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La lenta agonia della stazione di Lamezia

Il consigliere comunale Mastroianni scrive al Ministro Lupi e al neo governatore per tutelare anche lo scalo merci
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Egregio Sig. Ministro, Egregio Sig. Presidente,

la comunità calabrese assiste ormai da tempo e con somma preoccupazione all’impoverimento dei servizi di trasporto ferroviario in tutto il territorio regionale, scrive il consigliere comunale di Lamezia Nicola Mastroianni.

Alla luce di quanto stà accadendo vi sono fondate ragioni di pensare che Ferrovie dello Stato (FS) stia attuando, attraverso azioni graduali ma scientificamente determinate, un’opera di smantellamento dei servizi e negli ultimi tempi anche della nicola-mastroiannistessa infrastruttura con evidenti ripercussioni negative che finiranno per aggravare ulteriormente le notorie precarie condizioni economiche, sociali e culturali della nostra terra alimentando difatti il ritardo di sviluppo e i divari rispetto alle altre aree meno sofferenti e vulnerabili del Paese e dal resto d’Europa.

E’ il caso della centralissima stazione di Lamezia Terme centrale che dal 1987 ad oggi è in perenne declassamento e smantellamento per via dell’eliminazione del servizio auto al seguito, dello smantellamento dello scalo merci, della soppressione dei collegamenti notturni, dell’eliminazione del collegamento mattutino (ore 6,30 circa) con la città capitolina notoriamente utilizzato.

A tutto ciò si aggiungono in ordine di tempo anche le recenti iniziative di Ferrovie dello Stato volte a relegare la stazione ferroviaria di Lamezia Terme centrale a semplice fermata per via della soppressione dei dirigenti di movimento e dei capistazione di turno, della trasformazione in stazione non presidiata, dell’eliminazione della biglietteria, della chiusura notturna e soprattutto dello smantellamento del grande fascio di binari dal binario 7 in poi che, a quanto pare, il rilevato verrebbe addirittura venduto da RFI.

Su tale problematica la comunità locale non accetterà di assistere passivamente ad un ulteriore impoverimento della nostra terra e pertanto, a giudizio non solo dello scrivente, è indispensabile oltreché opportuno intervenire nell’immediatezza per arrestare il piano di demolizione e smantellamento in atto per evitare anche la cancellazione del trasporto merci su rotaia (piuttosto che finire per incentivare il trasporto su gomma).

Diviene quindi indispensabile e non più rinviabile predisporre ed attuare nella nostra Treno_Stazione_Lameziaregione un piano di rilancio dei servizi di trasporto ferroviario su standard di qualità europei, attraverso un nuovo programma di esercizio e di potenziamento degli investimenti tanto sulle infrastrutture esistenti quanto sulle nuove per ridisegnare il sistema di trasporti calabrese semmai e finalmente intermodale aderente al sistema di relazioni trans europee delle quali, com’è noto, uno dei più importanti è l’asse denominato “Corridoio Ferroviario 1”, ad alta velocità e per il trasporto combinato nord-sud (Berlino – Halle/Lipsia – Erfurt – Norimberga – Monaco di Baviera – Verona – Milano – Bologna – Firenze – Roma – Napoli – Reggio Calabria – Palermo).

In questo scenario, dunque, appare irrimediabilmente miope e fuori luogo lo smantellamento del grande fascio di binari della centralissima stazione di Lamezia Terme centrale, utilizzati fino a qualche tempo addietro come scalo merci.

E’ di tutta evidenza che eliminare la possibilità futura di un maggiore incentivo del trasporto merci su rotaia priverà la cittadina lametina, quale crocevia nevralgico dell’intera regione, di due importanti strategiche risorse:

  1. l’attivazione di “Link” tra Gioia Tauro, Lamezia Terme e il sistema portuale commerciale calabrese (Catanzaro Lido, Crotone, Corigliano) in continuità con il sistema portuale pugliese (Taranto, Bari, Brindisi e la relazione trans europea denominata “Corridoio 8”);

  2. il potenziamento della funzione Air Cargo per lo scalo aeroportuale internazionale di Lamezia Terme e la sua promozione come nodo di rete Mediterraneo, in un sistema multimodale con il Porto di Gioia Tauro e con gli altri centri della portualità calabrese.

Si confida nel prezioso interessamento e si rimane in attesa di fiducioso riscontro.