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Festa in onore di Sant’Antonio da Padova

Il punto di vista di una lametina adottata da soli due anni.
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Come ogni anno 12, 13 e 14 giugno si festeggia a Lamezia Terme nel quartiere Nicastro si svolgono i festeggiamenti di Sant’Antonio di Padova.

La processione di mercoledì 14 giugno è prevista per le 16.30.

Ho sentito parlare di questo grande evento da un sacco di tempo. Ma sinceramente non l’ho capita. Allora cominciamo dal principio. Io di santi protettori non so niente. So che ogni città venera il suo Salvatore o colui che la protegge. Lui che si onora, festeggia, ringrazia, ammira e via scorrendo. So che ci sono Pietro e Paolo come protettori della Lamezia, ma che centra Santo da Padova non mi riuscivo spiegare. Cercando su internet non ho trovato nulla. Forse dovevo andare in chiesa a parlare con qualche prete e farmi illuminare, ma vivo in età tecnologica e mi sono affidata alla tecnologia. Ma niente! Non so ancora che centra Sant’Antonio di Padova con Lamezia. Mi scuso con i lametini, ma è pura verità.

Gli anni in cui visse Antonio di Padova si collocano intorno alla fine del Medioevo. Tutta l’Europa era scossa da profondi cambiamenti: la nascita della società urbana e dei Comuni; l’aumento della produzione agricola e la conseguente maggior mobilità delle persone con la ripresa di ampi commerci. Artigiani e commercianti, notai e medici, mercanti e banchieri iniziavano a dar vita ad una nuova classe sociale: la borghesia, che andava ad aggiungersi ai cavalieri, al clero e ai nobili.

In questo quadro di grandi cambiamenti, la Chiesa visse mutamenti significativi: Il fiorire delle cattedrali, monumento tipico delle città che rinasceva: dopo XI secolo, la cattedrale divenne (così come lo erano stati i monasteri nei secoli precedenti) il centro della vita religiosa. L’epoca delle Crociate, in tutto otto (o, in base ad altri calcoli, nove): la prima nel 1096, l’ultima nel 1270 (o 1271-72, se ne contano nove).

L’epoca dei Papi Innocenzo III e suo nipote Gregorio IX, difensori del potere papale e soprattutto papi che s’inserirono nella grande riforma spirituale dei secoli XI-XII; entrambi avvertirono l’esigenza di rinnovare anche le istituzioni ecclesiastiche. Questo impeto di rinnovamento spirituale si espresse nella nascita di alcuni ordini religiosi sia contemplativi cistercensi sia più inseriti nella realtà sociale, come i cosiddetti Ordini mendicanti: francescani e domenicani. Antonio di Padova, noto anche come da Padova o da Lisbona (in portoghese António de Lisboa), al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all’Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946 Antonio fu incaricato dell’insegnamento della teologia e inviato dallo stesso san Francesco a contrastare in Francia la diffusione del movimento dei catari, che la Chiesa di Roma giudica eretico. Fu poi trasferito a Bologna e quindi a Padova. Morì all’età di 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno) il suo culto è fra i più diffusi del cattolicesimo. Sant’Antonio di Padova è festeggiato dalla Chiesa Cattolica il 13 giugno; è patrono del Portogallo, del Brasile e della Custodia di Terra Santa.

È inoltre patrono di numerose città: Argentina; Chaco: Santa Sylvina; Brasile; Minas Gerais: Ewbank da Câmara; San Paolo: Caraguatatuba; Santa Catarina: Sombrio; Lisbona; Spagna; Poi: Portogallo; Andalusia: Pedrera (SE); Castiglia e León: Almanza (LE); Cerecinos de Campos (ZA); El Tejado (SA); Fresneda de la Sierra Tirón (BU); Fuenterrebollo (SG); Guardo (P); Pinedas (SA); Vadillo de la Guareña (ZA); Villanueva de la Condesa (VA); Castiglia-La Mancia: Cedillo del Condado (TO); Valhermoso (GU); Yeles (TO); Estremadura: Cedillo (CC) La Rioja: Valgañón (LO); Stati Uniti d’America; Texas: Beaumont.

Italia:

Abruzzo: Borrello (CH), Capistrello (AQ), Fara San Martino (CH), Giuliano Teatino (CH), Montesilvano (PE), Scurcola Marsicana (AQ), Tagliacozzo (AQ);

Basilicata: Balvano (PZ), Castelsaraceno (PZ), Fardella (PZ), Gorgoglione (MT), Oppido Lucano (PZ), Palazzo San Gervasio (PZ), Rotonda (PZ), Rotondella (MT), Sarconi (PZ), Stigliano (MT);

Calabria: Amantea (CS), Castiglione Cosentino (CS), Cleto (CS), Fabrizia (VV), Grisolia (CS), Montegiordano (CS), Petrizzi (CZ), Scala Coeli (CS);

