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Domani il Kantiere Kairòs ad Assisi per un pomeriggio di musica e preghiera.

Per il secondo anno consecutivo la band cosentina ospite dell’evento “A te grido Signore, mia roccia” al teatro Lyrick
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Domani il Kantiere Kairòs ad Assisi per un pomeriggio di musica e preghiera.

Per il secondo anno consecutivo la band cosentina Kantiere Kairòs sarà fra i protagonisti dell’evento “A te grido Signore, mia roccia – Musica per l’incontro”, in programma domani 24 novembre presso il teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli (Assisi) a partire dalle ore 16. Un pomeriggio di musica e preghiera, che si concluderà con l’adorazione eucaristica presieduta da monsignor Domenico Sorrentino, vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Organizzato dalla Pastorale giovanile diocesana e dall’associazione di volontariato Laudato Si’ in collaborazione con il Comune di Assisi, l’evento sarà presentato dal cantante Marco Mammoli, già autore dell’Inno della Gmg del 2000, e da padre Mirko Mazzocato, frate minore.

Oltre a esibirsi con alcuni pezzi tratti dagli album “Il soffio” e “Il seme”, il Kantiere Kairòs presenterà al pubblico il nuovo brano “Kairos”, accompagnerà Marco Mammoli e animerà sul palco il momento dell’adorazione eucaristica.

Tra gli altri protagonisti dell’evento, il gruppo dei Reale, la cantante Dajana, il rapper fra Sandesh Manuel, il coro giovanile della diocesi di Assisi e i ballerini della scuola di danza “Rondine Balletto”.

«Cristo è la base su cui fondare la nostra vita – spiegano gli organizzatori –. “A te grido Signore, mia roccia” nasce nella solennità di Cristo Re dell’universo, ultima domenica del tempo ordinario prima dell’inizio dell’Avvento, e prende il nome dal salmo 28. Ed è nato nella patria di San Francesco, il primo cantautore cristiano che ha cantato e lodato Dio con il Cantico delle creature. Il concerto sarà un tempo di grazia per preparare il cuore all’adorazione eucaristica, il momento centrale della manifestazione, in cui si avrà la possibilità di stare davanti al Signore tutti insieme in comunione, col canto e con la carità come fine ultimo a cui tutto deve tendere».