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Altra azienda in Calabria chiude i battenti

Sono 131 i lavoratori della Calabria.it che verranno licenziati
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Un’altra azienda in crisi; altri numerosi capi famiglia che perdono il posto e stipendi per sopravvivere; un altro spaccato di crisi profonda che sta tormentando la Calabria, mentre c’è chi in questa emblematica terra di continue sofferenze e mortificazioni si piglia il lusso di sperperare migliaia e milioni di euro e si crea così imperi costruiti sulle gocce di sudore intriso di sangue: se non è mafia, questa! Mentre alle manifestazioni pubbliche sulle mafie di quest’altra tipologia di mafia non se ne accenna nemmeno!

Il fatto, di gravissima portata, è che gli stessi calabresi vi fanno il callo nel sentire notizie come quella oggi diramata alla stampa attraverso uno dei soliti comunicati, che appaiono sempre più come manifesti di morte.

Quello più recente parla di ben 131 lavoratori licenziati che dipendevano dalla Calabria It, società ”in house” controllata dalla Regione attraverso la finanziaria Fincalabra, specializzata in promozione imprenditoriale. L’azienda è in liquidazione da mesi e, secondo quanto stabilito da una legge regionale, il personale doveva essere trasferito alle dipendenze di Fincalabra. I vertici di quest’ultima società, decaduti il 14 aprile scorso, non hanno però ottemperato a quanto stabilito dalla legge e, secondo sindacati e dipendenti, avrebbero posto in essere una serie di atti nulli ai loro danni, essendo scaduto il loro mandato.

La triste storia sottolinea come  “da mesi e’ in atto un vero e proprio braccio di ferro con i vertici di Fincalabra, ingaggiato dai lavoratori che il 19 marzo scorso hanno ricevuto le lettere con il preavviso di licenziamento e che lamentano ”il colpevole silenzio dell’assessore regionale alle attività produttive, Demetrio Arena. Quest’ultimo, sempre secondo i sindacati, anziché porre in essere gli atti amministrativi necessari per la soluzione della vertenza, avrebbe lasciato ampia discrezionalità al presidente ed al vice presidente di Fincalabra, che avrebbero dato mandato al commissario liquidatore, Attilio Funaro, di procedere ai licenziamenti.

Licenziamenti che, purtroppo, andranno a decorrere dal prossimo 19 giugno.