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Vigor Lamezia: ora viene il bello!

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Alla conclusione delle giornate nei vari campionati, si cominciano a respirare arie contrapposte: chi ride e chi piange. E’ stato, è e sarà sempre così; e non soltanto nel mondo del calcio, dove mi soffermerò- nei dovuti criteri di spazio- per riflettere sulla prossima composizione di uno dei tre gironi della C Unica, ovvero la terza soglia del calcio professionistico.

Immaginate dove vado a parare?  E’ del tutto ovvio: in una categoria nazionale dove finiranno società indubbiamente “storiche” nel panorama del calcio nazionale: la Reggina, il Cosenza, il Messina, il Catanzaro, la Salernitana, la Casertana, probabilmente il Lecce o il Benevento, sicuramente e storicamente la Vigor Lamezia!

Al sicuro impatto socio – calcistico che già s’è determinato, corrispondono delle esigenze da rispettare; esigenze che chiamano in causa le diverse strutture societarie, a prescindere dalla robustezza che si darà dal punto di vista finanziario.

Ecco, a scanso di equivoci e per tranquillizzare tutti, sottolineo che non sono i soldi che fanno grande una squadra (come recita un noto adagio), quanto la serietà, la competenza, l’amore, la passione dei singoli dirigenti. E qui entra in gioco la Vigor Lamezia, che poggia le sue basi non sui milioni di euro dati su un piatto d’argento da questo o da quell’altro sponsor, quanto sulle pagine edificanti che hanno saputo scrivere dirigenti come Mascaro, Arpaia, Ionà, Perri, Torcasio e tutti gli altri, con i quali mi scuso per non averli citati tutti: ma mi comprenderanno.

Come si potrà intuire, i soldi non hanno fatto grande una società: si veda l’esempio del Catanzaro, che ha avuto un Presidente che ha dato tanto, e forse tutto, pur di portare almeno in un campionato di serie B le sorti di un Catanzaro che pur di campionati eccellenti ne ha disputato.

Da dove devono arrivare allora le risposte che si attende una Vigor Lamezia in una prossima competizione agonistica così attesa, così avvincente, così incerta?

Cominciamo la riflessione partendo da tre livelli di analisi.

Primo: la struttura societaria. E qui qualcosa l’abbiamo spifferata. Il gruppo che è alla guida della società di via Marconi merita stima, rispetto, vicinanza, collaborazione. Giurerei su qualsiasi cosa che tale Gruppo – così come composto- sarà ancora il fiore all’occhiello della Vigor Lamezia, specialmente se il prossimo Sindaco della città dovesse provenire dal cuore pulsante della Vigor Lamezia e dello sport in generale. L’avvocato Paolo Mascaro è uno dei più accreditati papabili in pectoris per la poltrona di primo cittadino e possiamo valutare quanto la sua influenza possa essere incisiva e decisiva a beneficio del calcio lametino.

Secondo: la conduzione tecnica. Al consolidato apporto di esperienza e di bravura del Direttore sportivo Fabrizio Maglia, risponde di controbbalzo una equipe tecnica che dovrebbe ancora basarsi sull’apporto di Massimo Costantino, con tutto quell’entourage che non è decisamente secondo a nessuno.

Terzo: il fattore tifo. L’ultima risposta ottenuta sul campo nel “giorno della memoria biancoverde”, contro il Castel Rigone, promette bene ma deve essere preparata, “stuzzicata”, allenata alle difficili prossime domeniche calcistiche di campionato. Mi spiego: le 800 – 1000 presenze sugli spalti del D’Ippolito è come decretare una sconfitta su un traguardo fatto invece di successi freschi. L’amministrazione comunale faccia la sua parte, provvedendo a regolamentare il D’Ippolito in tutti quei punti che sono stati richiesti dalla Lega Calcio, ma – se possibile- andando anche oltre, puntando sulla eliminazione della incivile struttura della tribuna stampa.

Quarto ed ultimo punto: il rafforzamento da apportare nel proprio parco giocatori.

In questo obiettivo, starebbero bene le riconferme di quei giocatori che possano “esplodere” proprio in un campionato di un maggior tasso tecnico, qual è quello prossimo. Secondo pareri tecnici raccolti nei vari ambienti della Città, si farebbe bene a partire dalle riconferme dei vari Piacenti, Marchetti, Rapisarda, Giampà, Scarsella, D’Amico, Zampaglione, Carbonaro e Del Sante.

Ben nove giocatori sui quali far affidamento, ai quali si potrebbero aggregare tre o quattro acquisti “di peso”, ed altri tre o quattro da tenere sempre in caldo per un loro impiego. Poi anche spazio ai giovani già in casacca bianco verde, come Catalano o Torcasio.

I prossimi giorni daranno maggiori ragguagli; ma, intanto, abbiamo provato ad offrire un nostro contributo, quello della stampa, necessario per mantenere vivo l’interesse verso una squadra che, molto probabilmente e con i sinceri auspici, non s’è fermata alla recente, storica vittoria.