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Baciamano al boss Giorgi, Giuseppe Lombardo: «I calabresi perbene dicano da che parte stanno»

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“Ora mi aspetto, da calabrese, che i calabresi perbene dicano da che parte stanno. Dicano se stanno con noi, che rappresentiamo lo Stato, o con la ‘ndrangheta, i suoi vergognosi gesti simbolici ed i suoi ridicoli rituali.

Non è più tempo di silenzi omertosi.
Quello che è avvenuto a San Luca è intollerabile, inaccettabile. Impone a tutti una riflessione profonda ed una presa di posizione netta. Non basta più che si condannino tali gesti indegni solo in privato, a bassa voce o con evidente imbarazzo.
Ora mi aspetto la ferma condanna da parte della gente di San Luca di un baciamano inammissibile per un paese civile. San Luca è chiamata ora a dire con chiarezza da che parte sta. Mi aspetto che tutti i calabresi dicano, pubblicamente e ad alta voce, se stanno con i magistrati ed i Carabinieri, ai quali va il mio grazie per lo straordinario risultato raggiunto, o con la ‘ndrangheta.
E’ questo il momento di riacquistare dignità agli occhi del mondo. Chi sta con noi non può stare con loro. E chi sta con loro, mi creda, ha già perso”.
Lo ha dichiarato Giuseppe Lombardo, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, in merito all’episodio di San Luca in cui un vicino di casa “baciava” le mani del boss di ‘ndrangheta Giuseppe Giorgi