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Fondazione Mediterranea Terina, Barbanti: “Chiesto l’intervento dell’Anac: iniziamo dalla trasparenza per rilanciare la Fondazione”

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Fondazione Mediterranea Terina, Barbanti: “Chiesto l’intervento dell’Anac: iniziamo dalla trasparenza per rilanciare la Fondazione”

La Fondazione Mediterranea Terina rappresenta effettivamente il fiore all’occhiello per lo sviluppo e l’economia della nostra Regione, sia per il fondamentale ambito di operatività per la Regione ovvero l’agricoltura, sia per le professionalità e le attrezzature presenti, sia per l’imponente struttura amministrata. A sostenere tale tesi non è il suo Presidente o una parte politica che è di appoggio, quanto addirittura il deputato Sebastiano Barbanti, i cui spunti sono quasi sempre mai teneri nella qualità e mai abbondanti nella quantità, tanto che poi così prosegue: “La Fondazione, organismo in house della Regione, ha come scopo principale la “ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico e divulgazione scientifica nel settore della qualità agroalimentare, della sicurezza alimentare e della salute, nonché compiti di controllo e certificazione”.

Barbanti

On Sebastiano Barbanti

Eppure … c’è di fatto un eppure, che il parlamentare così  inquadra: “Eppure accade che, a discapito di quanto si potrebbe immaginare, i dipendenti della Fondazione si trovino costretti a lamentare, in maniera anche molto veemente, il mancato pagamento di molte mensilità di stipendio a causa di persistenti e continui squilibri finanziari. Solo qualche settimana fa la Regione ha messo la classica toppa che però non risolve una problematica relativa alla mission di medio lungo termine che la Fondazione deve avere”. Una Regione che, sempre a quanto riferisce il parlamentare, “ sarebbe tenuta ad esercitare sulla Fondazione un controllo “analogo” a quello esercitato sui propri servizi: la Giunta Regionale, infatti, tra le altre cose, approva il bilancio della Fondazione, esercita su di essa il controllo strategico, adotta gli atti d’indirizzo e delibera la revoca degli organi nei casi previsti dallo statuto.

Uncontrollo, da esercitarsi anche attraverso la dovuta trasparenza degli atti amministrativi, che risulta ancora più importante nel momento in cui la Fondazione utilizza fondi pubblici derivanti dal progetto Food@Life (CUP: B81D11000210007) finanziato dal MIUR nel 2014 per un importo complessivo di 13.562.709 di euro, di cui 10.874.267 erogati e spesi, che serviva per “elevare la capacità di risposta del tessuto economico della Calabria, in prima istanza, alle spinte di crescita della competitività proveniente dal mercato e favorire lo sviluppo economico della regione” organizzando “una struttura permanente di innovazione di riferimento per le imprese e per il mondo della ricerca, con spiccata capacità di autofinanziamento e volta all’internazionalizzazione”. Un progetto, quindi, con importanti ricadute sull’economia e sull’occupazione nel territorio e che potrebbe garantire un futuro alla Fondazione.

Dopo aver indicato  ancora altri punti di cattiva gestione,  e proprio  per tentare di uscire dalla palude in cui si trova la Fondazione, il parlamentare evidenzia di aver inviato “ un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione affinché, prima che intervenga la UE o il MIUR con pesanti ricadute economiche e legali, si faccia luce su questa zona d’ombra e si pongano le basi per un rilancio solido, duraturo e sostenibile della Fondazione Terina e delle professionalità che quotidianamente vi prestano servizio”.