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La Concordia è a Genova ma il nostro cuore rimane all’Isola della Morte

Siamo saliti idealmente a bordo per rivivere le emozioni, immedesimandoci con chi ora non c’è più!
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La Concordia sta cominciando ad avvicinarsi a Genova.
Questa è stata la notizia flash, con tanto di foto, che ha rimbalzato su tutte le pagine dei social network e che ha suscitato delle emozioni incredibili, intuibili, specialmente quando siamo andati a scovare una bella foto in cui si inquadrava, da sola e misteriosa, l’Isola del Giglio.

Personalmente mi sono immedesimato in quei tanti croceristi o turisti in vacanza, che ancora non avevano terminato di consumare la sontuosa cena a bordo di una delle più belle e più grandi navi da crociera. Gli spruzzi di champagne delle migliori marche, le musiche, gli abbracci, gli sguardi entusiasti, e molti di questi impregnati di maliarda cattura. La conduzione della festa e, non della nave, affidata a Schettino.

costa-concordia-rimorchiataEcco l’Isola che si avvicina a velocità sempre più sostenuta; il soffiare forte della brezza marina e laggiù, in fondo sempre più ravvicinato, l’emblema spietato delle Morte, con le sue braccia spalancate, il suo sorriso gelido, l’urlo di gioia che si immischiava a qualche gabbiano ancora alla affannosa ricerca della sua tana, magari a bordo della stessa Concordia.

Poi, all’improvviso, il tonfo pauroso ed i primi spruzzi delle onde del mare che chiedevano più vite possibili; tanto, il capitano della città galleggiante nulla stava facendo per salvare il salvabile. Grida a destra, grida a sinistra, invocazioni accorate di aiuto e con la pancia del mare che si apriva sempre di più per inghiottire  e per dare cibo ai pesci.
Anche l’ultimo bacio di una coppia prima di dividersi tragicamente e per sempre.

Ecco l’Isola del Giglio! Ecco la voce del mare che entrava furiosa da ogni varco apertosi sulle sponde della nave. Le mani che si staccavano: quali per morire e quali per continuare una vita che improvvisamente era non più quella di soli pochi attimi fa.

Nel buio della notte, misto a quello della Morte, la voce di uno che al telefono gridava sempre più forte: “Deve andare subito a bordo, ora comando iooooo!!!”

Poi il lungo tempo trascorso con quel relitto ricurvo goffamente su una fiancata e con dentro l’odore acre della Morte.
Mi risveglio dalle mie sensazioni. La Concordia, imbracata da potenti invenzioni della tecnica ingegneristica, “comincia a vedere Genova”.
L’ultimo viaggio è compiuto. Anche i morti, che parlano sempre nel  di dentro dell’anima dei propri loro cari, sembrano non aver più niente da dire.

Tutto è stato detto. Gesù gridò meglio: “Tutto è compiuto”.

Addio, Concordia, e buona fortuna alle tue consorelle in giro per il mondo, varcando mari ed oceani, scansando rocce con l’abilità di chi il capitano lo sa fare per davvero, con professionalità, responsabilità e dignità.

Concordia: addio! E lei, Schettino, buon divertimento al night: così è la vita!