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19 maggio 1925, ricorre l’anniversario della nascita uno degli attivisti statunitensi più controverso della storia: Malcolm X

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Oggi ricorre l’anniversario della nascita uno degli attivisti statunitensi più controverso della storia: Malcolm X.

Mi sono appassionata della sua storia dopo aver visto il film autobiografico del 1992 diretto da Spike Lee, con protagonista Denzel Washington mentre si raddrizzava e lisciava i tipici capelli degli afroamericani per sentirsi un po’ meno nero. Solo quando è entrato in carcere, ha capito che cosa significa la libertà! La libertà di essere se stessi, avere gli stessi diritti e mantenere la sua dignità. Cambiò  grazie ad un altro carcerato – suo guru- come succede di solito, quando arriva uno che vi mette in mano un libro e dice: “Leggi! E smetti di metterti quella brillantina sui capelli! Tu sei nero! E non c’è motivo di essere quello che non sei!

Malcolm comincia a leggere, pensare e diventa così appassionato e con il suo carisma, la sua forza di coinvolgere gli altri, ha trovato la sua strada. L’ho ammirato subito. Perché non importa ciò che eri, ma ciò che sei diventato! Sarà per il suo passato burrascoso, che non aveva a che fare con quello che alla fine è poi diventato: un attivista a favore dei diritti degli afroamericani e dei diritti umani in genere.

Malcolm Little è nato a Omaha, in Nebraska il 19 maggio 1925 e venne assassinato a New York il primo giorno della Settimana Nazionale della Fratellanza per mano di membri dell’organizzazione di cui era stato in precedenza portavoce, la Nazione Islamica a New York, il 21 febbraio 1965.

Suo padre era un predicatore battista. Morì nel 1931, ucciso dal Ku Klux Klan.La madre di Malcolm era per metà bianca perché nata in seguito ad uno stupro da parte di un bianco. A causa delle controversie sulle reali cause della morte del marito, fu vittima di una grave forma di esaurimento nervoso e fu dichiarata legalmente non sana di mente e la famiglia si disperse. Lo stesso Malcolm fu affidato a una famiglia di tutori. Malcolm terminò la junior high school ottenendo i migliori risultati della sua classe ma, abbandonò, quando il suo insegnante preferito gli disse senza mezzi termini che diventare un avvocato di fama non era “un obiettivo realistico per un negro”.

Lasciata la scuola, Malcolm si trasformò in uno sbandato. In seguito trovò lavoro come lustrascarpe presso un night club o come cameriere in un treno. Trasferitosi poi nel quartiere di Harlem, a New York, si diede a una serie di attività illegali fra cui spaccio di droga, gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione, estorsione e rapina. Il 12 gennaio 1946, all’età di 20 anni, Malcolm fu arrestato e condannato a dieci anni con l’accusa di violazione di domicilio, possesso illegale di armi da fuoco e furto. Alla Charlestown State Prison si guadagnò il soprannome di Satana per il suo continuo imprecare urlando al cielo, specialmente contro Dio e la Bibbia. Sarà proprio in prigione che avverrà la sua trasformazione.

Conosce, infatti, gli insegnamenti di Elijah Muhammad, un predicatore musulmano, e grazie ad esso riconquista il rispetto per la vita e l’orgoglio di essere afroamericano. Inizia a leggere molti libri, quindi un giorno s’inginocchia e alza il palmo delle mani in segno di sottomissione al volere di Allah. Ma “il molto onorevole Elijah Muhammad”, come viene chiamato dai suoi adepti, oltre a insegnare ad aver rispetto per le proprie origini, educa anche all’odio verso «il diabolico uomo bianco con gli occhi azzurri, creato per essere un diavolo, per portare il caos sulla Terra».

Malcolm esce dal carcere nel 1952, cambia il suo cognome, Little, con la X, come simbolo del rifiuto allo schiavismo dal cognome che era attribuito ai suoi antenati.

Nell’aprile 1964 Malcolm compie il suo primo viaggio alla Mecca. Lì incontra uomini di tutte le razze, tutti uguali davanti ad Allah. Trascorre quelli che definisce «giorni di paradiso», fianco a fianco con «fratelli musulmani che hanno gli occhi più azzurri, i capelli più biondi e la pelle più bianca di tutti gli uomini bianchi che ho conosciuto».

Al suo ritorno negli Stati Uniti Malcolm è radicalmente cambiato, e afferma: «L’Islam è l’unica religione capace di cancellare il problema razziale dalla società». Cambia inoltre il suo nome in El-Hajj Malik El-Shabazz. Malcolm è pronto a fondare un proprio movimento politico, alternativo alla Nation of Islam. Il movimento si chiama Organizzazione dell’Unità Afroamericana ed è basato sull’idea dell’integrazione delle razze e delle culture. «Ci possono essere anche in America uomini bianchi sensibili alle idee dell’OUA, con cui poter collaborare».Dicendo questo Malcolm sa di rischiare la vita. Perché non trova più senso nell’odio verso uomo bianco, nonostante musulmano, ma ha capito che si può vivere in pace uno accanto all’altro. E non era quello che i fondamentalisti musulmani avevano esattamente in mente.

Il 14 febbraio 1965, Malcolm e la sua famiglia sopravvissero a un attentato dinamitardo contro la loro abitazione. Esattamente una settimana dopo, il 21 febbraio, Malcolm fu ucciso durante un discorso in pubblico a Manhattan, all’età di 39 anni, da sette colpi di arma da fuoco. Ai funerali di Malcolm X, celebratisi il 27 febbraio 1965 a Harlem, parteciparono oltre 1.500.000 persone.

Sì, lo so, era sicuramente una persona molto controversa, ma personalmente ammirò chiunque ha il coraggio di cambiare senza avere paura di niente, neanche della stessa morte. Lo amo forse perché anch’io, come lui, con un passato burrascoso, amo la libertà.

  • “Non si può separare la pace dalla libertà perché nessuno può essere in pace senza avere la libertà.”
  • “Non devi essere così accecato dal patriottismo da non affrontare la realtà. Sbagliato, è sbagliato, non importa chi lo fa o chi lo dice.”
  • “Il futuro appartiene a coloro che si preparano per esso oggi.”

Monika Momon Sojkova