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Comune di Lamezia Terme
venerdì, Febbraio 26, 2021

La movida di Lamezia…La notte dei ragazzi

Sabato sera, intorno alle ventuno, mi sono preparata e attrezzata per conoscere la notte folle dei ragazzi di Lamezia. Ho scelto un abbigliamento consono alla serata (vestito nero, biker – che oltre oltre ad essere un “must” per le ragazze ribelli, sono anche molto comode – rossetto scuro, ombretto) e munito  di mini fotocamera, penna e taccuino ero pronta alla scoperta del divertimento…

Primo grande problema: erano circa le ventitré e spostarsi in macchina in centro era praticamente impossibile. C’era una lunga fila di macchine, alla guida delle quali neopatentati di cui la stragrande maggioranza erano le ragazze. Tutte belle, ben vestite, ben truccate. Finalmente un pò di sano femminismo.

Ho parcheggiato in un vicolo, dove durante la settimana incontri al massimo colombi e qualche sporadico passante, invece, quella sera un continuo via vai di giovani.

La mia “escursione notturna” inizia da un locale molto “in” della città: “VINYL, Live Music club”. Entrata invitante, colorata per attirare l’attenzione. Da un pannello il pensiero di Jimi Hendrix: “Noi facciamo della musica libera, dura, che picchi forte sull’anima in modo da aprirla”. All’interno, sulla destra, un grande bar con un vasto assortimento di birre alla spinaSulla sinistra, un piccolo angolo bibliotecario. Dal soffitto una grande palla luccicante, quella che evoca indiscutibilmente gli anni 80. In fondo, sul palcoscenico, il Dj e nella sala rimbombava una vecchia canzone “Girls just wanna have fun”.

Decido di proseguire la mia curiosa serata, accompagnata sempre da allegre compagnie di ragazzi, e mi ritrovo davanti ad un altro locale molto noto tra i giovani, il  “Banshee”: un brulicare impressionante di ragazzini di età compresa tra i 14 ed i 18 con in mano bottiglie di birra e nell’aria un inconfondibile odore di marijuana.

Proseguo il mio giro tra l’interminabile colonna di auto che procedevano a passo d’uomo ed arrivo davanti la cattedrale dedicata ai Santi patroni della città Pietro e Paolo. Maestosa, imponente, come se mi guardasse dall’alto con il suo sguardo nobile. Oltrepassando una piccola oasi di verde arrivo ad un altro locale della “movida lametina”, il “Kubic Longe Bar” in piazza Stocco. Fuori i riscaldamenti a gas a forma di un lungo fungo e mi viene in mente la storia di questa semplice ma straordinaria invenzione di due ragazzi giovani.

Sono entrata. Un divano di pelle nera a destra. Un divano di pelle nera a sinistra. Nel centro un piccolo spazio dedito al ballo, Dj e dietro di lui un videoproiettore con le immagini dei giovani belli spensierati. La musica classica House che non offende e non disturba la sofisticata gente in abiti di prima qualità. Almeno l’età era salita tra i venti e trenta e anche di più. Posto molto bello, elegante, attento ai dettagli e a design. Un bel posticino per i cosidetti “fricchettoni”, la gente per bene. Per me è soltanto fumo e poco arrosto. Ma i gusti sono solo opinioni.

Esco e cerco di affrontare un’impresa quasi impossibile, un sacrificio umano oserei dire: passare la via principale e raggiungere un altro club molto frequentato, “Cafè Retrò” sul Corso Numistrano e l’orologio segna la mezzanotte. Il posto è in pratica impossibile da vedere semplicemente perché non si passa. O si sorvola sopra la gente che sta davanti al locale, o si sceglie altra via, però dovevo finire il mio compito di “approfondimento culturale “, e quindi ho cominciato con delicati spintoni ad aprirmi la strada e finalmente sono arrivata all’entrata.

E dentro? Vuoto… Come prima attrazione si trova ovviamente il bar. Di nuovo vasta scelta della birra (non credevo che gli italiani siano così amanti di questa bevanda nordica), sulla sinistra un piccolo spazio per il Dj che suonava musica di tutti i gusti, prevalentemente vecchie leggende di Rock and Rol mischiata con la canzone italiana a me sconosciute. Ancora un’altra stanza vuota, con un palco da cui, presumo, si tengono concerti e serate teatrali. E poi la pista da ballo. Rigorosamente vuota. Ho trattenuto il fiato e mi sono buttata di nuovo nella mischia fuori dal locale passando tra le risate, conversazioni e i cocktail.

Subito dopo, scendendo una rampa di scale, mi aspettava l’ultima tappa della serata visitando “OFF- Officine sonore”. La situazione è praticamente la stessa. Fuori pieno di gente abbracciati ai funghi. Dentro mezzo vuoto. All’interno prevalentemente musica elettronica. Durante l’anno si tengono molti concerti dando anche la possibilità a nuovi musicisti di potersi esibire. Quando si entra, ci sono divani di pelle. Di che colore?? Nera. C’è di nuovo un lungo bar, dove i giovani si possono sbizzarrire con un infinito sballo di cocktail. Oltrepasso tutto il locale fino ad arrivare allo spazio libero dove non balla mai nessuno. Davanti ci sono podio e attrezzatura per il Dj Kero che si esibiva suonando musica Hip Hop.

