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Capitolo 5 – Il bastione di Malta

LAMEZIA DA CONOSCERE E DA AMARE-
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Capitolo 5 – Il bastione di Malta

Abbandonando  il percorso lungo la zona degli scavi archeologici di Terina e dell’Abbazia benedettina, in direzione per Gizzeria Lido, si ha subito l’impatto visivo, molto suggestivo, con un altro sito archeologico che è il Bastione di Malta. E’ un vecchio maniero che sta a testimoniare come fosse alto in quei tempi il rischio di incursioni nemiche, soprattutto da parte dei Saraceni, tanto che gli abitanti delle zone costiere furono costretti a trovare spesso rifugio sulle colline circostanti. Infatti, la storia evidenzia la volontà del Viceré di Napoli, don Pietro de Toledo, a far costruire una serie di efficienti difese del territorio dalla minaccia, appunto, di sbarchi improvvisi delle milizie saracene che avevano tutto l’interesse di sfruttare  porzioni di città rivierasche situiate lungo le coste del Tirreno lametino.

Nell’area di Lamezia, l’allora Terina, quindi, sono presenti i ruderi di alcuni di questi manieri, come la Torre di Capo Candurro (oggi Santa Caterina),  e- appunto- il Bastione di Malta, costruito nel 1550 ad opera dei Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, comunemente indicati come Cavalieri di Malta.

Sorge ad 800 metri dalla battigia dal mare del Golfo di Sant’Eufemia.

Dalle descrizioni degli esperti, sappiamo che il vecchio maniero ha una struttura massiccia e compatta, a base tronco – piramidale e soprastante torre quadrata, sovrastato da una panoramica ed ampia terrazza su cui insistono tre piccoli ambienti.

All’interno ci sono quattro grandi sale ricoperte da volta a botte, mentre è suggestivo lo stemma con scudo del balì Fra Signorino Grattinara, risalente al 1634, e che mette in risalto il merito del Grattinara di aver dotato il Bastione di armi belliche.

In occasione del forte terremoto del 1638 il maniero si trasformò in una sorta di “casa di accoglienza”, ospitando monaci e contadini delle vicinanze, scampati alla distruzione sismica.