola colonna, quella che ancora aggi si può ammirare a Capo Colonna, appunto,  la religiosità magnogreca, si propagò dappertutto impregnando di sé l’intera  società.

Facendo riferimento allo sport, ai Giochi olimpici, per esempio, non si può non ricordare che dalla Magna Grecia provenivano molti atleti (il mitico crotoniate  Milone, per citare solo il più famoso) che ad Olimpia abitualmente partecipavano ai Giochi olimpici panellenici, vi avevano primeggiato, avevano vinto nelle loro discipline, ed erano stati resi immortali tramite la deposizione intorno al loro capo della corona di alloro e l’innalzamento di statue a perpetuo ricordo delle loro gesta sportive.

Oggi noi sappiamo che alcuni di questi atleti provenivano dalla nostra Terina ( TERIRE, che si era piazzato primo nello stadion ai novantesettesimi e PERIERE).  Purtroppo e delle loro gesta sportive è rimasta labile traccia nella storia della città.

L’ISAMG, con sede a Taranto, convoca e celebra i suoi Convegni a cadenza annuale scegliendo un tema da  approfondire. Quest’anno sono state esaminate le vicende storiche di due famose città della Magna Grecia: Terina e Kaulonia.

Terina,  la cui estensione territoriale comprendeva  tutto l’attuale comune di Lamezia Terme (ecco perché altrove ho scritto: Lamezia Terme, città della Ninfa Terina e  della Sirena Ligea, approdata,  quest’ultima, secondo Licofrone,  nelle acque del ‘mare nostrum’ prospicienti  la nostra città) esercitava il suo dominio sull’intero territorio delimitato dalla foce del fiume Amato, a sud,  e quella del fiume Savuto, a nord.

Kaulonia, altra grande, splendida città situata nel territorio dell’attuale Monasterace, fu fondata sul Tirreno all’inizio del VII sec. a.C. da greci achei, che Crotone aveva fatto venire dall’Acaia, appunto.

In questo suo mezzo secolo e passa  di esistenza,  l’ISAMG  ha visto avvicendarsi alla sua presidenza i più conosciuti e famosi Storici antichisti italiani. La produzione dei suoi convegni, i cui Atti vengono  pubblicati annualmente, hanno assunto,  per quantità,  proporzioni ingenti e, per qualità, livelli preziosi di conoscenza storica.

Essi, che costituiscono un inestimabile tesoro della ricerca storicistica sulla Magna Grecia, sono facilmente rintracciabili nella biblioteche, non solo universitarie, di tutto il mondo.

A Giovanna De Sensi, professore ordinario di Storia Greca presso l’Università della Calabria, che dell’ISAMG è socio ordinario e componente del Comitato organizzatore, è stato affidato il compito di aprire, quest’anno, ed  inaugurare i lavori della tre-giorni tarantina con un’ampia relazione dal titolo: <<Terina e Kaulonia, problematiche storiche.>>

Io penso che in questo modo, mediante cioè l’esame intenso e particolareggiato degli avvenimenti della magno-greca Terina, durati più secoli,  e con il concorso della mediazione storico/culturale di una delle sue maggiori studiose italiane  attuali, la storia  del territorio lametino  nell’antichità sia stata  portata alla ribalta internazionale e ne siano state approfondite le vicende che vi si svolsero  durante il periodo in cui la città ebbe vita.

Di Terina, che fu distrutta da Annibale, prima che il condottiero cartaginese s’imbarcasse da Crotone per l’Africa, perché non cadesse integra nelle mani dei Romani, si diceva, per esaltarne lo splendore, che le sue monete argentee fossero le più raffinate del mondo greco antico.

Questa rievocazione storico/culturale del Lametino antico, di Terina e delle sue alterne fortune, costituisce il contributo più intelligente e significativo, pieno di amore, che un cittadino lametino può aver offerto per onorare il prossimo anniversario dei 50 anni della creazione di Lamezia Terme, che dell’Antica Terina, appunto, ha raccolto il testimone e ne custodisce la memoria storica e culturale.

<<Gli altri Achei: Kaulonia e Terina, contesti e nuovi apporti – Kaulonia e Terina: Problemi storici>>

La Relazione di Giovanna De Sensi Séstito

Premessa
La ricca produzione di Ataniasos Rizakis di stamattina ha già fatto il punto sulle nuove acquisizioni nel territorio di Egion e nell’Acaia peloponnesiaca che ormai consentono di reimpostare su nuove basi (come lui stesso ha fatto in questa sede) la problematica sulla ‘Etnicity’, che nell’ultimo venticinquennio ha additato proprio nella scarsezza della documentazione archeologica in Acaia fino al V sec. l’esempio emblematico e la migliore prova della costruzione tardiva dell’identità achea e della sua proiezione nel passato delle colonie “achee” di Magna Grecia.

Il problema della colonizzazione in generale sia in quello strettamente connesso sulla nascita della polis, con posizioni diversificate che sono analizzate e ben rappresentate in alcuni volumi recenti,  come i due sulla Colonizzazione usciti nel 2016 a cura di Donnellan, Nizzo e Burgens, ai quali hanno collaborato diversi autori presenti in questa sede, e ancora per citarne alcuni a volo d’uccello, gli Atti di Taranto del 2010, il volume su Colonie di colonie curato da M. Lombardo e Fl. Frisone (2009), i Convegni sugli Achei a Paestum del 2001 e a Eghion del 2006, e la utile riflessione sul ricchissimo materiale raccolto dal Copenhagen Polis Center, condensata da Hansen nelle 95 tesi del Report 2004 e nell’Inventory.

Il tema di quest’anno centrato sulle due città achee “minori”, coinvolge sia il livello alto-arcaico, con Caulonia, che il livello recente con Terina e offre dunque un terreno di verifica del dibattito generale in corso, anche alla luce delle nuove acquisizioni.

Il modo migliore per affrontarlo in questa ottica mi è parso quello di una riflessione parallela e ove possibile congiunta sulle caratteristiche e sulle vicende delle due città che, mi piace ricordare, debbono entrambe a Paolo Orsi una ipotesi di localizzazione che si è rivelata corretta e che risale, frutto di una campagna di scavi col ritrovamento del tempio per Caulonia, solo di ricognizioni con l’acquisizione della tabella testamentaria per Terina.

Sulle due città disponiamo ormai di studi di carattere storico epigrafico e numismatico e dei risultati delle ricerche archeologiche svolte nel tempo a Caulonia dalla Soprintendenza, alla quale si sono affiancate in anni recenti la Scuola Normale e l’Università di Pisa e l’Università di Firenze.

A Terina le indagini avviate dalla Soprintendenza sono più recenti e i frutti si cominciano a vedere.

Negli studi editi sulle due città una rassegna completa delle fonti per Caulonia è stata predisposta da Stefania De Vido e poi da Mario Lombardo, per Terina da Maria Intrieri in appendice al mio primo volume tra l’Amato e il Savuto.

Ciò consente di fermare l’attenzione in questa sede solo sui problemi storici più idonei a far risaltare i caratteri comuni o le differenze fra le due colonie che si è scelto di considerare insieme, quasi una sfida per provare a capire se, almeno per i dati di età arcaica, esse stesse possano fornire qualche spunto per le tematiche generali sopra richiamate.