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In questi minuti la proclamazione di Mario Oliverio a Governatore della Calabria

Inizia oggi l'avvenuta di Mario Oliverio alla guida dalla Regione Calabria
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Nell’ufficio centrale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, in questi minuti, sta avvenendo la proclamazione a Presidente della Regione del vincitore delle ultime elezioni regionali, Mario Oliverio.
A seguire, domani o al massimo giovedì, dovrebbe esserci il passaggio di consegne a Palazzo Alemanni con la presidente facente funzioni Antonella Stasi. E poi, nei giorni successivi toccherà ai 30 i consiglieri regionali.

Il motivo di tanto ritardo è dovuto principalmente al caos generato dalla nuova legge elettorale che il centrodestra ha approvato nella legislatura che si sta chiudendo. Una legge definita da alcuni costituzionalisti come “poco chiara e cervellotica”.

Appena il consiglio regionale sarà insediato e saranno eletti i gli organi, l’ufficio di presidenza e le commissioni, Oliverio potrebbe presentare due proposte di legge, una di revisione statutaria e una legislativa.

Bisogna mettere ordine allo Statuto Regionale – spiega Mario Oliverio – questo è una priorità sul piano istituzionale per il corretto funzionamento di Giunta e Consiglio.

La proposta di legge, (come dispone l’articolo 123 della Costituzione), dovrebbe introdurre l’incompatibilità tra Consigliere ed Assessore Regionale.
Nel progetto di revisione di Oliverio, però, c’è un’altra novità. Il Presidente intende introdurre con lo Statuto lo status del “Consigliere delegato” (previsto dallo Statuto della Regione Veneto art 51 comma 5) e già utilizzato da Scopelliti nella legislatura appena conclusa anche se non previsto da leggi e regolamenti. Oliverio, invece, intende prevederlo nello Statuto e quindi dare uno “status giuridico” al Consigliere delegato per il quale, come in Veneto, non è prevista alcuna indennità aggiuntiva o assegnazioni di strutture speciali; potrà partecipare alle giunte quando si tratta la materia oggetto della delega, ma senza diritto di voto.

E poi annuncia “sforbiciate ai costi della politica” ed una riorganizzazione degli uffici per “aumentare l’efficienza e ridurre la spesa”. E ancora “bilancio unico per giunta e consiglio regionale e smantellamento degli enti in house e fondazioni”.