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Gianfranco Turino su vicenda Sacal :“NOI AVEVAMO RAGIONE.”

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Gianfranco Turino su vicenda Sacal :“NOI AVEVAMO RAGIONE.”

Riceviamo e pubblichiamo

Gianfranco Turino

La  notizia del blitz  delle forze dell’ordine  nei confronti SACAL non ci meraviglia e non  ci stupisce : già nel 2015 – quando è emersa la prima   avvisaglia giudiziaria verso un “lotto” di 14  elementi dell’alta dirigenza – noi chiedemmo che  si dimettessero per far lavorare senza sussulti la società e per sgombrare il campo da ogni tipologia di illazioni. Al contrario questi personaggi non solo non hanno avuto il buon senso di andarsene ma  hanno continuato a restare sulla propria poltrona, gestendo la società aeroportuale come un fatto strettamente personale e non come un  bene dell’intero collettivo, continuando ad agevolare e creare solo situazioni  particolari e di comodo fuori da ogni norma sia legale che contrattuale. Abbiamo più volte denunziato questo tipo d’azione  considerando quel comportamento come un atto altamente illegittimo, dequalificava l’azienda e i suoi lavoratori; in modo particolare i dipendenti che  si erano abbondamente sacrificati (rinunciando ai rinnovi del contratto integrativo) per permettere all’ente   di proseguire senza sussulti amministrativi.

L’unica risposta è stata quella   di ritrovarci con una serie di denunce che ci citavano   per aver espresso  dichiarazioni diffamanti nei confronti della gestione e dei suoi esponenti.

Le nostre cosiddette “dichiarazioni infamanti” erano le  insistenze con cui sollecitavamo  conoscere le svariate situazioni economiche, denunciando assunzioni  discutibili di amici e parenti del potentato gestionale, criticando e censurando la  creazione d’una società che già partiva con il piede sbagliato,  in perdita, sollecitando risposte sul contratto integrativo fermo da circa 10 anni e sugli 81 stagionali che aspettavano il passaggio a tempo indeterminato;  oggi, alla luce di quanto emerge dalle indagini possiamo affermare

“NOI AVEVAMO RAGIONE”.

Abbiamo pagato di persona ma non ci siamo arresi, quello che sta uscendo dal vaso di Pandora, imprenditori, funzionari, dirigenti, livelli massimi della politica regionale e provinciale, è una enorme offesa a tutta la socialità calabra e all’umiltà della gente della nostra regione, una vergognosa situazione che, ancora una volta, ci dequalifica e ci sbeffeggia facendoci  continuare a scivolare, sempre più profondamente, nel baratro del disprezzo dell’umana specie.

Purtroppo su tutto, almeno in un passato recente, hanno taciuto CGIL,CISL e UIL, osservando lo scorrere dei fatti e gratificando la società con il loro silenzio.

L’amarezza  che ci travolge è l’assistere al degrado e alla svalutazione di un  aeroporto internazionale quale il Lamezia Terme,la responsabilità negativa del tracollo morale  è di chi gestiva la struttura ma anche di coloro che l’hanno lasciato fare,  nonché al momento pietra tombale  degli scali calabri,essendo la SACAL, titolare di Crotone e Reggio Calabria.

Il peggio adesso è il dopo, con una situazione terrificante per il triangolo aeroportuale, con Crotone e Reggio Calabria  sprofondate  in un buio assoluto senza certezza di continuità,con la stessa Lamezia, non sa cosa potrà fare a seguito della violenta bufera che ha colpito l’intera struttura.

Per quanto è successo, condanniamo pesantemente  enti, politici e strutture varie che pur sapendo hanno taciuto, che pur vedendo hanno chiuso gli occhi, che pur sentendo si sono tappate le orecchie.

Riteniamo doveroso, per salvare quel poco di verginità morale che resta,  chiedere, come ipotesi finale, di controllare dettagliatamente l’intera gestione di questa ultima dirigenza, tutto ciò che è stato fatto  dovrebbe essere messo in discussione e passato al setaccio con una attenta analisi, se illogicamente artefatto e falsato, completamente annullato.

E nostra intenzione, tutelare e difendere  i lavoratori indipendentemente  dalla loro appartenenza,che consideriamo, a giusta ragione, la parte sana, pulita e seria, che non  merita di essere insozzata da questa situazione.

Egregi signori  alla fine di tutto  è  la socialità della  Calabria che  paga, mentre  i lavoratori del settore sentono il drammatico  pericolo di vedere  cancellato  il passato, perdere il  presente e il futuro.

La Segreteria Regionale UGL TA Calabria

il Provinciale TA Lamezia, Reggio Calabria, Crotone