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Vertenza Infocontact. Il Consiglio Comunale approva documento di iniziative

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Nonostante la problematica sia molto sentita il numero legale per avviare i lavori del Consiglio Comunale ritarda ad arrivare. Molti i giovani presenti in aula, tante persone che rischiano il proprio posto di lavoro. Un pubblico inusuale per una riunione dell’assise cittadina. Peccato, aggiungiamo noi, perchè le persone si dovrebbero interessare quotidianamente a ciò che fanno i propri rappresentanti. La situazione critica si sarebbe palesata lo stesso, ma magari in diverso modo. Inaspettatamente in prima fila arrivano a sedersi l’on. Galati e il consigliere regionale di Mario Magno, entrambi di Forza Italia. Accanto a loro, in un secondo momento, Giancarlo Nicotera, segretario cittadino dell’Udc. Nessuno politico regionale e/o nazionale da parte del centrosinistra. Lo Moro, infatti, manda giustificazione della propria assenza, giacchè impegnata nei lavori parlamentari a Roma.In aula solo Fernando Miletta, segretario provinciale di Sel.

Dopo tre ore e mezza si sospende il Consiglio, per consentire alla conferenza dei capigruppo di stilare un documento unitario insieme ai rappresentanti sindacali dei lavoratori. Dopo un’ora e mezza, i consiglieri ritornano in aula in numero di 18, numero legale valido. Nel documento vi sono una serie di proposte:un tavolo di concertazione, la possibilità di estendere la zfu nell’area in cui insiste l’azienda Infocontact, di sollecitare l’inps a provvedere per gli incentivi al contratto di solidarietà, porre attenzione agli esodati, esonerare dai tributi locali i dipendenti infocontact. Petronio propone l’emendamento di limitare questo documento solo ai lavoratori Infocontact, rimandando  in sede di regolamento l’estensione agli altri lavoratori. Nel memtre i consiglieri parlano vien meno il numero legale, rimangono in 14. Parte la gara, dunque, a recuperare due consiglieri. Arrivano Vittorio Paola e il sindaco Gianni Speranza, numero legale recuperato e l’emendamento passa con 12 favorevoli, 3 contrari ed un astenuto. Il documento, cosi come emendato, poi passa all’unanimità dei presenti

L’O.d.g., invece, presentato da Cristiano, Chirillo, De Biase, Chirubolo, i quali chiedevano l istituzione di un fondo straordinario di garanzia prendendo soldi dal bilancio comunale e facendolo valere non solo per i lavoratori infocontact, ma anche per gli ex lavoratori del teatro Grandinetti, Sidis e Foderaro, per mancanza del parere tecnico viene posta come raccomandazione.

 

Qui di seguito riportiamo i principali interventi che si son susseguiti in aula durante il diabattito

Grandinetti si appella all’unità dei lavoratori e dei politici, senza distinzioni di ruolo e di parte, per ottenere un risultato, senza dare adito a venti di antipolitica.

“Non siamo qui per fare una parata” afferma Chirumbolo “abbiamo una responsabilità, ovvero quella che i vostri posti di lavoro non si perdano. Essi sono preziosissimi per voi, ma anche per la città, giacchè sono una risorsa importantissima. Cerchiamo di trovare una soluzione al vostro problema che è un nostro problema”. Il capogruppo di Forza Italia sottolinea nel suo intervento “non stiamo tutelando una azienda privata, ma i nostri posti di lavoro” per poi elogiare la professionalità dei lavoratori, anche in questo periodo di crisi dell’impresa, e della compostezza con cui stanno portando avanti la protesta. Chirumbolo, in chiusura, paragona questa battaglia con quella che ha portato alla salvezza del tribunale, auspicandosi lo stesso esito.

Vittorio Paola, Progetto Lamezia, propone di coinvolgere tutti i sindaci del comprensorio, visto che i lavoratori non sono solo lametini. Paola, in seguito, invita il Prefetto a convocare un tavolo di crisi, meravigliandosi del ritardo con cui questa convocazione non sia ancora avvenuta “in tempi rapidi dobbiam sapere dal tribunale se vi è la possibilità di salvare i posti di lavoro”.

Domenico Zaffina è il primo dei lavoratori a prendere parola”nessuno deve rimanere fuori, perchè sia il settore inbound che outbound sono in crescita”. Parte l’applauso quando Zaffina sottolinea come “in questo momemto ci sono 500 persone che stanno lavorando, garantendo professionalmente la copertura del turno”. I lavoratori chiedono garanzie, non accetteranno decurtazioni “aiutateci a non diventare altri disoccupati”.

