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Enrico Berlinguer a 30 anni dalla sua morte

“Quale altra idea del mondo”
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Si può cambiare il mondo? Sembra strana l’idea ma, se fosse stato ancora in vita, l’avreste potuto chiedere ad uno dei più grandi politici del dopoguerra, Enrico Berlinguer, da tanti anni alla guida del PCI, leader indiscusso non solo in Italia quanto in tutta Europa. Però, la domanda iniziale la si può affidare – per una più equa risposta – ad un libro scritto a due mani da Paolo Ciofi e da Guido Liguori, il primo ospite di una manifestazione organizzata da Sel di Lamezia per ricordare i 30 anni dalla morte di Berlinguer.
Un libro che è una vera e propria “Antologia” che racchiude i più importanti passaggi politici e sociali che vanno dal 1969 al 1984 e tra le cui pagine si coglie benissimo il senso della linea politica del PCI. Il titolo già di per se stesso molto significativo: “Un’altra idea del mondo”.

Con le premesse a tale convegno illustrate dall’onorevole Costantino Fittante, si sono poi supportati Rosario Piccioni e Salvatore Delia nel prendere spunti dalla lettura del libro e per porre alcuni quesiti a Paolo Ciofi, secondo cui è lecito porsi delle domande sul perché dellattuale profonda crisi a dimensione globale, che impedisce  di dare  alcun punto di riferimento alle persone anziane e nessuna prospettiva di inserimento socio-lavorativo ai giovani.
Berlinguer invece riteneva che la società si potesse trasformare chiamando in causa i lavoratori, gli operai, le nuove figure professionali.

Ed allora, ha evidenziato  Ciofi, per poter cambiare questa società

Bisogna smontare alcuni dogmi; in primo luogo, smontare l’idea che le leggi oggettive dell’economia riguardano leggi sociali che hanno una storia propria. Occorre però maggiore coraggio da parte di tutti, impegnandosi a lottare – sosteneva Berlinguer

Ma come? All’interrogativo, la lettura delle pagine del libro da precise risposte. Innanzitutto, organizzando le linee di tale lotta, inserendo le donne e gli uomini per costruire una società più organizzata, più umana, insistendo sulla necessità di costruire nuovi ponti basati sul rispetto, sulla solidarietà, sulla giustizia.

“La Costituzione”, ha rimarcato l’illustre oratore, è una via per l’edificazione di una società di tipo socialista basata sui principi della democraticità.
Infine, altra breve ma incisiva ricetta data da Ciofi: “Un consumismo esasperato provoca solo molti danni!”.