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FAD su Somministrazione alimenti e bevande, Barbanti:” Una delibera per incentivare i “corsi fantasma”, un non-sense che mina la formazione di qualità ma anche l’intera collettività dei consumatori calabresi.”

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Riceviamo e pubblichiamo

In una regione già famosa per il proliferare di corsi di formazione, tantissimi dei quali poco efficaci, era chiaro che bisognava aspettarsi una tutela per chi, di queste pratiche illegali ed immorali, ne fa mestiere.
La delibera di Giunta n°193 del 12 Giugno 2015 consente di procedere con Corsi di Formazione a Distanza (FAD) per la totalità delle ore, sia dei corsi abilitanti all’esercizio del Commercio dei prodotti appartenenti al settore alimentare e sia per quanto riguarda quelli per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande (SAB).
Se poi teniamo conto che la stessa conferenza Stato-Regioni del 21/12/2011 – nella cui stessa delibera si fa riferimento e sulla quale non si evidenzia alcuna urgenza o bisogno di mutare i criteri di applicazione dei SAB – viene definita la formazione a distanza come “rischiosa ed incontrollabile” e’ chiaro che il rischio è l’aumento degli episodi dolosi tesi a scavalcare lo step formativo, incitando atteggiamenti improntati all’illegalità.
Una leggerezza che la nostra Regione non puo’ assolutamente permettersi, a meno di non voler diventare meta privilegiata per aspiranti operatori di lingua straniera attratti dalla scarna attività didattica e dalla conseguente facilità nell’acquisire gli attestati.

La cosa stravagante, però, e’ che la Regione Calabria era già intervenuta in precedenza con la delibera n°286 del 14 Luglio 2014 in merito alla regolamentazione dei corsi SAB limitando al 10% della totalità delle ore del corso la possibilità di svolgimento in FAD, escludendo però proprio i moduli sull’igiene, la sicurezza dei prodotti alimentari e quelli sulla tutela della salute del consumatore, formazione che per risultare “di qualità” DEVE essere erogata da personale di conclamata competenza e professionalità.

Se poi aggiungiamo a tutto questo il fatto che la Regione ha deliberato in merito senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali, ci rendiamo conto come si annidi in questa operazione il concreto pericolo di una mercificazione della formazione, relegando la stessa ad un mero adempimento burocratico che però annienta definitivamente le già scarne tutele nei confronti dei consumatori.

Alla luce dei fatti auspico in un ripensamento della Giunta regionale con conseguente ritiro della delibera e mi riservo di incontrare le parti sociali interessate dal provvedimento ed interrogare il Ministro competente.

Sebastiano Barbanti

Deputato Alternativa Libera