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Approfondita riflessione sulla costruzione della nuova aerostazione di Lamezia Terme (Igor Colombo )

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Riceviamo e pubblichiamo

Ho aspettato un po’ prima di decidermi a scrivere e dire qualcosa in merito alla costruzione della nuova Aerostazione che è stata esclusa dal programma  operativo regionale a causa dell’eccessivo ritardo nell’inizio dei lavori. Ho voluto soprattutto aspettare e prendere visioni delle varie reazioni del mondo della politica e dei partiti, alcuni dei quali, come per esempio la posizione e l’interrogativo posto da Fratelli D’Italia, mi trova perfettamente d’accordo, cosi come anche coloro i quali giustamente vogliono conoscere i responsabili per la perdita di questo finanziamento europeo per la costruzione di tale opera infrastrutturale nell’Aeroporto di Lamezia Terme. Prendendo visione di tutto ed anche della nota stampa diffusa dal Comune di Lamezia Terme  quale socio di maggioranza pubblica della società di gestione aeroportuale, vorrei dire anche la mia in proposito non fosse altro perché legittimato dalle mie lotte politiche del passato anche relativamente alla questione Aeroporto e questa volta  lo faccio nelle vesti di privato cittadino visto che oggi sono fuori dall’agone politico e partitico e mi occupo di tutt’altro provando una nuova avventura da scrittore ,cosa che mi sta dando molta più soddisfazione e serenità rispetto all’attivismo politico, però rimango sempre attento a ciò che succede intorno a questo mondo e soprattutto nelle cose che riguardano la mia città di Lamezia Terme. E’ palese che Sacal già da mesi aveva chiaramente affermato la non volontà a procedere nella costruzione di questa Aerostazione che è di vitale importanza per il futuro sviluppo di un Aeroporto come quello di Lamezia Terme ,scalo strategico internazionale, in quanto impossibilitata a reperire quei 34 milioni di euro da investire a suo carico. A parte qualche flebile reazione nei mesi scorsi a questa dichiarazione della società di gestione aeroportuale, nessuno si è veramente preoccupato della gravità di questa rinuncia da parte della stessa Sacal che curiosamente non riesce ad impegnare una certa somma in un progetto che avrebbe fruttato sicuro sviluppo ed introito di tutto un indotto negli anni futuri, però dall’altro negli anni recenti , si è subito detta pronta ad abbracciare una gestione aeroportuale regionale facendosi carico di altri due scali come Crotone e Reggio Calabria le cui società erano praticamente fallite ed assorbendo pertanto debiti onerosi in una logica che di logico non ha niente , visto che parliamo della regione più povera d’Europa dove però vi è la presunzione di tenere in piedi tre aeroporti costi quel costi, e chi se ne frega se poi magari quello più importante, internazionale e strategico , debba rinunciare a qualcosa , “muoia Sansone con tutti i filistei” si suol dire solo che in questo contesto non si capiscono bene chi siano gli avversari o nemici da colpire, visto che la Sacal dovrebbe avere tutti gli interessi per far sviluppare il sistema aeroportuale calabrese e non perire con esso. Allora la domanda che un normale cittadino può porsi è cui prodest? Chi potrebbe guadagnarci da un depotenziamento dell’Aeroporto internazionale? C’entra la nuova idea di costruire un nuovo scalo nella sibaritide? Ovviamente ragionando cosi si va oltre e si deve preferire di restare ancorati alla realtà ed a proposito di questa ,proprio in questi giorni in cui la famiglia Benetton nel suo filotto personale di accaparramento di finanziamenti pubblici nella gestione delle sue società , Autostrade ed Autogrill, riesce ad avere anche 250 milioni per l’altra sua società che controlla attraverso Atlantia, Aeroporti di Roma, finanziamenti che da qui a breve riceverà dallo Stato per via del Decreto Liquidità, per far fronte ai cali di lavoro subiti durante l’emergenza Covid, dopo che la stessa società ha già goduto della Cassa integrazione che ha ampiamente coperto buona parte dei costi. Tutto questo mentre nel nostro Aeroporto non solo non si farà la nuova Aerostazione giudicata progetto faraonico, ma addirittura anche gli stessi lavoratori , mi riferisco a quelli stagionali, sono rimasti a casa senza alcun tipo di ammortizzatore sociale. In tutto questo cosa dice il presidente della Sacal Dott. Arturo De Felice? Che io sappia nulla, anzi dinanzi alla stessa nostra città assume le caratteristiche dell’Araba Fenice , che rinasce, che è bella ma che nessuno la vede. Quella della gestione di Sacal è una storia vecchia ormai, una società che andava commissariata a suo tempo per via di tutti gli scandali ed infiltrazione mafiosa che aveva subito, Perseo, Eumenidi , ne hanno evidenziato la natura corrotta dei rappresentanti politici, e di quella stessa politica che ora magari ci si dovrebbe appellare per dipanare la matassa ed il futuro dello scalo, davvero grottesco tutto ciò e che rasenta l’assurdo. La realtà è triste, la Sacal ha offerto il contentino con il bando per la tendostruttura giusto per tenere li quelle compagnie low coast che tengono in piedi l’aeroporto, e le rassicurazioni da parte del socio di maggioranza pubblica della stessa Sacal, non ha saputo fare di meglio che offrire pleonastiche rassicurazioni. Meglio mantenere la calma e lo status quo, tra poco poi vi è il rinnovo del Cda con appuntamento alla prossima puntata o chissà, al prossimo scandalo.