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Criticità e rischi gravanti sulla dichiarazione di dissesto finanziario

Valutazione della Corte dei Conti e suo responso del 29 maggio 2014
Già fa speditamente il giro della Città di Lamezia Terme il responso emesso dalle Sezioni riunite della Corte dei Conti sulla ipotesi di dissesto finanziario del Comune lametino, argomentazione che dagli inizi dello scorso mese di novembre  tiene vivacemente banco in tutti gli ambienti cittadini. E il responso è come un atto liberatorio per la Giunta a guida Gianni Speranza e per quei pochi consiglieri che avevano, indirettamente ma provvidenzialmente, paventato il “disastro” che tale provvedimento avrebbe sicuramente comportato, come sottolineato dai due legali esterni accorsi per impugnare il ricorso: Beniamino Caravita  e Ettore Jorio; e cioè:

  • la nomina di un Commissario ad acta;
  • l’innalzamento delle tariffe di base nella misura massima;
  • l’obbligo di rideterminare la dotazione organica dichiarando eccedente il personale comunque in servizio in sovrannumero;
  • l’obbligo di riduzione della spesa per il personale a tempo determinato a non oltre il 50% della spesa media sostenuta a tale titolo per l’ultimo triennio antecedente all’anno cui l’ipotesi si riferisce.

A tutto questo, si sarebbero dovute aggiungere le responsabilità pendenti sugli amministratori comunali e sui revisori, che avrebbero comportato per loro gravi sanzioni di carattere politico ed amministrativo.

Rischi tutti messi da parte, almeno per il momento e fino a quando non dovessero verificarsi altre situazioni similari a quella dello scampato pericolo, così come sostengono le motivazioni della Corte dei Conti, così sinteticamente formulate:

Pur confermandosi le valutazioni di criticità compiute sulla situazione del Comune, si deve rilevare, con giudizio di tipo dinamico, che al momento, l’esistenza di una potenziale liquidità di cassa appare tale da poter sostenere la capacità stessa dell’ente di fronteggiare con regolarità le obbligazioni assunte, escludendo al momento un pericolo attuale e concreto per il normale funzionamento dell’ente».Infatti, nel corso delle valutazioni fatte e delle decisioni assunte, la Corte dei Conti ufficializza questa confortante determina: Nella memoria deposita a febbraio dai legali Beniamino Caravita di Toritto ed Ettore Jorio si sottolinea un «disavanzo di amministrazione, sopraggiunto a seguito dell’anzidetta revisione dei residui, di 1.520.626,60 euro che troverebbe copertura finanziaria, nel biennio 2014/2015, con le maggiori entrate derivanti dai deliberato incremento Imu» e che «in relazione alla gestione della tesoreria, l’inesistenza di uno scoperto di cassa è dimostrata nel “quadro riassuntivo della gestione finanziaria esercizio 2013” approvato con deliberazione n. 48/2014 ove si rendiconta un fondo di cassa finale al 31 dicembre 2013 di 16.003.658,57 euro ed un saldo conto di tesoreria al 31 dicembre 2013 in pareggio (prospetto in data 29 gennaio 2014 del Tesoriere medesimo). Risulta altresì approvato con delibera n. 50/2014 il preconsuntivo 2013 riportante un saldo di fondo cassa finale di euro 16.171.168,38 ed una conferma dell’azzeramento delle anticipazioni di cassa (attestazione del tesoriere con nota in data 6 febbraio 2013).

Come un buon padre di famiglia si comporta nei confronti di un figlio che ha commesso una grave “marachella”, la Corte dei Conti avverte però che il Comune di Lamezia Terme dovrà procedere d’ora innanzi con perfetta regolarità amministrativa attuando per filo e per segno le linee guida contenute nel piano triennale di rientro, provvedendo anche a potenziare i meccanismi di controllo interno per verificare la regolarità della gestione, l’osservanza delle scadenze prefissate e il raggiungimento degli obiettivi intermedi previsti dal piano nel dipanarsi del programma lungo il triennio di riferimento».

