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Il Sindaco ed il Governatore: ecco la verità di Giuseppe Scopelliti

L'ex governatore parla alla città di Reggio Calabria su cosa è "veramente" successo in questi anni, quando lui era alla guida
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Il “Modello Reggio” negli anni in cui ha governato Scopelliti la città è stata per anni “Viva e vivibile, con una propria immagine. Una città turistica che guardava al futuro”. Molti i lavori fatti a Reggio: la copertura della Via Marina fino alla stazione; il Waterfront; il tapis roulant; il progetto di un parcheggio sotterraneo a Piazza Garibaldi e, ancora, un altro tapis roulant che avrebbe dovuto condurre fino al Centro Unico Direzionale. Sono stati anni, questi, in cui anche le veline e RTL servivano, secondo l’ex Governatore, “a portare lustro a questa città, che da tutti era vista come la città della ‘ndrangheta e dei morti ammazzati, e che invece col nostro lavoro iniziava ad avere una dimensione internazionale”.

Poi Scopelliti parla del Suo passato: “A 23 anni quando ero in Consiglio Comunale chiedevo a Falcomatà (padre) di dirmi quale era il futuro della città e lui si agitava e si infastidiva perché la sua amministrazione non aveva strategia”. Il buon Sindaco – secondo l’esponente del NCD – sarebbe infatti quello che non si limita a fare il compitino ma colui che sogna in grande, proiettando la propria città 30 anni nel futuro.
Questo aneddoto serve a Scopelliti per parlare oggi del figlio dell’ex Sindaco di Reggio, candidato opposto a Lucia Dattola (centrodestra), dicendo: “Ora sento che in candidati Sindaco parlano di città turistica, ma voglio vedere come faranno. Magari a qualcuno per essere ricordato come buon Sindaco basterà pulire le aiuole, coprire qualche buca ecc. ecc.. Falcomatà Jr è inadeguato, perché a 31 anni, senza nessuna esperienza (io invece ne avevo molta precisa) non si può governare una città come Reggio Calabria. Governare non è un gioco e, probabilmente, se avesse avuto un cognome diverso nessuno lo avrebbe candidato. Come potrebbe gestire una città metropolitana con 550 mila abitanti?”.

Così risponde Giuseppe Scopelliti, ospite della V edizione di “Giovani in campo”, alle domande dei giornalisti in merito alla candidatura del forzista come rappresentante del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Reggio Calabria.
Ma il discorso di Giuseppe Scopelliti non si ferma qui, ora parla della “teoria del complotto” che ci sarebbe stata dietro la sua elezione a Governatore. Fomentata da invidiosi e nemici che, da allora, avrebbero tramato per l’abbattimento politico della sua figura.

Volevo fare con la Calabria ciò che avevo fatto con Reggio, ma non mi è stato permesso per l’intervento di altre forze che sono scese in campo. Se avessi voluto fare la bella vita avrei fatto il Parlamentare (come Minniti), sarei venuto qualche fine settimana giusto per fare un poco di struscio e mi sarei dimenticato della mia terra. Ma io sono sempre rimasto qui a combattere le mie battaglie, non mi andava di andare a spingere un bottone, quando già nel 2001 avrei potuto farlo.

Per questo la gente lo avrebbe premiato, confidando in lui ad ogni tornata elettorale (forse non proprio in tutte) e per questo avrebbe vinto ancora: “Se fossi rimasto in sella avrei vinto ancora, per questo hanno dovuto far fuori Giuseppe Scopelliti, noi avevamo un piano di 10 anni che avrebbe portato enormi miglioramenti in tutta la regione, grazie ai soldi e ai fondi che ho fatto arrivare dappertutto”.

Si dice “colpito” dalla sentenza che lo ha condannato a 6 anni e all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico tanto da paragonarla con reati “più gravi e più infamanti” come lo stupro o l’omicidio colposo. Una sentenza e una condanna “esagerata” e “politica” insomma.

Mi sono dimesso per ‘democrazia’ e per atto dovuto. Soprattutto dopo aver ricevuto una condanna a 6 anni solo per aver firmato i bilanci del Comune, e questo per un Sindaco non è un bel segnale. Per lo stesso anche i Sindaci di altre città dovrebbero considerarsi “in pericolo” allora, perché non è come molti pensano “che io e la Fallara ci incontravamo di notte per falsare il bilancio.

Da qui è necessario attuare una “operazione verità”: “Per anni hanno raccontato ai miei concittadini fatti distorti, perché non c’è nemmeno una prova, una telefonata, o un pizzino che affermi la mia colpevolezza. E perché anche quando sono intervenuti i tecnici ministeriali hanno constatato che il buco di bilancio di 95 milioni era dovuto a crediti inesigibili, che non si sarebbero potuti riscuotere, non come dice certa stampa”.

La stampa, quella che per anni ha fomentato l’odio nei suoi confronti e animato le falsità, nascondendo invece le opere che lo stesso Ex Governatore avrebbe compiuto. E approfitta del tema caldo sui Bronzi per parlare in proposito.

Quando ero Governatore abbiamo fatto una grande campagna di promozione per i Bronzi, spendendo 5 milioni di Euro, e ‘trasportando’ gli stessi in giro per l’Italia e per l’Europa sugli autobus e sulla cartellonistica, o facendo degli accordi con Alitalia per incentivare le visite (che a breve dovrebbero iniziare) al Museo di Reggio tramite voli low cost. Solo che queste cose non le ho mai viste su un giornale, al massimo accanto a qualche notizia di colore, in una delle ultime pagine. E nessuno si sognerebbe di mandare i Bronzi all’Expo.

Così come nessuno si sarebbe sognato di far arrivare gli immigrati al Porto di Reggio. “Sono davvero troppi, non siamo in grado di gestire questa situazione, pur volendo accoglierli, allo stato attuale. Ma perché le Istituzioni non dicono basta? Perché stanno zitti? Perché non valgono nulla. Alla prossima nave – l’ho detto ad Alfano – vado io al porto a dire ‘basta’, perché ci portano malattie e perché occupano le strutture che invece potrebbero essere utilizzate dai nostri ragazzi “.

Sfruttando il tema ambientale. “Fin quando Scopelliti è stato Presidente certi giornali ogni giorno mettevano in prima pagina una foto del mare sporco, dimessosi il Governatore non ne ho più vista una. O siamo stati così bravi da risolvere in brevissimo tempo il problema oppure vuol dire che era tutto montato ad arte per screditare il sottoscritto”.

Passando per uno dei punti salienti: i conti nella sanità, che egli avrebbe migliorato in questi anni come nessuno aveva mai fatto prima e che “nessuno ha riconosciuto”.

Chiude questa fase ammonendo che quando alla guida della Regione non ci sarà un reggino “la città non avrà più gli oltre 600 milioni che io ho messo a disposizione e che i Commissari non hanno saputo usare. Noi abbiamo portato 27 navi da crociera che a settembre saranno al Porto di Reggio Calabria,e voli low cost e promozioni per venire a visitare i Bronzi. La campagna di odio nei miei confronti che vantaggi ha portato? Nessuno, siamo alla sfascio e al degrado più totale”.