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Elezioni Lamezia, Calabria sociale invita a risorgere

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La necessità di cancellare un ambiente ormai privo di tutto, e, in modo particolare di ogni possibile aspettativa,con un passato di deludenti esperimenti,ci porta alla ricerca di nuovi itinerari nel tentativo di ricreare, in noi stessi, la volontà ad essere i veri protagonisti di una storia da riscrivere al futuro. Lo scrive in una nota Gianfranco Turino presidente di Calabria Sociale.La politica di oggi, non è più un veicolo di ricerca e di realizzo, il collettivo umano e’ dimenticato in cambio del singolo interesse, l’essere comune stenta ogni giorno a ritrovare la sua Turinomorale e la sua esistenza, affogando nel grigiore, contornato da costi sempre più alti che lo costringono a vivere alla giornata, l’indice d’indigenza cresce pericolosamente, mentre partiti e simboli fioriscono e tappezzano la città dei loro manifesti e dei volti dei loro candidati in uno sperpero offensivo per chi a stento riesce a tentare di respirare per uscire da un ghetto morale. Una constatazione cruda sotto gli occhi di tutti assieme alla completa mancanza di sicurezza. Sia chiaro; noi, non ci consideriamo i salvatori della patria, sarebbe solo un atto di folle presunzione e di immodestia senza confini, siamo semplicemente un gruppo di elementi comuni che si sono stancati di dover vedere lo sfacelo della propria vita e di quella degli altri, nauseati di dover assistere, attimo dopo attimo,al baratro aperto sullo svolgimento dell’esistenza, noi intendiamo risvegliare quelle coscienze che soffrono, vogliamo stimolare e stimolarci a ritrovare la fiducia nel futuro, per cercare di costruire una forza che si contrapponga ai quei signori che, mire di potere e di fallace grandezza, hanno vegetato e non sono stati capaci di risolvere le necessità dell’uomo della strada, hanno fatto solo i propri interessi, riempiendo le cronache di una costante acida litigiosità, massacrando, moralmente la città,bruciando le speranze degli abitanti, aumentando la confusione di chi esiste mischiandola con altre miserande anime fuggite allo squallore della loro terra, costringendo le nuove generazioni a tentare di ritrovare se stessi e la propria collocazione per vivere. Oggi è arrivato,ancora una volta, il momento della analisi di un libro mastro dove le cifre sono solo in rosso e riempiono intere pagine, dove il totale spazio dell’economia è, per la città, un pesante balzello completamente passivo che grava sulle spalle del solito contribuente.

La situazione, pur essendo profondamente radicata, si può cominciare cambiarla con la riflessione nelle scelte della prossima gestione comunale, estrapolando l’orgoglio proprio e ritrovando il coraggio di dire basta e mettere la parola fine a dieci anni di discutibili e contestabili presenze.

Siamo capaci di farlo?

Ci sentiamo nelle condizioni di lanciare il nostro grido di contestazione?Crediamo di saper effettuare una diversa scelta dalla precedente?

Bisogna creare il nuovo, senza contrapposizioni di colori e di appartenenze, nel segno di una socialità vera, lanciata verso il domani, abbandonando orpelli inutili nell’umiltà’ del giorno che scorre, saper indicare figure pronte a muoversi senza pensare ai pennacchi del potere e alle sue poltrone dorate.

Lamezia vuole prepotentemente ritornare a scoprirsi nel suo lato migliore.Civilmente risorgiamo alla storia per essere nuovamente noi stessi,