Sono rimasta a guardarlo con entusiasmo per un pò. Era davvero bravo, anche se la musica non era di mio gradimento. Sembrava suonasse il pianoforte davanti a tutti quelli bottoni.

Ma la mia domanda, comunque, rimaneva ancora inconclusa. Perché nessuno balla mai? Ci ha pensato un Dj a risolvere il dilemma mentre gli chiedevo di mettermi una canzone e la cui risposta è stata: “No, non posso e troppo commerciale.” “Ma sto ballando solo io?” “Non devono ballare” è stata la sua risposta.

E così finalmente ho finito la mia avventura tra le vie della movida notturna lametina sabato sera. Nel frattempo il volume della musica si è abbassato vista la tarda ora.

Cosa ho capito in questo esperimento? Capisco tutti i ragazzi del “sabato sera” perchè anch’io alla loro età ero attratta dalla stessa confusione e caos senza regole. L’adolescenza è un’età difficile e mentre li guardavo avrei voluto dire loro: fermatevi finché siete ancora in tempo!

Che cosa ho capito della movida in generale? Che è un’inutile perdita di tempo. Essere raggruppati in un locale come delle formiche per poter dire “io c’ero” non fa per me. Ripeto è tutto basato solo ed esclusivamente sul momento. Essere alla moda. Essere “IN”. E INtanto bevi e bevi e bevi perché sennò che sei venuto a fare?

E per concludere un pensiero va agli operatori ecologici che domenica mattina, quando magari in tanti stanno ancora rientrando dalla lunga notte lametina, iniziano il loro lavoro ricomponendo la città dagli strascici del sabato sera….soprattutto raccogliendo pazientemente le bottiglie di birra dispersi ovunque….

Alla prossima! Ma per me la movida finisce qui….

 

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26 COMMENTS

  1. Pura goduria e tripudio nel leggere l’articolo, ma soprattutto i commenti delle testoline lametine irritatine piccoline piccoline. Hmmm come riempire in parte un bellissimo sabato con la loro rabbia e il loro blando sdegno, piccoli omuncoli di una piccola città i quali, anche al di fuori della stessa (vedi Roma e Milano) riescono comunque a soggiogare, rovinare e intasare delle ben determinate zone delle città senza combinare mai un c**zo di nulla. Quanto siete patetici, ridicoli e piccoli…piccoli…piccoli.
    Un bacio!

  2. Ahahaha ma é un pesce d’aprile ahahah!! Nessuno scrive così, nessuno sbaglia a coniugare i generi, nessuno scrive “rock and rol”, nessuna testata giornalistica pubblica frasi a caso con intento moralistico!! Senza contare che nessuno inizia a prepararsi alle 21 per uscire alle 23 indossando quattro cenci neri…. Ahaha pesce d’aprile!! Ahah… aha…. …….. ………..

  3. Addirittura …ho fatto male all’umanità 🙂 …questa sì che è buona

  4. È l’articolo più banale che abbia mai letto. Si limita a descrivere semplicemente la posizione dei locali lametini senza approfondire nessun altro aspetto. Ridicola!!

  5. Articolo inutile, banale, qualunquista e sgrammaticato (“munito/munita”; pò/po’; procedono/procedevano; siano/fossero; da cui/su cui; abbracciati/abbracciata; quelli/quei; inconclusa/irrisolta?insoddisfatta?).
    Sorvoliamo sulla malsana abitudine di chiedere canzoni al dj di turno…
    Ma da quando il Femminismo ha a che fare con il vestirsi e truccarsi bene?

  6. per me è un punto di vista, apprezzo il coraggio di una ragazza, di altra terra, che cerca di capire.

    poi la libertà dove sta ? brava, anzi , una ragazza che parla della movida, speriamo continui ad approfonire.

    scritto male l’articolo, ha una scusante, è straniera, anzi, brava !!!

    • Nessuna scusante: se non sai scrivere in italiano non fai la “giornalista”, piuttosto vai a lavare piatti.
      La libertà di stampa non presume che chiunque possa scrivere a priori il suo punto di vista su un quotidiano online e magari spararle grosse. Alla base deve esserci l’obiettività, cosa che in questo articolo manca.
      Piuttosto mi meraviglio di chi abbia permesso che venisse pubblicato un articolo di questo livello.

  7. Te lo spiego io,: Non tutti piace la MOVIDA .e solo una semplice opinione di una semplice persona
    …però anch’ io amo ballare.E ne visto i posti in giro del mondo. Ho detto che a posti non manca niente, e la gente che non capisco ….forse sarò vecchia ???

  8. Articolo scadente…fondamentalmente anche chi ha scritto questo articolo ha pensato piu “ad esserci” piuttosto che divertirsi…comunque in 2 dei locali che ha nominato ad un certo orario la gente balla e come…forse sei andata/o via troppo presto per goderti a pieno la serata. ps cerchiamo di vedere anche I lati positivi della nostra città.Ultimamente stanno uscendo troppi articoli che vanno a infangare la movida lametina e non ho capito il perche.

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