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Verso i 50 anni dalla creazione di Lamezia:I progetti di ricerca degli studenti di alcuni Istituti superiori sulla storia e la cultura della nostra Città e del suo territorio

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Come persona che proviene dal mondo della scuola e che per tanti anni è stata in servizio, prima come docente e, successivamente, per un quarto di secolo, come dirigente negli  istituti medi di primo grado, mi ha fatto piacere leggere che  alcuni istituti scolastici medi superiori della città stiano progettando di realizzare delle ricerche sui vari aspetti che riguardano Lamezia Terme, ed il connesso territorio, in occasione della ricorrenza del 50° anniversario dalla sua creazione.

La mia soddisfazione deriva da un duplice ordine di motivi.

In primo luogo dal fatto che, così facendo, i docenti che ne sono la guida assolvono al meglio alla loro funzione primaria, che è quella di istruire gli allievi  trasmettendo loro non solo nozioni e contenuti, ma anche  la curiosità e la voglia della ricerca.

Il secondo motivo della mia soddisfazione è correlato all’oggetto delle ricerche, ossia la città di Lamezia Terme.
Spero che le preannunciate ricerche  siano  condotte attraverso gruppi  di piccole dimensioni,  ognuno dei quali approfondisca uno dei tanti aspetti che connotano la storia,  l’ethos, la cultura di Lamezia e della sua comunità sociale. In questo modo il  risultato non potrà che essere positivo ed efficace.

Se lo si riterrà opportuno, i vari aspetti indagati potranno essere assemblati  in un “prodotto” coerente e ben strutturato.  Cosicchè,  alla fine, se  il gioco sarà valso la candela  e facendo i conti con le risorse a disposizione, si potrà anche pensare di compendiarlo in un volumetto di alquante pagine che possa essere stampato e pubblicato. Almeno è quanto io spero.

Lamezia Terme non è una città isolata, dispersa nella pianura lametina;  bensì è inserita in un contesto urbano, il Lametino, appunto, le cui esistenza ed antropizzazione risalgono a tre millenni addietro, scandite  da una cultura che si è mantenuta unitariamente strutturata nei secoli. Pur, s’intende, nello scorrere degli avvenimenti storici  e nell’incessante dinamica di innumerevoli mutamenti, dovuti sia ad eventi naturali, terremoti, inondazioni ecc., molto spesso  disastrosi, che ai  rivolgimenti politici, economici, sociali intervenuti, nelle sue varie fasi, per opera dell’uomo.

Perciò, prima di indagare su tanti altri aspetti,  che pure sono importanti, di cui vale la pena occuparsi per conoscerne le dimensioni, le caratteristiche, i mutamenti nel tempo, sarebbe importante partire dalla storia.

La conoscenza della storia del territorio lametino, innanzitutto, e di quella dei tre ex comuni che vissero a lungo separati, ma che ad un certo momento decisero, concordemente e con molto senso della realtà, di convergere verso un destino comune: la fusione amministrativa.  Con l’obiettivo di costruire una città più grande, più sviluppata, più bella, più funzionale. E, perciò, più umana ed accogliente.

Perché  è bene  tenere presente, fin dall’inizio, un dato fondamentale: Lamezia Terme, nelle intenzioni di chi  propose la legge di fusione dei comuni pre-esistenti, nonché di tutti coloro che s’impegnarono perché fosse creata, non sarebbe dovuta essere la sommatoria dei tre piccoli, poveri, insignificanti ex comuni privi di alcuna realistica prospettiva;  ma una grande città con capacità di espansione e sviluppo al suo interno e di servizio funzionale per tutta la Calabria.

A questo proposito, mi permetto di richiamare l’attenzione su di un ulteriore dato che, in ogni seria ricerca,  non può essere trascurato. Bisogna evitare di dare eccessivo peso alle fonti orali. Non ci si deve fidare con facilità dei racconti degli amici, dei genitori, dei nonni, dei bisnonni e dei trisavoli.

Per ogni aspetto, episodio,  avvenimento di natura civile,  politica, sociale, culturale oggetto d’indagine per conoscerne in profondità le ragioni,  la consistenza, il ruolo,  si abbia  lo scrupolo di fare ricorso innanzitutto, sottolineo innanzitutto,  alle fonti, ai documenti scritti, ai reperti materiali, alle prove documentali, alle sopravvenienze archeologiche. Successivamente, e solo se essi  combaciano con i documenti, integrarli con i dati ricavati da racconti orali.

Nel caso contrario il risultato finale di una qualsivoglia ricerca non solo non risulterebbe fondata in modo solido,  ma correrebbe il rischio di avere scarso valore documentale e di essere smentito, da altri racconti e da altre fonti orali,  il giorno successivo alla sua pubblicazione.

