Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Vogliamo parlare ancora della vicenda ITAVIA ?

Gianfranco Turino ha elaborato questa sua nota perché oggi può avere un suo peso sul trasporto aereo calabro.
186 0
Vogliamo parlare ancora della vicenda ITAVIA ?

Riceviamo e pubblichiamo

Sono passati circa 38 anni da una fatidica notte  in cui il mare di Ustica ingoiò  il dc90 I-TIGI, voloIH870 da Bologna a Palermo con  81 persone e fu la causa della fine di una società e dei suoi lavoratori.

Noi vogliamo parlare  dell’Itavia, continuiamo a farlo vivendo gli spazi della speranza e le logiche del nostro tempo presente, come l’abbiamo sempre fatto, in modo particolare negli attimi cruciali di una cancellazione voluta e attuata da quelle forze della politica parlamentare, che cercavano di possedere  una sponda aerea ma con una compagnia direttamente sottomessa e gestita dalla loro volontà e non una libera scelta gestionale sul mercato,mentre l’Itavia aveva iniziato il percorso del pluralismo di vettore contro il monopolio di compagnia, aprendo la concorrenzialità sull’offerta del prodotto con costi calmierati ma accessibili a tutti.

Noi 1200 circa dipendenti eravamo gli alfieri di quella scelta e,moralmente, lo siamo ancora, una famiglia che operava con l’idealistico motto, tanto caro a Dumas, “TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI”.

Dalla nascita come società di navigazione aerea avvenuta in quel freddo 13 ottobre 1958, l’Itavia aveva percorso le vie del volo, trasformandosi e correndo ad ali aperte verso un meraviglioso futuro, da Caracciolo prima a Davanzali dopo, il metro era una totale collaborazione tra base e vertice, che dava la vera spinta al valore della società. La Calabria era stata la metrica di lancio di un progetto ardito, coniugare assieme svariate componenti del settore. Nel tempo e nello spazio s’era creato una storia che parlava non soltanto di rotte aeree,concessioni, collegamenti e aerovie, ma anche di turismo, alberghi e pullman, per quel connubio che doveva dare una spinta al domani realizzandolo per un nuovo scorrere di vita.

Crotone fu lo scalo cavia, il vero banco di prova,  nato e costruito dopo Ancona, base di partenza della compagnia, aveva risposto egregiamente alle esigenze  di un utenza in continua crescita, collegamenti giornalieri con il resto del Sud, le Isole, il centro e il Nord;  visto l’espandersi il Sant’Anna cominciava non bastare più. Nel 1978-79, parti l’operazione Lamezia Terme, con la creazione di un aeroporto Itavia dal valore internazionale e  intercontinentale che doveva assicurare, alla Calabria un diverso modo di crescere del progresso attraverso il mezzo aereo.

L’attimo Itavia  sembrava foriero di successo  invece, venne brutalmente stroncato, dalle trame di pochi che, dopo la tragedia di Ustica, videro lo spiraglio per chiudere la nostra storia e anulare un privato capace di fare concorrenza vera ai decadenti colossi del settore.

Nella situazione caotica e senza vie d’uscita, di oggi, sul triangolo aeroportuale regionale, l’Itavia avrebbe potuto recitare la sua parte come primo attore nello scenario.

Questa e la rabbiosa nostalgia che ci portiamo dentro.

Per rendere omaggio all’avv.to Davanzali e allo scalo aereo del Sant’Anna –Crotone (il secondo della mappa Itavia fino al 1979) intendiamo,come Associazione Noi dell’Itavia, mettere una targa ricordo, nella speranza che sia di buon auspicio per il rilancio dello stesso aeroporto e del trasporto aereo regionale..

  • NOI SIAMO L’ITAVIA!
  • NON DIMENTICHIAMOLO!
  • SIAMO ANCORA PRESENTI IN ATTESA DI CONOSCERE UNA VERITA’ CHE NESSUNO VUOLE VERAMENTE PUBBLICARE.
  • SENZA RETORICA VORREMMO RIVEDERE I NOSTRI COLORI RIPRENDERE IL VOLO NELLO SPLENDORE DI UN EPOPEA CHE NON E’ MAI TRAMONTATA

Gianfranco Turino – Componente Associazione Noi dell’Itavia