Già si intravedono i primi segnali positivi e, quindi, la conferma in toto dei buoni propositi promessi. I “buoni propositi” che -secondo i conti dei giudici- hanno trovato riscontro «nel corso del primo trimestre 2014 come rendicontato dal Comune nei documenti inviati a queste Sezioni riunite e dai quali risulta anche un avanzo di amministrazione in crescita (30 gennaio 2014: euro 3.934.209,23 – 31 marzo 2014: euro 8.981.862,50) in grado di coprire il primo anno di rientro di cui al Piano triennale ex art 193 TUEL elaborato dal comune di Lamezia Terme per la risoluzione della situazioni di grave criticità rilevata dalla Sezione e comunque  ampiamente superiore a quello previsto nella deliberazione n. 500 del 5 dicembre 2013 con cui la giunta ha approvato le previsioni di cassa per il triennio 2014/2016 e nella relazione di accompagnamento da cui risulta che il comune di Lamezia Terme prevedeva di realizzare un risultato di cassa positivo al 31 dicembre 2013 pari ad euro 6.774.748,27».

Un trend, questo, di decisa controtendenza, riscontrato anche dai giudizi della Corte dei Conti, secondo i quali

“appare di praticabilità anche la procedura di rientro triennale ipotizzata per il risanamento dell’equilibrio finanziario dell’Ente, atteso, in primo luogo, che sussiste una dimostrata  disponibilità di cassa ed un avanzo di amministrazione, in crescita, idoneo a coprire le previsioni di rientro del primo anno del piano, anche indipendentemente dall’esito delle delibere di innalzamento delle aliquote”

Un noto adagio popolare ricorda che “se son rose, fioriranno”, nel senso che le future amministrazioni comunali non si metteranno nei pasticci elegantemente dribblati; ma anche perché ancora ci sarebbe da aspettare un altro esito abbastanza critico, e questa volta a decidere sarà il Consiglio di Stato il prossimo 15 giugno: tema della criticità è quello incorporato nella vicenda legale attivata a seguito degli aumenti di Imu ed Irpef che furono approvati sul fil di lana. Molto probabilmente, sostiene la Corte dei Conti, subentra la possibilità di rimandare di un anno l’efficacia del rientro, anche perché “il TAR di Catanzaro con sentenze n. 366/2014 e n. 471/2014 ha annullato, rispettivamente, le delibere di innalzamento delle aliquote relative ad Imu ed Irpef, ma tale circostanza (oltre all’evidenza che trattasi di statuizione di prime cure) non ha incidenza negativa decisiva sui dati di consuntivo 2013, residuando un saldo di cassa ed un avanzo di amministrazione idonei a coprire gli importi previsti per  gli incrementi di entrata che comunque non si fondano esclusivamente sull’inasprimento della pressione fiscale conseguente all’aumento delle entrate tributarie (Imu ed addizionale Irpef), ma su un miglioramento del trend storico di riscossione delle partite residuali».

Come nacque il caso del dissesto

Ecco cosa scrisse la Corte dei Conti nel mese di maggio 2013:

Il mancato rispetto del termine di approvazione del rendiconto 2010 (stabilito alla data del 30/4/2011) costituisce violazione dell’art. 227 del d.legs n° 267/2000 e del principio contabile. Violazione che per il Comune di Lamezia Terme “è ormai sistematica, in quanto ciò si verificò- pur in presenza di reiterati rilievi posti in essere dalla sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti per gli esercizi 2006, 2008, 2009 e 2010. L’Ente ha mantenuto una condizione costante di criticità nella gestione dei residui e nell’attendibilità degli stessi, senza aver posto in essere adeguate ed incisive misure correttive nel processo di formazione e smaltimento dei residui e nella verifica dei presupposti giuridici ed economici circa il loro permanere nelle scritture contabili

Nel novembre dello stesso anno 2013, ancora la Corte dei Conti torna alla ribalta e scrive:

Il parziale indebitamento da parte del Comune di Lamezia Terme delle richieste misure correttive e la conseguente persistenza di gravi profili di criticità ed irregolarità sono gli elementi idonei a provocare lo stato di dissesto finanziario dell’Ente.
(—) Inadeguatezza dell’Ente comunale a far  fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, specie sotto il profilo dei pagamenti, tale da ingenerare ulteriore sofferenza di cassa sui futuri bilanci, soprattutto per la presenza delle situazioni di estrema criticità che, ove non tempestivamente rimosse, sono suscettibili di determinare una situazione di squilibrio finanziario idonea a configurare le condizioni di cui all’art. 244 del TUEL (Testo Unico Enti Locali).

La speranza del Sindaco

A fine dicembre 2013, il Sindaco lametino confidò alla stampa:

Continuo ad essere fermamente convinto del possibile giudizio favorevole della Corte dei Conti nei confronti del risanamento triennale 2013/2015 approvato dal Consiglio.

Ma il futuro?  Dipenderà tutto dalla lotta contro l’evasione dei tributi comunali, così come tendono ad essere ancora una volta le difficoltà di incasso.