La ricostruzione della storia del Lametino, dunque, e dei tre ex comuni che hanno costituito Lamezia Terme, creata con la legge n. 632 del 4 gennaio 1968, non può che iniziare da un dato storico fondamentale. Che cioè l’attuale Lamezia Terme è il luogo su cui insisteva Terina, la splendida città della Magna Grecia, che estendeva il suo territorio dalle foci del fiume Amato a quelle del fiume Savuto.

Dalle onde del nostro mare il poeta Licofrone narra che la Sirena Ligea fu spinta  alle foci del Fiume Ocìnaro (= odierno fiume Bagni) “sputando acqua di mare”. La altre due Sirene, tramandate dalla leggenda, sono, come si sa, la Sirena Partenone, fondatrice di Napoli,  e la Sirena Leucosia, fondatrice di Sorrentum.
Nè si può trascurare che, nel corso dei secoli successivi, i tre ex comuni, pur nell’ambito di una cultura unitaria, hanno avuto sviluppi loro propri e particolari.

D’altro canto, essi non  sono coevi, non sono nati  nel medesimo periodo. Sant’Eufemia, come comune, è stata creata nel 1936,  a compimento della bonifica integrale della Piana lametina.

Molto antica Nicastro, la cui creazione è di epoca bizantina. La sua esistenza risale all’incirca al IX-X sec. d.C. Quando infatti nell’anno Mille (XI sec.) arrivarono in Calabria i Normanni, Nicastro già esisteva e  furono loro a costruirvi il Castello normanno-svevo, distrutto dal terribile terremoto del 1638, le cui vestigia si possono   ancora ammirare sul luogo che, quand’essa fu fondata, costituiva il punto della città  più alto e più facilmente difendibile.
Più recente, rispetto a Nicastro,  risulta essere avvenuta la creazione di Sambiase.

Segnalo tre volumi, ma c’è ne sono tanti altri cui si può attingere e consultare, che ritengo fondamentali per l’incipit di una ricerca che voglia avere i caratteri della scientificità storiografica intorno alle origini di Lamezia Terme.

Il primo è opera di Giovanna De Sensi, storica antichista, lametina, docente ordinario di storia presso l’università della Calabria che alcuni anni fa pubblicò un piccolo, ma prezioso libretto, incentrato sugli avvenimenti  e la cultura di Nicastro e del suo comprensorio,  dalla sua fondazione al Novecento. Il libro porta il seguente titolo: “Le origini di Nicastro e delle antichità lametine nella riflessione di studiosi e cultori locali fra ‘400 e primi ‘900, Fratelli Gigliotti”

Il secondo riguarda la Storia di Sambiase.  E’ opera di Enrico Borrello, che per anni ha insegnato nelle scuole primarie e si è dedicato con passione allo studio della sua città  e del relativo territorio, pubblicando una serie di scritti, raccolti in due volumi, che hanno il pregio della chiarezza, completezza e della  facile lettura. Il titolo di uno dei due volumi, che suggerisco è:
“Sambiase – Storia della città e del suo territorio, Temesa Editrice”

Il terzo volume è opera dell’archivista Caterina Pagano. Concerne le vicende di Sant’ Eufemia Lamezia e credo sia l’unico libro che finora sia stato  pubblicato sul piccolo comune lametino la cui vita autonoma ebbe la durata di 32 anni appena, dal 1936 al 1968.

Auguro agli studenti, che attraverso l’impegno delle loro  ricerche  si accingono ad onorare nel modo migliore, almeno così la penso io,  il 50° anniversario della creazione della nostra bella città, di produrre dunque  un “lavoro” ben fatto perché  funzionale ad una più completa conoscenza di Lamezia Terme.

Un lavoro che possa, per questo motivo, riempire le biblioteche, pubbliche e private, dei lametini per essere utilizzato e consultato e far comprendere alle generazioni più prossime ed a quelle future, la storia e le vicissitudini del territorio lametino  dai secoli passati fino ai nostri giorni.

E di svolgere l’importantissima  funzione di essere strumento di testimonianza, oltre che veicolo di conoscenza,  di come sia diventata oggi, a soli 50 anni dalla sua creazione,  Lamezia Terme, il cui nome riprende quello  della più antica “comunità politica” attestata nel territorio già in età protostorica, i Lametìnoi  insediati presso il fiume Làmetos (Amato).

Una città termale, infine, le cui acque calde erano note fin dall’antichità,  adagiata nel cuore dell’Area centrale della Calabria,  l’ Istmo lametino-scilletino,  di cui Aristotele scriveva ch’esso poteva essere attraversato, da un mare all’altro, in una sola mezza giornata di cammino.