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Aqua Nostrum – Viatico di Cultura

Gli alunni del Borrello-Fiorentino incontrano la Calabria Occitana
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Aqua Nostrum – Viatico di Cultura

E’ da sempre l’acqua il viatico della costruzione dell’Identità della gente di Calabria. E’ sui diversi chilometri di costa calabra del   Mare Nostrum che da millenni si incontrano numerose Culture.

Una cultura che tra mari e monti trova nell’acqua sempre nuovi, ricchi e suggestivi stimoli di conoscenza. Lungo la Via delle nostre acque si scopre che l’elemento archetipo è Madre di tradizioni vicini e lontane.

E’ l’acqua “Il bacio azzurro” nel quale affondare le nostre radici e scoprire il nostro passato per conservare e valorizzare i nostri territori.

Orbene, è sulla base di tale suggestiva consapevolezza che l’I.C. Borrello Fiorentino ha ritenuto di inserire, nell’ambito del progetto P.T.O.F. “Legalità e Creatività” una visita guidata, che nel far conoscere una porzione di Calabria vicina, ha inteso ripercorrere il filo della nostra cittadinanza.

Una visita guidata che con un abbraccio ha avvicinato le giovanissime generazioni di due splendide città termali della nostra regione.

Una esperienza culturale di grande interesse, che ha fatto incontrare gli studenti del Borrello Fiorentino con gli studenti coetanei dell’Istituto Comprensivo di Guardia Piemontese. Quest’ultimi hanno atteso i nostri piccoli concittadini nel borgo antico in prossimità del Centro Culturale “Gian Luigi Pascale” allocato nelle vicinanze della famosa “Porta del Sangue”.  Gli studenti guardioli, vestiti in costume occitano, hanno dedicato agli studenti sambiesini una esibizione di canti e poesie occitane.

Alla manifestazione erano presenti i due Dirigenti Scolastici, la Prof.ssa Angela De Carlo e il Prof.re Leopoldo Di Pasqua, i quali hanno espresso la loro piena soddisfazione per questo fertile incontro. La Dirigente De Carlo nel ringraziare per la meravigliosa accoglienza ha rivolto agli studenti del  suo ex Dirigente Scolastico l’invito a visitare in primavera le bellezze artistiche e culturali della frazione di Sambiase di Lamezia Terme.

La visita è proseguita con i Volontari del Centro Studi diretto dal Dott.re Lorenzo Tundis.

Vari gli spunti educativi dell’itinerario: oltre la visita del borgo (con la famosa Porta del sangue, legata al massacro degli abitanti, per motivi religiosi, del 1561), anche il Museo di storia e costume valdesi

In esso, oltre all’esposizione di oggetti di cultura materiale, quali i famosi abiti femminili in tessuto “damadoro”; diverse sezioni tematiche.

Una sezione dedicata alla storia ed alla lingua occitana, una sezione dedicata alle specie botaniche del percorso naturalistico occitano, ed infine un’area dedicata alla tessitura. In quest’ultima sezione è stato allestito un laboratorio didattico, nel quale gli studenti hanno potuto veder realizzare e realizzare essi stessi piccoli nodi. E’ anche con questa nobile arte che gli occitani hanno tramandato, nel corso dei secoli, il  loro patrimonio culturale.

La visita guidata è terminata con la visione del lungometraggio didattico “Il bacio azzurro”. Un filmato di educazione ambientale  dedicato al tema dell’acqua e al suo ruolo centrale e archetipico, non solo per la nascita e conservazione della vita,  ma anche la formazione e diffusione delle culture. Una produzione cinematografica che, nelle parole della Dirigente De Carlo, è una vera “carezza dell’anima”.

La stessa D.S. ha evocato la presenza dell’acqua come “anima” complessiva del viaggio della scolaresca da Sambiase a Guardia, entrambe accomunate dall’essere cittadine termali (Caronte e Terme Luigiane).

Ed è, anche questo “camminare dietro all’acqua” di alvariana memoria, un riandare al fondo della propria storia e della propria identità se, ancora con Alvaro, dai paesi una volta si emigrava anche per l’acqua. “Sono andati dietro all’acqua” spesso si diceva di quelli che erano andati via.

Nondimeno, accanto alla storia, un’altra possibile chiave di lettura della visita è legata all’attualità, per quella che è stata la specificità storica, culturale, religiosa e linguistica della città di Guardia, divenuta tristemente famosa per una delle tante crociate che infiammarono l’Europa cristiana nei secoli della Controriforma, con il massacro degli abitanti, di religione valdese, del 1561.

Una identità “minoritaria” di una delle nostre “mille Calabrie” (De Custine insegna) che oggi, per la stessa Guardia e non solo, oltre ad essere motivo di orgoglio e consapevolezza, assurge a simbolo straordinario di ricchezza culturale, nonché un’occasione per riflettere –nelle parole del Presidente del Centro- sul fondamentale concetto di laicità dello stato odierno, sulla pariteticità delle varie religioni e sulla tutela dei diritti umani. Lo stesso Presidente ha poi ricordato la varietà delle iniziative per il recupero e la valorizzazione della specificità di Guardia e come Guardia Piemontese è stata riconosciuta nel 2017 città europea della riforma (tre in Italia con Torre Pellice e Venezia). Anche per questo oggi è meta di delegazioni e di studiosi provenienti dalle altre cento e passa città europee gemelle. Quale unica isola linguistica occitana del Sud d’Italia, il Centro coopera con importanti università europee per la tutela e la valorizzazione di quei territori che ospitano lingue minoritarie. Inoltre, grazie ai tanti progetti in cui i volontari del Centro sono impegnati, grazie all’annuale festival delle riforme culturali che ospita, oggi Guardia Piemontese si propone, anche al mondo scolastico, come esempio di integrazione sociale e faro di concordia tra etnie e religioni diverse.

Un’esperienza significativa per gli alunni del Borrello-Fiorentino, come ulteriore motivo di riflessione sulla formazione di identità moderne, radicate culturalmente e socialmente, ma al contempo aperte al mondo e capaci di dialogare con gli altri.

Un viaggio dunque alla scoperta delle radici della nostra amata terra. Radici che, come scrive Carmine Abate, calabrese di origine  arbëreshë, sono salde ed al medesimo tempo volanti, perché in ogni incontro si costruisce la persona nella sua unicità e irripetibilità.

Viva ed emozionata soddisfazione è stata manifestata da tutti i docenti accompagnatori che avevano preparato i propri giovani studenti a questa visita e che hanno apprezzato molto l’accoglienza, la professionalità ed il percorso proposto.

Soddisfatte le famiglie e sicuramente arricchiti gli studenti che già si stanno adoperando per accogliere a lor pari gli occitani in primavera.