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Centro Protesi Inail a Lamezia : I tanti punti interrogativi sui quali l’avvocato Panedigrano chiede chiarimenti

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Riceviamo e pubblichiamo

Se davvero il Centro Protesi INAIL sarà aperto entro la fine dell’anno e svolgerà attività di realizzazione protesi e presidi ortopedici, non possiamo che gioirne, perché a questo scopo sono stati finora spesi oltre dieci milioni di euro di soldi pubblici.
E però, a cominciare dal Sindaco e dal Consiglio Comunale, per finire all’associazionismo ed ai singoli cittadini (ai nostri parlamentari e consiglieri regionali è inutile pensarci, perché hanno tutti lo sguardo volto altrove) l’intera Città deve mantenere una vigile attenzione.
Il Centro Protesi in questi giorni ha aggiunto al nome un nuovo appellativo. Emidio Silenzi, Direttore Regionale INAIL, lo ha definito oltre che Centro Protesi anche Centro Polidiagnostico Regionale. Siccome in passato era già stato ribattezzato prima Centro Protesi e Riabilitazione e poi Centro Protesi, Riabilitazione e Ricerca (della famosa mano bionica), bisogna vigilare che questa nuova medaglia non nasconda l’ennesimo trucco per operare l’ennesimo rinvio sine die della sua tanto attesa apertura, perché questa nuova trovata può far diventare poco chiaro l’intero percorso annunciato durante la visita del presidente Oliverio.
Si tratta, infatti, di una integrazione o il Centro Protesi ora diventa solo un Centro Polidiagnostico Regionale, da dotare anche di una risonanza magnetica di ultima generazione, che finora non era prevista e che, per quanto se ne sa, non è ancora finanziata?
Soprattutto non è chiaro come si dovrebbero integrare i 40 posti letto a gestione ospedaliera di riabilitazione medica con i posti di riabilitazione post-protesica a gestione INAIL. Né è chiaro che tipo di gestione comune si immagina tra questi due enti che hanno differenti finalità e bilanci. E non è chiaro chi avrà la responsabilità di una struttura, che è di proprietà della Regione, è stata concessa in comodato all’INAIL e che ora l’INAIL concederebbe in comodato all’ASP di Catanzaro che a sua volta è una azienda regionale.
Al momento l’ASP di Catanzaro ha il compito di impegnarsi ad assumere 59 dipendenti, tra cui 20 infermieri professionali, 6 medici specialisti in medicina di riabilitazione, 13 fisioterapisti, 12 ausiliari, 1 psicologo, 1 assistente sociale, 1 dietista, 1 farmacista. La domanda è se tali assunzioni sono possibili nelle attuali condizioni restrittive e se è possibile pensare di assumere personale medico, tecnico e infermieristico da dedicare a questo duplicato di attività riabilitativa, mentre nel nostro ospedale ci sono enormi carenze di personale che ne limitano le prestazioni essenziali.
Dall’altra parte l’INAIL ha emanato il bando per l’assunzione di 10 posti di tecnici ortopedici, quota delle 56 nuove assunzioni preventivate per il triennio 2015-2017, senza precisare che gli assunti verranno destinati al Centro Protesi di Lamezia. E per rassicurarci sulla loro effettiva destinazione a Lamezia non ci possiamo accontentare delle dichiarazioni estemporanee del direttore Regionale dell’INAIL, dr. Silenzi.
Dobbiamo allora chiedere a INAIL, ASP e Regione che a fare chiarezza sull’intero percorso intervengano degli atti formali, perché Lamezia non ha davvero bisogno di un bis della Fondazione Campanella.
Nicolino Panedigrano