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Clementina calabrese si fa dolce e cresce sul mercato europeo

E quella lametina si ferma alle piazze italiane?
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Quando c’è la qualità il mercato premia. E’ il caso del marchio DolceClementina promosso dall’Associazione Produttori Armonia che associa imprenditori agricoli del sud italia.

A giovare di questo rilancio qualificato dell’agrume dolce e senza semi è stata l’area produttiva della piana di Sibari, insieme alla zona del golfo di Taranto.

Lanciato lo scorso anno con una particolare confezione ha riscosso un certo successo, sia in Italia ma sopratutto all’estero. Stiamo parlando come avete inteso del frutto di questo periodo, la Clementina_Agrumclementina incrociata nei secoli scorsi da fra Clemente, da cui il nome.  E’ nato un frutto tanto gradito ai bambini, ma che non dispiace ai grandi. Sempre presente sulle nostre tavole. Il direttore commerciale dell’associazione di produttori Armonia, Marco Eleuteri è soddisfatto di questo risultato e lo dichiara ad una testata di settore, FreshPlaza.it Lo scorso anno ne sono state prodotte 200.000 confezioni e distribuite ad alcune catene italiane ma anche all’estero, in particolare in Europa.Per la stagione appena partita il volume aumenterà del 20% circa. Delle clementine ne verranno commercializzate 800.000 confezioni, con un incremento del 300 % rispetto allo scorso anno. Più della metà andrà alla grande distribuzione estera ed il resto in Italia.Un traguardo che farà stare tranquilli i tanti produttori calabresi associati ad Armonia.

I numeri sono più che buoni

ma a parte la positività del dato – afferma il direttore commerciale dell’AOP Armonia – c’è un altro elemento che mi impressiona: come produttori italiani rientriamo in un mercato dominato da 10 anni dagli spagnoli. A detta degli stessi buyer stranieri erano 15, se non 20 anni che non vedevano oltreconfine una clementina italiana.E’ un successo della clementina italiana che ultimamente non esportiamo in mercati

impegnativi, destinandola solo ai mercati poveri dell’Est, dove riversiamo calibri piccoli e dove la differenza tra un prodotto e un altro è data dal prezzo piuttosto che dalla qualità. Ora invece entriamo in un segmento alto, in mercati maturi ed esigenti in termini di qualità e che in molti avevano abbandonato.Ciò – spiega Eleuteri – è la dimostrazione che se ti presenti sul mercato con un prodotto davvero di qualità, a lunga commercializzazione, quindi per un periodo di almeno 4 mesi, e con un packaging curato, allora hai fatto centro e puoi avere successo anche laddove non credevi.Da anni – precisa direttore commerciale – stiamo portando avanti un rinnovamento varietale insieme all’ agronomo Francesco Perri, per ampliare la gamma varietale, sia nelle precoci che nelle tardive, allungando così anche il

calendario di produzione.  Non da ultimo – dice il direttore commerciale – la Covimer di Battipaglia (Salerno), vivaista del gruppo, ha quella che probabilmente è la maggiore collezione di portinnesti di clementine, grazie sempre alla guida tecnica di Perri; ciò permette di individuare il portinnesto più adatto per ogni situazione.Inoltre, tutte le celle frigo dell’AOP ora hanno un sistema di purificazione ad ozono per una maggiore qualità del prodotto fogliato. Allunga la vita della foglia e ci permette di avere un ottimo prodotto sui banchi per più giorni.

Il packaging è curato con un cestino color del frutto che attira di più e valorizza meglio il prodotto.

L’ AOP Armonia conta cinquanta associati di cui ben quaranta dalla Calabria, precisamente dalla  Piana di Sibari e dieci dal Golfo di Taranto (Puglia e Basilicata).

I diversi areali di produzione – chiude Eleuteri – sono un altro valore aggiunto che ci permette di offrire un prodotto di qualità per più tempo, esattamente come fanno gli spagnoli, leader nel mercato delle clementine.

Quindi da questo segmento rimane fuori tutta la piana di Lamezia che conferisce alla Coppi di Lamezia Terme.

Il frutto viene lavorato e confezionato ma per ora arriva prevalentemente sui mercati nazionali. Quindi un miglioramento nella presentazione potrebbe aprire nuovi spazi di vendita con tutte le ricadute connesse. Ci auguriamo che il confronto tra organizzazioni professionali di produttori si apra.  

Clementina_Agrumi