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Wanda Ferro (Gruppo Misto) sulla riserva naturale Valli Cupe

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«Il presidente Oliverio abbia uno scatto di dignità e rinunci a mettere le mani sulla Riserva naturale delle Valli Cupe e a trasformare nell’ennesimo carrozzone quello che potrebbe essere invece un modello di sinergia virtuosa tra associazionismo, volontariato, politica e istituzioni».

E’ quanto afferma la consigliera regionale Wanda Ferro (Gruppo Misto), che prosegue: «La Riserva Naturale, così come istituita dal Consiglio regionale grazie all’iniziativa del consigliere regionale Domenico Tallini, che ha saputo recepire le istanze provenienti da eccellenti esperienze del territorio,  è stata pensata come una realtà snella ed efficiente, affidata alle competenze e alla passione di chi ha scoperto e valorizzato un tesoro naturalistico finora nascosto e con tantissime potenzialità ancora da sviluppare. Troppo bello per essere vero: neanche questa risorsa riesce a sfuggire agli appetiti clientelari e alle logiche spartitorie di questo centrosinistra, che come l’orda di Attila sembra voler travolgere il sogno della Riserva fino a non lasciare neanche un filo d’erba».

Puntualizza Wanda Ferro: «Per il rilancio delle Valli Cupe non servono ‘Comitati di gestione’ lottizzati dalla politica, non serve un politburo infarcito di trombati e portaborse, non servono strutture costose e farraginose: servono persone capaci, preparate, che hanno dimostrato di amare il proprio territorio in maniera autentica e disinteressata, come il direttore della riserva Carmine Lupia, il vero artefice della scoperta del ‘segreto meglio custodito d’Europa’ insieme a tanti appassionati volontari. Un’esperienza che non può essere vanificata da un governatore che pensa di potere assoggettare al proprio controllo anche un’esperienza di eccellenza, quella delle Valli Cupe, che è tale proprio perché è partita dal territorio ed è stata tenuta al riparo dagli interessi politici di basso profilo. Oggi, con i più disparati pretesti di natura formale, l’amministrazione regionale sta tentando di snaturare il percorso che ha portato all’istituzione della Riserva delle Valli Cupe, con l’arroganza di chi pensa di potersi sottrarre al controllo sociale, per poi finire ridicolizzato sugli organi di stampa nazionali».