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La mosca dell’olivo blocca in toto la produzione dell’ “oro verde” della Calabria

Lo stato attuale delle cose secondo il deputato del M5s, Paolo Parentela
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Non sarà decisamente l’anno propizio per la produzione dell’oro verde della Calabria, ovvero l’olio di olivo; almeno nella maggior parte delle zone.

Nessuna conseguenza dovuta alle inclementi condizioni del tempo, alle piogge disastrose, in quanto gli agricoltori sanno bene che le stagioni favorevoli si alternano a quelle sfavorevoli, per un principio di natura che dura da secoli.

E comunque, almeno per come frequentemente avviene, un tipo di malattia s’è verificato e viene resa nota col nome di “Bactrocera oleae”, meglio nota come mosca dell’olivo.

Per sopperire a tale stato di calamità, e perché gli olivicoltori siano rimborsati di conseguenza, esiste uno specifico fondo di solidarietà nazionale, previsto dalla legge 102/2004; fondo che, per ironia della sorte e per come sempre accade quando di mezzo ci sta una Regione del Sud, allo stato attuale è completamente vuoto; meglio aggiungere “è al verde”.

Ed allora, quali sono i rimedi per ovviare a tale stato di criticità?

Per come chiarisce il deputato calabrese del M5S, Paolo Parentela, l’unica via è quella di far ricorso al le assicurazioni agevolate, sulle quali è anche possibile avere grossi sconti attraverso la domanda unica Pac. Il problema è che i danni provocati dalla mosca dell’olio non sono previsti nel Piano assicurativo agricolo che il Mipaaf dirama ogni anno”.

“Abbiamo presentato – afferma Parentela – in Commissione agricoltura una risoluzione per impegnare il ministro Martina ad aggiornare il Decreto legislativo 102 del 2004 che ha istituito il Fondo di solidarietà nazionale, per migliorare gli strumenti di gestione del rischio delle aziende agricole, attivando al più presto misure da affiancare alle assicurazioni agevolate, come i fondi di mutualizzazione e gli strumenti di stabilizzazione del reddito (Ist), anche attraverso le risorse a disposizione nel piano di sviluppo rurale nazionale”.