Campania: Afragola (NA), Anacapri (NA), Andretta (AV), Bisaccia (AV), Caggiano (SA), Casola di Napoli (NA), Castello del Matese (CE), Cerreto Sannita (BN), Conca dei Marini (SA), Fragneto l’Abate (BN), Giano Vetusto (CE), Mignano Monte Lungo (CE), Montecorvino Pugliano (SA), Montefalcione (AV), Pago del Vallo di Lauro (AV), Paupisi (BN), Poggiomarino (NA), Pontelandolfo (BN), Tramonti (SA), Reino (BN), Roccamonfina (CE), Teano (CE), Torrecuso (BN);

Emilia-Romagna: Migliaro (FE), Ravarino (MO), Vigarano Mainarda (FE), Voghiera (FE), Voltana (RA);

Friuli-Venezia Giulia: Gemona del Friuli (UD), Palazzolo dello Stella (UD);

Lazio: Anzio (RM), Collegiove (RI), Villa Latina (FR);

Liguria: Olivetta San Michele (IM), Roccavignale (SV);

Lombardia: Brembilla (BG), Peia (BG), Porto Mantovano (MN), Schilpario (BG), Loveno Grumello (BS).

Marche: Carpegna (PU), Santa Maria Nuova (AN);

Molise: Conca Casale (IS), Ferrazzano (CB), Miranda (IS), Montefalcone nel Sannio (CB), Roccasicura (IS), Santa Croce di Magliano (CB);

Piemonte: Anzino (VB), Costigliole Saluzzo (CN), Isola Sant’Antonio (AL);

Puglia: Borgagne (LE), Carpignano Salentino (LE), Castrignano de’ Greci (LE), Ceglie Messapica (BR), Cerfignano (LE), Cutrofiano (LE), Fragagnano (TA), Melissano (LE), Minervino di Lecce (LE), Monteroni di Lecce (LE), Montesardo (LE), Nociglia (LE), Orta Nova (FG), Poggiardo (LE), Ruffano (LE), San Paolo di Civitate (FG), Seclì (LE), Soleto (LE), Vieste (FG), Zollino (LE);

Sardegna: Austis (NU), Busachi (OR), Fluminimaggiore (CA), Lodè (NU);

Sicilia: Bolognetta (PA), Camporeale (PA), Cianciana (AG), Favara (AG), Furnari (ME), Gravina di Catania (CT), Maletto (CT), Menfi (AG), Nicolosi (CT), Poggioreale (TP), Roccalumera (ME), Valledolmo (PA);

Toscana: Stazzema (LU), Terranuova Bracciolini (AR);

Umbria: Castel Viscardo (TR), Poggiodomo (PG);

Veneto: Badoere (TV), Camposampiero (PD), Padova, Sarmede (TV).

Ma dov’è Lamezia Terme o precisamente Nicastro???

Celebrato il 13 giugno, Sant’Antonio da Padova è ritenuto il protettore dei nativi americani, dei poveri, delle donne incinte, degli oppressi, dei viaggiatori, degli affamati, dei fidanzati, degli animali, dei pescatori, degli oggetti smarriti, dei marinai, dei cavalli, del matrimonio e della sterilità. Si tratta, come si può notare, di un santo invocato piuttosto spesso, anche perché secondo la tradizione egli può ottenere tredici miracoli quotidiani.

Qui, assistito dai francescani, Sant’Antonio da Padova muore all’età di trentasei anni, sussurrando le parole “Vedo il mio Signore”. E’ il 13 giugno del 1231. Meno di un anno dopo, Papa Gregorio IX lo nominerà santo.

 

A me le feste religiose non dicono gran che se non un enorme mercato di merce di qualsiasi tipo.  La città è bellissima con i suoi addobbi luccicanti, la gente che cammina rilassata e felice tra la folla. Io osservavo particolarmente i bambini. E li capisco perfettamente. Tutte quelle cose in giro: le spade illuminate, palloncini da 5 EU che si sgonfiano giorno dopo, lo zucchero filato, le giostre! Eh… sì, le giostre. Che meraviglia osservare le facce perdute dei bambini, incantati come nei film di fantascienza. Poi sono curiosi questi piccioli quadretti illuminati del Santo accanto le finestre, anche se a me leggermente ricordano un’altra immagine. Quella INVERNALE.

Chiedo ancora perdono ai lametini che non comprendo fino alla fine il significato. Ma poi la festa è sempre la festa. Comunque sono certa che per i fedeli ha un significato molto più nobile di quello che posso dire io a riguardo. E questo mi sembra giusto. C’è chi piace, c’è chi scappa davanti tutta questa gente accalcata. Sono scelte libere. Siccome abito proprio nel centro di Nicastro, ho avuto anche i vicini di colore nelle loro tende improvvisate, dove oltre dormire si sentiva anche odore delle spezie cucinate per il pranzo durante la giornata.

Ma mi sono chiesta? Ma i bisogni primari dove li fanno? Non ho visto un bagno pubblico da nessuna parte e c’erano anche tanti bimbi piccoli e neonati neri come i loro genitori con le faccine buffe. Beati loro, cullati tra le braccia delle loro madri.

 

Allora ci rivediamo presto: Nei giorni 28, 29, 30 giugno si svolge la festa di San Pietro e Paolo, patroni di Lamezia Terme. NON vi siete mica scordati!

Allora che Dio ci aiuti … pace per tutti.

Ecco a voi un piccolo assaggio. E auguri Sant’Antonio!