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La Calabria rischia di affogare per il sistema troppo rigido del Patto di Stabilità

La Presidente f.f. della Regione, Stasi: cercheremo di dare risposte alle migliaia di famiglie che aspettano di essere pagate
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Il Patto di Stabilità è una cosa; il rispetto per la spendig rewue è altra cosa; il tenere sotto controllo i pagamenti negli Enti pubblici è un’altra cosa ancora; ma il tutto a patto che non vada  troppo a discapito dei lavoratori, specialmente di coloro che la paga la pigliano – quando e come è tutto da vedere – ai minimi livelli salariali.

Quello che si sta verificando nella nostra Regione mette in preoccupante risalto, oltre la mancanza di lavoro, anche la perdita dei posti di lavoro e che – accorpando uno all’altro caso – sta mettendo sempre di più in ginocchio la Calabria; proprio per come ha avuto modo di rimarcare la Presidente f.f. della Regione Calabria , Antonella Stasi , secondo la quale  ”la Regione Calabria, alla pari di altre amministrazioni regionali italiane, e’ stritolata nella morsa del Patto di stabilità che genera dei veri e propri paradossi e sta strangolando l’Italia, Pertanto – ha spiegato – nella recente conferenza Stato-Regioni abbiamo ribadito che e’ urgente ed indifferibile approvare una riforma dei meccanismi del patto di stabilità di pari passo con le riforme istituzionali per poter escludere dal patto alcune spese speciali come i cofinanziamenti ai programmi europei e le spese per investimento finanziate senza debito. L’obiettivo e’ di poter consentire l’attivazione di investimenti sui territori e le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione sociale e liberare, dunque, spazi finanziari per altri pagamenti. Di conseguenza, abbiamo chiesto un incontro urgente con il premier Renzi ed approvato un documento per esigere che il Governo faccia uno sforzo in più”.

Nella prossima seduta di giunta regionale, convocata per lunedì prossimo 14 Luglio”, ha aggiunto – “insieme agli assessori valuteremo ogni ipotesi percorribile per dare, ancora una volta, risposte alle migliaia di famiglie che aspettano di essere pagate. Il grido di dolore,  giustamente lanciato dai forestali e dagli Lsu-Lpu qualche giorno fa per i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, e’ lo stesso urlo angosciato che in Calabria si leva da tutti i comparti produttivi. Se il governo non ci darà altri spazi finanziari – ha proseguito la Stasi – valuteremo insieme qualunque percorso alternativo. Ecco perché – ha infine sottolineato la presidente Stasi -, al termine della seduta di Giunta di lunedì, abbiamo convocato un incontro con i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl con i quali vogliamo condividere e intraprendere un percorso comune che ci consenta di dare, in ogni caso, risposte positive e immediate ai lavoratori”.