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Calabria: Agroalimentare e turismo per agganciare la ripresa

Presentato il rapporto Unioncamere Calabria con dati e tendenze. Commercio ed edilizia stagnanti, indebolita la famiglia. Gli investimenti debbono riprendere.
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Quale futuro per la fragile economia calabrese? Agroalimentare, turismo, artigianato, agricoltura, economia verde?!
Sembrano questi gli asset che tirano in una regione marginale che fa fatica ad agganciare i tenui segnali di ripresa.

Questa mattina hanno discusso di possibile linee di ripresa tecnici e politici. Il riferimento è stato il rapporto Unioncamere Calabria 2014 presentato dal presidente Lucio Dattola. Secondo le stime prodotte da Unioncamere, il valore aggiunto calabrese del 2013 è cresciuto dell’1,2%, variazione inferiore a quanto registrato un anno prima, il che certifica un ulteriore allontanamento rispetto all’Italia, dove si è stimata una riduzione nominale più contenuta, e più specificatamente pari al -0,4%. Il perdurare della crisi ha indubbiamente inciso sull’elemento centrale della nostra economia e della nostra società: la famiglia. La crescente pressione fiscale, la contrazione salariale e la riduzione dei posti di lavoro hanno profondamente inciso sulla capacità di spesa della popolazione, costretta a dover utilizzare il patrimonio accumulato in anni migliori, al fine di mantenere le abitudini di consumo nel tempo sedimentatesi. Catanzaro è la provincia calabrese collocata più in alto nella graduatoria nazionale (79°),grazie a un valore per famiglia di 13.321 euro.Inoltre il rapporto evidenzia come ci sia stata una diminuzione negli ultimi cinque anni di ben 2000 aziende iscritte al sistema camerale. Per il 2013 le province di Catanzaro e Reggio hanno registrato un saldo positivo di poche centinaia, tra nate e chiuse che mostra un certo attivismo nel settore terziario.

Il volume d’affari delle aziende continua a ridursi anche se in modo minore rispetto ai precedenti trimestri. Soffrono le imprese del settore edile e commercio più di quelle del manifatturiero e dei dei servizi. In termini di export il nostro valore è insignificante.

A livello settoriale, ancora una volta, è la “filiera agroalimentare l’unica a mostrare qualche segnale di vitalità, con un export complessivo pari a 136 milioni di euro (poco meno del 40% del totale regionale), di cui 38 milioni provenienti dall’agricoltura e 98 dalla trasformazione manifatturiera dei prodotti della terra”.

Secondo l’indagine devono “riprendere gli investimenti per garantire nuovi consumi e a fronte del leggero aumento dei depositi devono crescere le forme di prestito delle banche.In Calabria si registra un ruolo ed una centralità delle imprese familiari.Ebbene, dai dati riferiti al 2012 emerge come il numero di imprese familiari extra-agricole sia superiore alle 33mila, impiegando quasi 143mila dipendenti che assorbono l’87,4% di tutta l’occupazione regionale. Si tratta del valore più alto registrato in Italia che, a livello provinciale, trova in Crotone (88,6%), Reggio Calabria (88,4%) e Vibo Valentia (88,4%), rispettivamente seconda, terza e quarta, le più alte incidenze sul totale delle economie provinciali. Un fenomeno che non interessa solo le piccole ditte”.

 

Un punto su cui lavorare per lo sviluppo è rappresentato dal turismo

Partecipanti forum economia Unioncamere Calabria

Partecipanti forum economia Unioncamere Calabria

L’opportunità di sfruttare l’immenso bacino naturalistico, culturale e balneare che caratterizza la nostra terra deve essere colta immediatamente, soprattutto in virtù della strategicità che il settore dell’ospitalità assumerà nei prossimi anni.

“Un turismo che stenta a decollare, pur rappresentando l’architrave dell’economia locale, si caratterizza per un sistema ricettivo in condizioni di difficoltà. Ma un modello di sviluppo integrato che origini dal turismo e che sappia mettere a comun denominatore le qualità del nostro territorio, dal mare alla cultura fino ad arrivare alle eccellenze dell’agroalimentare, non può che originare da un territorio sostenibile, in cui le imprese siano coscienti e consapevoli dell’importanza dell’investire nel green. In tal senso,come ogni anno, la Calabria si conferma ai vertici della particolare graduatoria delle imprese investitrici, con una quota pari al 26,3%, ben maggiore di quella media nazionale (22,0%). A questa si aggiunge il record di incidenza delle assunzioni green, pari al 16,6% nel 2013. Verdi, del colore della speranza che non dovrà mai abbandonarci”.

Alla giornata sono intervenuti Maurizio Ferrara, Jole Santelli che ha invitato a puntare sul settore primario ed i prodotti derivati oltre che sul turismo e quello destagionalizzato, invitando ad una sinergia con le università. Mentre i tre assessori regionali intervenuti Demetrio Arena, Michele Trematerra, Luigi Fedele hanno illustrato le attività dei rispettivi dipartimenti. I lavori sono stati moderati dal giornalista Vinicio Leonetti.

  • innanzitutto comincia a controllare i depuratori dell’aqua che finisce in mare e i turisti verranno sicuramente a migliorare l’economia Calabrese e’ inconcepibile pensare a migliorare senza dare niente al turismo…

  • Sta storia della “ripresa” mi fa sempre un sacco ridere…come se ci fosse mai stata un periodo fiorente da dover, appunto, riprendere!!