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Verso Natale con prudenza, gli italiani contengono le spese

Le tasse natalizie impegnano parte delle tredicesime
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Nel 2014 l’Italia è peggiorata per la maggioranza degli italiani (il 54%) ma la speranza è più forte delle difficoltà. E’ questo l’atteggiamento con il quale gli italiani si avvicinano alle festività di fine anno, durante le quali il pensiero resterà rivolto ai problemi più gravi – disoccupazione e fisco – ma la tendenza sarà di spendere qualcosa in piu’ per rendere il Natale una festa in piena regola. Le famiglie acquisteranno doni per 7 miliardi di euro.

Le tredicesime ammonteranno quest’anno a 42 miliardi (in media 8 euro in più a lavoratore) e alimenteranno spese per 22 miliardi, ma il resto servirà per pagare le imposte (per complessivi 11 miliardi a dicembre fra Tasi, Imu e addizionali). E’ quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti SWG sul Natale degli italiani. Natale fra speranza e un anno difficile alle spalle la prosecuzione della crisi e le “tasse natalizie” dunque spingono a rendere prudenti le feste degli italiani, che però non smettono di aver fiducia nel futuro: il 47% degli italiani arriva al Natale 2014 mantenendo la speranza, contro un 22% che si Abete_AlberodiNAtalesente sfiduciato ed un 8% che si definisce indignato. Un dato di fiducia, che arriva nonostante la maggior parte degli intervistati dia un giudizio negativo sull’anno appena trascorso: il 54% pensa che nel 2014 l’Italia sia peggiorata, il 40% invece la vede stagnante, mentre solo uno sparuto gruppo (6%) intravede profili di miglioramento. Complessivamente, il 29% delle persone intervistate ha dichiarato di attendersi un Natale peggiore di quello del 2013; il 48% – il 2% in più dello scorso anno – ritiene che sarà uguale, mentre il 23% scorge miglioramenti in arrivo. Le richieste sotto l’albero: riduzione di disoccupazione, fisco e privilegi priorità per gli italiani Il lavoro rimane la prima preoccupazione degli italiani. Tra le priorità che, se potessero, gli italiani indicherebbero al Governo, c’ è la lotta alla disoccupazione, intervento desiderato dal 35% dei rispondenti. Segue la richiesta di una riduzione del peso fiscale (indicata dal 30%) e dei privilegi e degli abusi (24%). Pochissime preferenze, invece, raccolgono gli interventi per ridurre la micro-criminalità (5%) e i rischi di calamità naturali, indicati solo dal 6% nonostante i recenti, tragici avvenimenti. Il 60% degli italiani ridurrà, comunque, le spese natalizie, contro il 34% che ha intenzione di spendere come lo scorso anno e il 6% che aumenterà il suo budget. Tra i fattori che condizioneranno la spesa in questo Natale, si registra il crollo dello spauracchio dei prezzi: indicati come fattore condizionante solo dal 16% degli italiani, contro il 41% del 2007. Un effetto chiaro del rallentamento dell’inflazione registrato negli ultimi 12 mesi.
Cresce, invece, il numero di coloro che addita le tasse e le tariffe fra gli ostacoli agli acquisti 20080412 - ROMA - SOI - Poveri a Roma nel mercato rionale di Val Melaina raccolgono generi di prima necessità in terra tra gli scarti ANSA/MASSIMO PERCOSSInatalizi: adesso sono circa 11,8 milioni (il 25%), quasi 3 milioni in più dello scorso anno, quando a lamentarsi dell’imposizione fiscale erano 8,9 milioni di persone (il 19%). L’eccesso di pressione fiscale è diventato così l’ostacolo principale allo shopping natalizio dei nostri concittadini. La bassa inflazione e gli aumenti contrattuali – prosegue il sondaggio Confesercenti-Swg – hanno portato a un leggero aumento del monte totale delle tredicesime: questo dicembre la cifra complessiva e’ di 42,3 miliardi, con una variazione dello 0,6% sul 2013. Un piccolo aumento, che si traduce in un mini-incremento di 8 euro a persona.

Diminuiscono però i percettori: questo Natale 1 italiano su 4 dichiara di non avere nel proprio nucleo familiare nessuno che benefici della tredicesima, contro il 22% dello scorso anno. Comunque, il lieve aumento del monte tredicesime e’ eroso dalle pendenze degli italiani: circa 12,8 miliardi del totale della mensilità aggiuntiva andrà a saldare conti in sospeso e mutuo, con un aumento del 9,2% rispetto al 2013. Crolla, invece, il risparmio: i percettori di tredicesima metteranno da parte, questo dicembre, solo 7,4 miliardi. E’ il 15,9% in meno rispetto allo scorso anno, per un saldo negativo di oltre 1 miliardo di euro. Più della metà dell’ammontare complessivo (22 miliardi) verrà invece investita in acquisti: 15 miliardi circa saranno utilizzati per spese per la famiglia o la casa, mentre 7 miliardi serviranno a mettere i regali sotto l’albero. Le famiglie italiane non rinunceranno alla tradizione magica del Abito - Anton Giulio Grande Natale ed ai regali da scartare: quest’anno, sotto gli alberi addobbati da luci e decorazioni, verranno scartati doni per 7 miliardi di euro, con una leggera crescita della spesa di 270 milioni rispetto al 2013. Circa il 14% degli intervistati del sondaggio afferma di voler spendere di più per i regali rispetto alle festività dello scorso anno, mentre il 31% opta per una spesa in linea con il 2013 ed il 55% sceglie invece, per quest’anno, di spendere meno. Tra gli italiani permane, quindi, un atteggiamento di grande prudenza e quest’anno la convenienza sarà la parola d’ordine per destreggiarsi tra le vie dello shopping natalizio: il 71% del campione risponde, infatti, che si potrà permettere regali convenienti per festeggiare, mentre solo il 16% preferirà regali di qualità per i propri cari ed, infine, un 13% ammette che non potrà permettersi nessun regalo. Per i più piccoli si tenderà, pero’, ad orientare la scelta verso regali utili, come evidenzia la scelta del 43% del campione, ma un 31% non rinuncia alla tradizione dei giochi di una volta ed, infine, un 12% che opterà per sorprese tecnologiche.

La ponderazione negli acquisti mostra una scelta di limitare le spese per i doni di parenti (il 18% contro il 16% del 2013) ed amici (il 18% rispetto al 14% dello scorso anno) ma gli italiani saranno meno severi con il partner (il 9% come lo scorso anno), i bambini (solo il 5%) ed i pranzi e le cene delle feste natalizie (il 9%).