Di Giorgio Giovanni rende noto che “Abbiamo incontrato ieri Alfano Vincenzo, possibile subentrante di infocontact, il quale garantirebbe, a suo dire l ‘attuale livello occupazionale”. Il lavoratore chiarisce che la protesta non ha nessun colore politico.

Mimmo Gianturco, qui in veste di lavoratore, “questo è un consiglio comunale che è stato indetto con 7 mesi di ritardo rispetto alla problematica infocontact. Si tratta di vera e propria miopia politica”. Gianturco snocciola i numeri, ovvero i milioni di euro che rischia di perdere l’intero territoriolo regionale. “Vogliamo cinque cose chiare” afferma Gianturco “che si intervenga presso il Ministro del Lavoro per sbloccare gli incentivi di solidarietà. Secondo passaggio va fatto presso il Ministero dello Sviluppo per intavolare una trattativa di salvare i posti di lavoro come fatto per Elettrolux o Alitalia”. 24 milioni di euro di buco di bilancio al 2012 da coprire con un piano di rientro a 10/15 anni, mantenendo il livello occupazionale. Questa la proposta di Gianturco che poi illustra il terzo intervento, ovvero che ci si impegni una volta per tutte ad evitare quella che è una truffa bella e buona, ovvero la delocalizzazione all’estero. Il Sindaco si faccia promotore, attraverso la magistratura, di una indagine contabile presso l’azienda (quarta proposta) ed infine Gianturco chiede a tutti gli esponenti politici di chiamare ed interessare della questione i propri referenti nazionali.

Daniele Carchidi (Cgil) “non è a Lamezia Terme che si risolve il problema, il Consiglio Comunale è una buona cassa di risonanza, ma è a Roma che dobbiamo trovare la soluzione”. La via di uscita proposta è quella di portare al tavolo di Roma la presenza di un governo autorevole che garantisca tutti i posti di lavoro.

“Ci troviamo dinnanzi ad un fatto positivo, ovvero la celere nomina di un commissario” cosi esordisce il suo intervento Pino Galati che  si pone come obiettivo principale il mantenimento dei livelli occupazionali e che, quindi, chiede che le offerte di chi vuole subentrare siano tali da salvaguardare tutti i lavoratori. Galati conferma il suo impegno parlamemtare sulla questione, oltre alle sollecitazioni che provederà ad effettuare anche attraverso la Regione Calabria. “Solleciterò il Ministero del Lavoro per elargire i contributi previsti” cosi termina Galati che invita a mantenere le interlocuzioni con tutti i soggetti interessati.

Mario Magno, dopo aver ringraziato lavoratori e politici, “la partita si gioca fondamentalmente a Roma, qui dobbiamo mantenere un forte mobilitazione, una forte attenzione per dire che c’è una Calabria che ha paura di perdere il proprio posto di lavoro. Dobbiamo vigilare sull’attività del Commissario su due punti fondamentali: il mantenimento dei posti di lavoro, e la qualità dell’azienda che intende subentrare”. Magno, poi, propone l’allargamento della Zona Franca Urbana, per favorire la futura azienda prevedendo sgravi fiscali. Il Consigliere Regionale si impegna a sollecitare insieme all’Assessore Salerno il pagamento dei contributi di solidarietà previsti. Magno è favorevole al tavolo tecnico solo, però,  se controllato democraticamente da una mobilitazione dei lavoratori.

Il Sindaco, Gianni Speranza, “non possiamo concludere i lavori di oggi se non accentuiamo verso l’esterno un segno di preoccupazione”. Il primo cittadino auspica che si mantengano i posti di lavoro e che si rompa con la precarietà. “Abbiamo scritto ai Ministeri (dello Sviluppo e del Lavoro), ringraziamo il Presidente del Tribunale per l’atteggiamento collaborativo e chiediamo al Prefetto di intervenire”. Speranza, rispondendo a Gianturco, accoglie la proposta e farà un esposto al neo Commissario per accertare le responsabilità di quanto accaduto. “L’area industriale fu scartata perchè non aveva i requisiti per la ZFU” precisa il Sindaco che, quindi, propone una Zona franca semplice, di  defiscalizzazione. “Tutto ciò che noi possiamo imparare da altre istituzioni locali che son riuscite in battaglie simile, noi lo faremo. Forniteci tutti i dettagli e le informazioni” conclude Speranza ” siamo a disposizione”.

 Giancarlo Nicotera ” chi ha un lavoro, ha delle aspettative,, si fa dei progetti di vita”  il segretario cittadino dell’Udc si chiede come è stato possibile la creazione di un buco, giacchè l’azienda funziona.  “Mi farò garante di questo tavolo di concertazione e dovunque voi mi chiediate di essere” conclude Nicotera.