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La caccia non è una fiaba-

Dott.sa Angela E.M. Morabito - Antropologa Presidente Ass.ne No Profit Change
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La caccia non è una fiaba-

La notizia che in alcune parti d’Italia la caccia sia materia d’insegnamento ai bambini, ha fatto il giro del mondo scuotendo dal profondo gli animi, non solo quelli degli attivisti animalisti! Questi “sedicenti educatori” in tenuta mimetica, accompagnati dal loro cane da riporto, si avvalgono di “strumenti educativi” più che discutibili, quali animali impagliati non molto diversi dai peluche agli occhi dei bimbi e di “presunte” favole per ammantare la figura del cacciatore con un aura che quasi lo avvicina alla “santità”, nelle sue vesti di difensore della natura… Ma attenzione, i ranger delle riserve protette sono anch’essi armati e anch’essi in mimetica, però non sparano agli Animali, ma ai bracconieri! Queste ambigue forme identificative –animali imbalsamati/peluche, cacciatori/ranger- a volte di difficile distinzione anche per gli adulti, sono assolutamente indistinguibili per giovani menti facilmente plasmabili… Se a questo aggiungiamo l’influenza, non sottovalutabile, di videogiochi sempre più realistici e violenti, capiamo quanto la “diseducazione” possa essere socialmente pericolosa! A supporto di tali riprovevoli “metodi educativi” viene portata la “tradizione”, che sarebbe da tramandare alla giovani generazioni, tuttavia anche il cannibalismo era una pratica “tradizionale” socialmente accettata un tempo e non per questo meritevole di essere esercitata ai giorni nostri! Non è necessario snocciolare dati o citare ricerche scientifiche per ammettere che la caccia non è un’attività benefica, né per gli Animali –che non commettono alcun reato per meritarsi la condanna a morte- né per l’Ambiente, inevitabilmente contaminato da emissioni di CO2 e residui di cartucce e proiettili! I danni che fauna e flora subiscono per opera della caccia sono gravi e indiscutibili e gli stessi cacciatori, che ritengono di praticare uno “sport” dovrebbero prendere coscienza di essere strumentalizzati dall’industria delle armi, che mira solo al profitto totalmente incurante delle conseguenze economiche e sociali che ricadono sulla comunità intera! Le campagne per invogliare donne e bambini ad imbracciare fucili e andare per boschi a mietere vittime innocenti, a quali interessi rispondono?

Assistere al progressivo annullamento dell’empatia femminile e al trionfo di un’invidia “del pene” di freudiana memoria mai realmente superata, è triste e aberrante allo stesso tempo. Vergognoso e inaccettabile questo infido processo di assuefazione alle armi che di questo passo, presto potrebbe farcele ritrovare negli scaffali del supermercato e nelle mani di giovani dalla mente fragile e distaccata dalla realtà. “La caccia non è una fiaba”, per questo l’Associazione No Profit Change Destiny sostiene la petizione No alle lezioni di caccia nelle scuole sulla piattaforma change.org e nella sezione Petizioni sul proprio portale web.